Home / Nutrizione / Come evitare l’olio di palma nell’alimentazione dei bambini? I consigli del nutrizionista Antonio Pratesi per fare scelte oculate

Come evitare l’olio di palma nell’alimentazione dei bambini? I consigli del nutrizionista Antonio Pratesi per fare scelte oculate

iStock_000039729162_Small
Per evitare l’olio di palma si possono utilizzare  sane abitudini alimentari che riducano il consumo di snack e merendine

L’olio di palma è diffuso in merendine, snack dolci e salati, in vari piatti pronti e spuntini. Come si è già visto grazie alla campagna de Il Fatto Alimentare, questo grasso tropicale si trova quasi ovunque  ed ha letteralmente invaso il mondo alimentare italiano diventano probabilmente quello più utilizzato.  Per arginare l’invasione abbiamo realizzato quattro liste di prodotti che non contengono il palma.

La prima riguarda 180 biscotti, la seconda  snack e grissini, la terza le merendine e l’ultima per le creme alla nocciola. Un altro sistema per ridurne il consumo e quello di alimentarsi  seguendo alcune regole. Una lettrice ci chiede come fare per non propinarlo al figlio di dieci anni. Se i pasti si consumano a casa, si tratta di adottare piccoli accorgimenti. Evitare l’olio di palma diventa quindi semplice.

 

Partiamo dal presupposto che un bambino di dieci anni consuma  all’incirca 2200 kcal (2300 maschio, 2100 femmina) e immaginiamo un ipotetico schema alimentare. Ecco come si presenta il modello di dieta.

 

tabella1

iStock_000000177202_Small
Tra i cereali, meglio preferire i corn flakes classici per il ridotto contenuto di zuccheri

Questo schema è relativamente semplice da seguire quando i pasti sono per lo più consumati in casa o a scuola. L’olio di palma però si trova di solito in prodotti preconfezionati come biscotti e dolci presenti  a colazione e a metà pomeriggio oltre che in fette biscottate, crackers, grissini… In questo caso si possono scegliere quelli che non lo contengono che abbiamo indicato  nei nostri articoli.  Per ridurre l’apporto di zuccheri semplici, la scelta migliore è consumare dolci (biscotti, merendine o altri prodotti preconfezionati) solo a colazione. Per la merenda del pomeriggio è possibile scegliere un dolce fatto in casa (dove possiamo controllare gli ingredienti), oppure optare per pane e marmellata o in alternativa un toast. Le classiche merendine, come pure i cioccolatini o caramelle, possono essere evitati perché contengono troppi zuccheri semplici e troppi grassi.

 

iStock_000012214983_Small
La pasta due volte al giorno non è un’esagerazione: permette di evitare i fuori pasto dovuti alla fame e fornisce carboidrati complessi

A questo punto il controllo andrebbe esercitato solo nell’acquisto dei biscotti per la prima colazione. A volte i bambini preferiscono i cereali: in questo caso è meglio optare per i cornflakes classici perché hanno meno zucchero rispetto ad altri cereali più elaborati (7 g contro 20 – 29 g). Guardando la tabella si potrebbe pensare che la pasta (riso o pane) per ben due volte al giorno sia un eccesso. In realtà la pasta è l’alimento ideale più pratico e più piacevole per aumentare la quota dei carboidrati complessi (a basso indice glicemico). Se non c’è la pasta, o se è troppo poca, il bambino non si sazia abbastanza e rischia di aumentare la quota di proteine, grassi e zuccheri semplici sia all’interno del pasto (magari aumentando la carne) sia – peggio ancora – come fuori pasto (con biscotti, dolci vari, bevande zuccherate ecc.). Quindi la pasta (o riso) è un alleato importante per avere una alimentazione equilibrata e per controllare il peso corporeo. Più pasta significa meno dolci e … meno olio di palma.

 

Antonio Pratesi (medico nutrizionista)

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

sostieniProva2

Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Oltre due miliardi di persone obese o in sovrappeso nel mondo. Quattro milioni di decessi nel 2015 per malattie correlate

A livello mondiale, sono oltre due miliardi le persone obese o in sovrappeso che soffrono …

19 Commenti

  1. La mia ricetta per evitare l’olio di palma e avere una crema spalmabile al cacao paradisiaca? Autoproduzione: un barattolo di crema di nocciole senza zuccheri né altre aggiunte (si trova nei supermercati bio), cacao amaro, miele. E basta. Dosare gli ingredienti secondo i propri gusti per farla più o meno dolce, più o meno “cioccolatosa”, ecc. Io la preparo direttamente nel vasetto della pasta di nocciole mescolando con un po’ di cautela perché il cacao è un po’ “volatile”, così non sporco nessuna stoviglia.
    Un pieno di bontà e di ingredienti sanissimi per le merende dei bambini e pure dei grandi. Alla faccia della celebre crema con olio di palma e zucchero (che per giunta la prima volta che la si riassaggiasse sembrerà cattivissima).

