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Stop all’olio di palma nei biscotti Mulino Bianco, un padre lancia una nuova petizione rivolgendosi a Barilla

biscotti mulino bianco
Mulino Bianco: una petizione su change.org chiede a Barilla di non usare l’olio di palma dai biscotti

Barilla potrebbe sostituire l’olio di palma con altri prodotti non dannosi per l’ambiente, ottenendo grandi benefici di immagine, risultando coerente con UN MONDO BUONO che reclamizza”. È questa la richiesta formulata da Massimiliano Sezanne con una petizione lanciata su Change.org che in pochi giorni ha raccolto oltre  7.000 firme.  Basta fare scorrere sul nostro sito la lista degli oltre 220 tra biscotti e merendine che non contengono olio di palma per rendersi conto che tutti i biscotti Barilla della linea Mulino Bianco utilizzano quasi esclusivamente il grasso tropicale. Non è così per le merendine Ferrero che prevede nell’assortimento almeno due prodotti palma free.

La petizione rivolge un appello anche ad Antonio Banderas, testimonial dei prodotti Mulino Bianco, ricordando che nel mostrarci idilliache passeggiate a cavallo, o preparando tortine, fette biscottate, focaccelle o gustose merendine, inconsapevolmente partecipa alla distruzione delle foreste tropicali e alla progressiva scomparsa delle specie che in esse vivono. Il  Fatto Alimentare aderisce alla nuova petizione su Change.org che si somma alle altre iniziative e agli appelli promossi in questi mesi da diversi soggetti.

Per firmare la petizione clicca qui.

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  Sara Rossi

Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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29 Commenti

  1. Se un consumatore deve richiedere con una petizione che un marchio produca qualcosa di meno dannoso, è grave. Basta non comprare. Il resto viene da sè. Ci sono altri marchi.
    Evidentemente le loro vendite non sono calate. E di chi è la colpa?

    • mariangela manzotti

      Non è mai negativo ” AIUTARE LE SMEMORATE AZIENDE, SOPRATTUTTO MULTINAZIONALI ” a ricordare tutto quello che non ci è gradito. I loro prodotti non vengono declinati gratis al consumatore. Indubbiamente l’arma migliore, è sempre quella di lasciare la merce di target inferiore sugli scaffali del supermercato. Certe aziende dimenticano che siamo entrati nel terzo millennio e non tutti hanno l’anello al naso.

    • chiaro, un consumatore puo’ scegliere di non comprare per se’ e per la sua famiglia.
      ma il modo in cui un consumatore puo’ fare di piu’ e’ proprio attraverso una petizione!

      se il mulino bianco smettesse di usare olio di palma, sarebbe una differenza sostanziale nel consumo e nella produzione dell’olio di palma. e soprattutto, sarebbe il modo in uci anche tanti altri consumatori inconsapevoli smetterebbero di far danno al pianeta….

    • Concordo con Manuela.
      Fare una petizione manda un messaggio debole, ovvero ‘sono così affezionato ai tuoi prodotti che non posso farne a meno, quindi ti chiedo di cambiare un ingrediente’.
      Il messaggio forte è far crollare i fatturati di chi non si comporta come dovrebbe, o ad oggi non ha reagito di fronte alla presa di coscienza della questione sui media.
      Già la pubblicità di Banderas manda un messaggio, a mio modesto avviso, non corretto.
      Secondo me il garante dovrebbe intervenire in questi casi.
      Purtropo a quanto pare sembra che la maggior parte dei consumatori ‘abbocchi’ al messaggio bucolico.

    • condivido in pieno. se la gente fosse più informata e leggesse le etichette….

  2. I prodotti senza olio di palma sono pochissimi, quasi introabili anche se si cercano semplici biscotti per la colazione. Si comprano allora prodotti di aziende di nicchia, nei supermercati quasi introvabili. Si perde tempo per raggiungere il negozio che li vende, ad un prezzo che corrisponde a più del doppio del prezzo di un pacchetto di biscotti con olio di palma. E’ veramente scandaloso che si sia costretti a fare salti mortali per mangiar sano. A proposito… Ultimamente stavo per acquistare biscotti di L’altro Mercato… Anch’essi sono fatti con olio di palma, altro che commercio equo e solidale!
    La colpa è di chi lascia fare soldi alle aziende a scapito della salute dei consumatori e dei disastri ambientali.

    • No so di dove sei tu, ma adesso si trovano nei supermercati più grandi 3/4 prodotti anche solo con olio extravergine di oliva nel centro Italia.
      Riguardo ai negozietti di nicchia che menzioni, mi sono reso conto anche io che sono una mezza bufala.
      Alcuni contengono ‘olio di palma biologico’ ti immagini se esiste ???? altri sono prodotti industriali in cui c’è una catena di passaggi prima di arrivare al prodotto finito che mi fà dubitare che spendendo di più abbiamo più qualità e/o garanzia di biologico.
      L’unica strategia è cambiare orizzonte. Limitare il range di alimenti, orientarsi su prodotti di piccole aziende preferibilmente biodinamiche e tornare a fare molte delle cose da soli.
      Certo ci vuole tempo, ma basta rinunciare a qualche inutile passatempo o qualche ora di TV.
      Del resto una fetta di pane e miele è qualcosa di così scandaloso da dare ai bambini?

