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Troppe merendine ricche di zuccheri, grassi e calorie. In Italia mancano studi sui consumi reali. Perché nessuno li vuole fare?

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Secondo i produttori di merendine, non vanno demonizzate perché hanno meno calorie dei dolci fatti in casa

È importante educare i bambini a mangiare alimenti semplici come pasta, riso, frutta, verdura, pane, legumi che hanno un sapore molto diverso rispetto agli alimenti industriali studiati per risultare irresistibili e dare il massimo piacere al palato grazie al mix di zuccheri, grassi e sale. Gli snack e le merendine sono i prodotti che meglio rappresentano questo concetto.

Le merendine di produzione industriale sono piccoli dolci monoporzione a base di pandispagna, pasta sfoglia o pasta frolla, utilizzate a colazione e come “fuori pasto” dai ragazzini. Il sito www.merendineitaliane.it dell’AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) ha un comitato editoriale, composto anche da alcuni nutrizionisti, che descrivono tutte le virtù dei “fuori pasto”. Nel sito si dice che questi dolci dal peso medio di circa 40 g, non vanno demonizzati perché hanno un contenuto calorico minore rispetto alle classiche merende e le torte fatta in casa.

Per avere un’idea di quanto siano caloriche abbiamo fatto un paragone con  un panino imbottito di affettato preparato in casa (50 g di pane e 30 g di affettato). A parità di peso il panino con il  salame (ed il salame ha molti grassi!) ha meno calorie di tante merendine industriali.

CALORIE IN 100 g DI PRODOTTO
Verdura (media) 20 kcal
Frutta (media) 45 kcal
Riso cotto 100 kcal
Pasta cotta 140 kcal
Legumi (media) 100 kcal
Carne bovina 130 kcal
Pane bianco 290 kcal
Formaggio stagionato 370 kcal
Pane e salame 355 kcal
Merendine (media) 400 kcal

Le merendine hanno molte più calorie, a parità di peso, di molti alimenti semplici

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Bambini e adolescenti spesso mangiano più di una merendina al giorno, perché sono irresistibili ma poco sazianti dolci muffin

La preparazione casalinga di un dolce richiede tempo e il consumo è in genere occasionale, mentre le merendine sono sempre pronte nella dispensa e questo facilita il passaggio da consumo occasionale ad abituale. Si potrebbe obiettare che una merendina pesa 28-50 g e non 80-100 come un panino imbottito. È vero ma è altrettanto vero che le merendine sono sempre a portata di mano, si sciolgono in bocca senza neppure doverle masticare, sono state studiate per essere irresistibili… ef è  facile ingurgitarne più di una in poco tempo. Qualsiasi genitore sa che gli adolescenti, abituati a consumare dalle 2500 (se femmina) a 3400 kcal al giorno (se maschio), non si limitano ad una sola merendina. Ciò che in primis sazia una persona è la quantità (volume) del cibo.  Se mangiamo una banana di 150 g o la stessa quantità di merendine i due cibi hanno una densità calorica molto diversa (quantità di calorie in rapporto al peso dell’alimento).  Una banana apporta 66 kcal/etto contro le 400 kcal/etto delle merendine.

La questione, però, non si limita al contenuto calorico. I prodotti industriali contengono anche molti zuccheri semplici aggiunti (da 22 a 46 g %). Maggiore è la quantità di zuccheri aggiunti nella dieta (zucchero bianco, sciroppo di glucosio-fruttosio, ecc) e maggiore è il rischio di sovrappeso e obesità. Studi condotti in Italia sembrano assolvere le merendine poiché il consumo medio di questi prodotti da forno è contenuto, ma in realtà i numeri esatti non ci sono e nessuno li conosce. Forse sarebbe opportuno che il CREA avviasse una ricerca in tal senso.