  2. D’accordo nell’evitare l’uso anche occasionale dell’olio di palma, perché nella tabella del nutrizionista non c’è la carne o il pesce a pranzo o cena? È una scelta o una dimenticanza?

    • Al formaggio si può sostituire la carne o il pesce. La scelta del formaggio è a titolo di esempio. Ci consente di raggiungere, rispetto a carne/pesce, una quota di calcio giornaliera (da cibo) maggiore passando da circa 800 mg a 1000 -1100 mg al dì e di ridurre la quota proteica (di circa 10 g) che è già eccessiva. Questa dieta è stata formulata tenendo conto delle abitudini della popolazione italiana.
      *
      Il problema di una dieta di questo tipo è che i bambini introducono T R O P P E proteine! (dai 74 ai 100 gr al giorno) quando il fabbisogno è di circa 31 gr (PRI). Quindi il “secondo” alla sera potrebbe essere tranquillamente eliminato (cioè solo pasta e verdure) ed avremmo già il doppio delle proteine necessarie (63 gr al giorno).
      *
      In Italia diamo troppe proteine ai nostri bambini, e il modo migliore per ridurle è ridurre la carne, il pesce e il formaggio. Le proteine sono in tutti i cibi, anche nella frutta e nella verdura, e il fabbisogno nella specie umana è molto basso.

  3. Non sono un po’ troppe 2200 calorie per un bimbo di 10 anni?

    • A 5 anni di età il fabbisogno normale di un bambino si aggira a circa 1600 calorie giornaliere, a 10 anni 2200 calorie sono più che normali.

  4. laura di sabatino

    Vorrei segnalare la crema spalmabile alle nocciole Nuts & Bio della Probios senza olio di palma in vendita nei negozi bio

  5. Apprezzo molto la vostra iniziativa di predisporre un elenco di prodotti senza olio di palma. Avendo un figlio di 10 anni celiaco, segnalo che ad oggi non ho trovato una sola marca di biscotti gluten free che non contenga olio di palma, e ciò nonostante i costi estremamente elevati di tali prodotti. Sarebbe apprezzabile riuscire a sensibilizzare sul problema anche le aziende che operano in questo campo, vista la sempre maggiore espansione del gluten free e la scarsa attenzione al valore nutrizionale di tali prodotti.

    • Antonio Pratesi

      Questo è un problema che i nutrizionisti conoscono bene: tanti prodotti per celiaci sono ipercalorici e poco bilanciati nella composizione.
      *
      Segnalo questa pasticceria di Milano http://www.splendini.it che prepara prodotti gluten free certificati e senza olio di palma (tranne un tipo di crostatina farcita con crema di nocciole). Vendono in tutta Italia.

  6. L’elenco dei prodotti senza olio di palma non è aggiornato!!!
    Alcuni di esssi, purtroppo, lo hanno di recente inserito!!

  7. Ho letto tanti commenti negativi sull’olio di palma e non sapendone nulla ho cominciato ad informarmi. Fra le varie cose in cui mi sono imbattuto ho letto questo articolo apparso anni fa sull’American Journal of Clinical Nutrition, dove viene analizzata la composizione degli acidi grassi del latte materno. Con mia sorpresa la distribuzione fra grassi saturi e grassi insaturi è praticamente uguale a quella dell’olio di palma. Se è vero che il palma è cosi dannoso per la nostra salute come mai la natura lo per mette a disposizione dei neonati da milioni di anni. Allego Link http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=792248&fileId=S0007114549000505

    • In effetti molti commenti che si trovano sulla rete riguardo l’olio di palma sono eccessivi. I nutrizionisti non ragionano basandosi su un unico alimento o nutriente ma guardano alla dieta nel suo complesso.
      *
      Comunque, ridurre l’olio di palma può contribuire a ridurre gli acidi grassi saturi che influenzano il colesterolo plasmatico. Controllare l’olio di palma consente di limitare i prodotti dell’industria alimentare che hanno molte calorie (biscotti, cracker, dolci, cioccolato). Sono alimenti che contengono molti zuccheri aggiunti e circa 400-560 kcal/etto, cioè sono cibi che favoriscono il sovrappeso/obesità.
      *
      Lei dice: “Con mia sorpresa la distribuzione (nel latte materno) fra grassi saturi e grassi insaturi è praticamente uguale a quella dell’olio di palma”.
      Stiamo parlando del latte materno che ha grassi per un 4,2 g su 100 ml. Di quel 4,2 g evidenziamo che un 46% è formato da ac grassi saturi. L’olio di palma è formato da un 100% di grassi di cui un 46 % (in realtà sono di più) sono saturi. Quindi il paragone è tra due alimenti completamente diversi.
      *
      Colgo l’occasione per ricordare che noi “siamo ciò che mangiamo”. La composizione del latte materno come del grasso sottocutaneo V A R I A e rispecchia i grassi che si introducono nella dieta.

