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Piatti pronti surgelati con il 10% in meno di sale è il risultato di un accordo tra Ministero e aziende. Si tratta però di un timido inizio

I piatti pronti surgelati avranno un minor contenuto di sale, è questa la buona notizia del 2013 scaturita dal protocollo d’intesa (vedi allegato) firmato lo scorso dicembre dal Ministero della salute e dall’AIIPA (Associazione italiana Industrie Prodotti Alimentari) – settore surgelati. Il comunicato apparso sul sito del dicastero, è stato ripreso da numerosi media tra cui il Corriere della sera e l’Ansa, accompagnato dalle parole del ministro Balduzzi che lo definisce “un risultato strategico”.

 

L’accordo si pone all’interno del programma nazionale “Guadagnare salute” avviato nel 2007 e portato avanti con l’intento di promuovere tra i cittadini comportamenti virtuosi, in grado di contrastare l’insorgenza di patologie croniche. In particolare nel testo si legge: “le aziende si impegnano ad apportare, entro il 2013, in sede di produzione, una riduzione pari ad un minimo del 10%, del contenuto di sale aggiunto nella pasta e nel riso utilizzati come ingredienti nei primi piatti pronti surgelati. Si stima, quindi, (…) un minor introito di sale con gli alimenti riformulati dalle suddette aziende pari a circa 18-20 tonnellate l’anno.”

 

I dati sembrerebbero, a prima vista, molto interessanti, ma vale la pena approfondire il tema e fare bene i calcoli. La riduzione del sale (almeno il 10%) non riguarda tutto il settore dei surgelati, ma esclusivamente 47 piatti pronti firmati delle sei aziende* che hanno aderito all’iniziativa.

Queste preparazioni fanno parte dell’area merceologica dei primi piatti ricettati (paste, risotti, gnocchi…) che, secondo le stime dell’Iias (Istituto italiano alimenti surgelati), corrispondono al 4,5% del totale delle vendite di surgelati (in tonnellate).

 

La riformulazione delle ricette permetterà alle aziende una riduzione dell’impiego di sale di circa venti tonnellate. Focalizzando però l’attenzione sul consumo pro capite annuale il dato risulta poco significativo: meno 0,33 grammi all’anno per ogni cittadino, a fronte di un consumo giornaliero medio di 10 grammi.

 

L’eccesso di sodio nella dieta è un fattore di rischio per lo sviluppo di alcune patologie**, e l’impegno delle aziende a ridurne la presenza nei loro prodotti è indubbiamente una scelta positiva, in linea con quanto viene fatto da anni in paesi come Francia e Inghilterra. Un piatto pronto surgelato con il 10% di sale in meno è una buona idea ma non basta certo a modificare la cattiva abitudine degli italiani di assumere eccessive quantità di sale nella dieta quotidiana.

 

Inoltre, così come per i progetti, iniziative, e/o attività ritenuti meritevoli, nel Protocollo d’intesa si legge che “il Ministero valuterà, (…) la concessione e l’utilizzo del logo “Guadagnare Salute” per i prodotti (…), secondo le procedure previste dall’apposito disciplinare.”

Il logo stampato sull’etichetta potrebbe aumentare le vendite, e magari incentivare altre aziende a entrare nel programma.

Rimangono però alcune perplessità riguardo un prevedibile disorientamento nei consumatori: la presenza del logo indica che il prodotto ha ridotto il contenuto di sodio, non che è povero di questo ingrediente.

Un piatto pronto surgelato con il 10% di sale in meno non fa necessariamente “guadagnare salute”.

 

Roberto La Pira e Valeria Nardi

 

* Le aziende firmatarie sono: Bofrost distribuzione Italia S.p.a., C.S.I. / Findus compagnia surgelati italiana S.r.l., Eismann S.r.l., Gelit S.r.l., Industrie Rolli alimentari S.p.a., Nestlé italiana S.p.a..

** Secondo le linee guida dell’Inran: “ogni giorno l’adulto italiano ingerisce in media circa 10 g di sale (cioè 4 g di sodio), quasi dieci volte quello fisiologicamente necessario. Studi recenti hanno confermato che un consumo medio di sale inferiore a 6 g al giorno, corrispondente ad una assunzione di circa 2,4 g di sodio, rappresenta un buon compromesso tra il soddisfacimento del gusto e la prevenzione dei rischi legati al sodio.”

 

Foto: Photos.com, Guadagnaresalute.it

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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2 Commenti

  1. Sicuramente non basta, però è un primo passo importante.
    La “strada” è ancora lunga e “tortuosa”, c’è bisogno di essere attenti e vigili e, personalmente sono convinto che Voi non “mollerete la presa”.

  2. Un passo importante, quello di IIAS e delle imprese che vi hanno aderito, che muove nella direzione giusta. Poiché si ha evidenza, attestata già il 15.3.08 nel rapporto Efsa sui profili nutrizionali, che il sodio è l’unico elemento nutritivo il cui eccesso – altresì ampiamente dimostrato nella popolazione europea – si associa senza dubbio all’insorgenza di malattie, cardiovascolari nella specie.
    Il logo del Min. Sal. costituisce perciò un incentivo e uno stimolo, ad altre imprese operanti in questo come in altri settori, a intraprendere un percorso virtuoso di riformulazione degli alimenti.
    Tale percorso sarà tanto più efficace quanto più i consumatori possano assumere consapevolezza della necessità di ridurre il sodio nelle loro diete, e quante più imprese seguano l’esempio indicato