Tipo di merendina

Zuccheri g %

Grassi g % Energia kcal
Brioche 22.5 17.6 438
Pandispagna 34.9 13.1 383
Farcite di latte 45.7 15.1 413
Con marmellata 46.5 8.3 358
Pasta Frolla 35.2 17.1 444
MEDIA 37 14.24 407

Contenuto di zuccheri e grassi nelle merendine italiane (fonte CREA tabelle composizione alimenti)

Sempre in tema di zuccheri, uno dei problemi più negletti nel campo della nutrizione è la relazione tra zuccheri semplici e carie dentaria. I nutrizionisti in genere non ne parlano o tendono a minimizzarlo (LARN 2014). Anche i dentisti pur conoscendo bene il problema sono poco incisivi sull’educazione alimentare. Il risultato è che tutti  siamo vagamente consapevoli che gli zuccheri promuovono la carie ma ci comportiamo come se il problema quasi non esistesse.

Eppure importanti studi, condotti nella metà del secolo scorso, hanno evidenziato che lo zucchero bianco è il principale determinante della carie dentaria. Recenti pubblicazioni hanno confermato il dato: analizzando ricerche  giapponesi della seconda guerra mondiale si è potuta stabilire una relazione diretta tra consumo di zucchero e insorgenza della carie, già a partire da quantità molto basse aggiunte alla dieta (meno del 3% delle calorie giornaliere assunte, pari a 5.5 kg/pro capite/per anno). Basandosi su questi studi, autorevoli esperti sono giunti alla conclusione che senza zucchero bianco nella dieta,  praticamente non c’è carie! In effetti le popolazioni mondiali con più bassa prevalenza di carie sono abitanti di regioni remote dell’Africa ove non ci sono dentisti, spazzolini o dentifrici al fluoro.

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Fonte:The World Oral Health Report 2003 WHO

Nell’ultimo decennio, sempre più frequentemente, l’industria dolciaria ha introdotto oltre allo zucchero bianco anche altri zuccheri semplici egualmente cariogeni, come ad esempio lo sciroppo di glucosio, il fruttosio o altri.

Ogni volta che si assumono dolci o zuccheri semplici sarebbe bene poter lavare i denti cosa che in genere non è possibile quando un bambino mangia una merendina a metà mattina a scuola o a metà pomeriggio quando è fuori casa. Questo è un motivo sufficiente per sconsigliarne il consumo, come pure di panini con marmellata o caramelle. Meglio sarebbe assumere come spuntini cibi non cariogeni, come un panino con formaggio, affettato, pomodoro, hummus, noccioline, frutta … (che hanno un potere cariogeno nullo o molto basso).

Pane e affettato
Pane e formaggio
Pane e hummus
Pane con crema di tonno
Pane con pesto
Pop corn
Yogurt bianco + frutta fresca
Frutta
Frullati
Noccioline

Spuntini alternative alle merendine

Anche i grassi rappresentano un punto critico per molte merendine. In passato le aziende usavano gli acidi grassi idrogenati (trans) poi sostituiti recentemente con l’olio di palma che aumenta la quota di acidi grassi saturi, già eccessiva, nella dieta dei bambini e degli adulti italiani.

In conclusione le merendine preconfezionate sono ipercaloriche, contengono molti zuccheri aggiunti (che promuovono la carie) e spesso olio di palma(*). Nella dieta mediterranea il consumo di dolci era molto basso. In Italia negli anni 40 (1941-50) il consumo annuale di zucchero e dolcificanti era di circa 8 kg pro capite, mentre adesso è di circa 27 kg. In linea con le indicazioni dell’OMS gli Italiani dovrebbero ridurre il consumo di zuccheri aggiunti a circa 18 kg all’anno (10% delle calorie in una dieta di un adulto che consuma 2000 kcal). Idealmente l’OMS auspica di arrivare ad un 5% con soli 9 kg di zucchero all’anno! Gli zuccheri e gli acidi grassi saturi nella dieta dei bambini sono eccessivi e andrebbero ridotti. Quindi, anche se il consumo di merendine in Italia è modesto, evitare di darle ai bambini può contribuire a migliorare la loro alimentazione.

L’autore dichiara di non avere alcun conflitto di interessi.

(*) per un elenco di merendine senza olio di palma ecco il link

© Riproduzione riservata

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  Antonio Pratesi

Antonio Pratesi

medico nutrizionista

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Un commento

  1. senza l’ausilio di genitori edotti e responsabili, sarà difficile venirne a capo…