      Qualche riferimento bibliografico: http://1.usa.gov/1AN0FF3; http://1.usa.gov/1dTYJWs;

  8. Vorrei segnalare che tutti i latti in polvere per neoneti in commercio contengono oli vegetali, quindi palma, colza ecc.
    Agghiacciante.

  9. …..infatti ribadisco la distribuzione dei grassi saturi ed insaturi nell’olio di palma è la stessa del latte materno. Il fatto che il latte materno contenga solo il 4% di grasso e per questo non paragonabile al palma è fuorviante, nel senso che il latte materno è un alimento di consumo diretto mentre l’olio di palma è come gli altri oli vegetali, utilizzato in miscela ad altri ingredienti per ottenere prodotti finiti (biscotti e merendine ad esempio). Per estremizzare tanti si bevono una tazza di latte al mattino ma non conosco nessuno che si beva ogni mattina una tazza di olio vegetale. Quello che trovo strano è intitolare un articolo che parla di nutrizione : “Come evitare l’olio di palma nell’alimentazione dei bambini”. La domanda è : perché ? Perché l’olio di palma contiene i grassi saturi ? Perché fra i grassi saturi dell’ olio di palma è presente il palmitico ? Se il latte materno contiene grassi saturi e fra questi circa il 50% (e quindi il 25% del totale della fase grassa) è palmitico, perché dovrei evitare il palma ? Solo perché la concentrazione del palmitico nel latte materno è bassa ?…ma allora spostiamo l’attenzione su altri elementi: non è la sostanza che è pericolosa o gli alimenti che la contengono ma una assunzione non equilibrata. Una dieta sbilanciata per grassi o carboidrati o proteine, conducendo magari uno stile di vita sedentario (nel caso dei bimbi legati al divano ed incollati alla televisione) e, per gli adulti, perché no, la variante con l’aggiunta durante la giornata di qualche sigaretta e superalcolico….ma rigorosamente, tenacemente e imprescindibilmente senza palma.

  10. Io sono perplessa su questa campagna anti olio di palma per la tutela della salute dei consumatori. Mi piacerebbe sapere:
    1. La percentuale di acidi grassi trans nell’olio di palma
    2. Quale olio/grasso viene proposto come ingrediente grasso nella composizione dei dolci
    3. Mangiare 20 g di grassi saturi al giorno è nocivo?

  11. Antonio Pratesi

    Marco Rossi dice: “non è la sostanza che è pericolosa o gli alimenti che la contengono ma una assunzione non equilibrata. Una dieta sbilanciata per grassi o carboidrati o proteine…”
    Affermazione più che condivisibile. Ad esempio oltre a non fumare, fare attività fisica…ecc…limitare gli acidi grassi saturi nella nostra dieta è una cosa desiderabile. Se io sono vegan e introduco pochi ac grassi saturi penso che un po’ di olio di palma nella dieta non crei problemi. Ma se sono onnivoro e già introduco molti ac. grassi saturi, può essere utile limitare anche l’olio di palma.
    *
    Dina: immagino che lei conosca già le risposte alle domande che pone, dica pure liberamente quello che pensa.
    *
    Io penso che ci siano altri argomenti che riguardano la salute dei cittadini più importanti dell’olio di palma e dovrebbe essere chiaro dal mio articolo che è l’alimentazione generale del bambino che mi interessa.
    Ritengo comunque utile anche la campagna contro l’olio di palma promossa dal Fatto Alimentare perché ha sensibilizzato l’opinione pubblica. Per troppi anni il consumatore è stato ingannato prima con la dizione “margarina vegetale” che conteneva gli acidi grassi trans e poi con la dizione “grassi vegetali” (generalmente ritenuti salutari) che contenevano molti ac grassi saturi (olio di palma o cocco).
    *
    Cosa consiglio alle famiglie che hanno bambini? Di utilizzare il meno possibile prodotti preconfezionati e di prepararsi il cibo in casa (panini, toast, frutta) perché questo è il modo migliore per esercitare un controllo sulla propria dieta e prevenire il sovrappeso/obesità.

  12. A casa nostra mangiamo Nocciolata Rigoni di Asiago, non utilizza olio di palma ma olio di girasole non sarà comunque un alimento da Voi accettato ma un paninetto hai miei nipoti, per merenda, a volte glielo faccio.