    • Sono emiliana e abito in un paese a circa 30 minuti dalla sede centrale della Barilla.
      Non ho il tempo di guardare la TV e nemmeno quello di fare la pasta in casa. Se non mantenessi costantemente certi standard etici e di qualità nel mio lavoro riceverei, giustamente, lamentele immediate. Perché non dovremmo chiedere a una delle nostre aziende più note del settore alimentare, i cui prodotti arrivano ovunque in Italia, di soddisfare certi standard di qualità? Nel frattempo acquisto altro, ma non posso sperare che i miei genitori, che hanno superato i settant’anni, leggano gli ingredienti di tutti i prodotti che comprano oppure che lo facciano tante altre persone che conosco, per motivi diversi che non sto qui ad elencare.

  3. Troppe petizioni sul medesimo argomento, disinnescano la potenza di questo strumento; firmare petizioni sta diventando con il “mi piace” su Facebook; si firma, si clicca e si passa oltre.
    *
    E’ utile che ci sia una petizione che “smuove le acque”, dopo di che ha perfettamente ragione Manuela: tocca a noi consumatori fare la differenza, cambiando abitudini d’acquisto, premiando i migliori, emarginando i peggiori.
    *
    Vedi ad esempio: “Se non trovo il pancarrè senza olio di palma, aggiro il problema…” > http://paoblog.net/2015/08/04/alim-palma-2/

  4. ..inoltre, come tantissimi della mia eta’, sono cresciuta con pan di stelle e abbracci! ora non li compro piu’, ma mi piacerebbe un giorno poter tornare a godermeli con la coscienza pulita!

  5. Non capisco perchè, a fronte di una lista di 220 prodotti tra biscotti e merendine che non contengono olio di palma si deve andare a fare una petizione contro l’utilizzo dell’olio di palma nei prodotti a marchio Mulino Bianco.
    Se non si concorda con la loro linea non si compra!

    • Roberto La Pira

      Perché i 220 prodotti da noi elencati rappresentano una quota del tutto ridotta del mercato è speso si tratta di prodotti diffusi localmente o solo in certe regioni oppure presenti sono in pochi negozi. Se ha la pazienza di leggere i commenti troverà spesso lamentele di consumatori che quando vanno al supermercato faticano a trovare prodotti palma free.

  6. E’ vero, nel supermercato vicino casa mia, come crema spalmabile c’è praticamente solo la Nutella e quelle sottomarca che contengono ugualmente olio di palma, per trovare la Crema Novi o altre alternative devo andare nei centri commerciali

  7. Tutti parlano di abolire l’olio di palma ma nessuno dice con che cosa sostituirlo, senza parlare degli “Aromi” contenuti in tutti i biscotti senza che nessuno specifichi che tipo di aroma, magari più dannoso dell’olio di palma. Il migliore olio sembra sia quello di oliva, ma la produzione mondiale arriva a malapena al 5% del fabbisogno. Allora mi dite con quale alimento si può sostituire l’olio di palma?

    • Roberto La Pira

      Nel sito trova elenchi molto dettagliati di prodotti Palma free. In ogni caso i grassi alternativi si chiamano mais, girasole, oliva, cocco….

    • Paolo, tu tocchi il nocciolo del problema; “Tutti parlano di abolire l’olio di palma ma nessuno dice con che cosa sostituirlo”: infatti le alternative dal punto di vista pratico sono solo parziali.
      Per le caratteristiche fisiche può essere sostituito con grassi animali (burro e strutto) che però, sia dal punto di vista dietetico che dell’impatto ambientale, non sono migliori del grasso di palma.
      L’olio di oliva ha un costo troppo elevato e la disponibilità limitata non lo rende utilizzabile su vasta scala. Altre alternative come il girasole, cocco etc. alla fine pongono le stesse problematiche di consumo di suolo e sostenibilità.
      Purtroppo, o per fortuna, a seconda dei punti di vista, il grasso di palma ha delle caratteristiche ottimali per la preparazione di dolciumi: è solido, insapore, non irrancidisce; dà fragranza ai biscotti secchi e spalmabilità alle creme…e inoltre costa poco.

    • Roberto La Pira

      In rete sul sito abbiamo pubblicato l’elenco di 200 biscotti 60 merendine e altri prodotti che non usano olio di palma . Forse vale la pena dare un’occhiata.

    • Sì, ma come afferma sopra “i 220 prodotti da noi elencati rappresentano una quota del tutto ridotta del mercato”; ed è così, e, anche se destinata a crescere, aumentando la domanda dei consumatori, non arriverà a percentuali significative tali da intaccare il tasso di crescita della produzione di olio di palma. Da tempo seguo, su questo e su altri siti, il dibattito sull’argomento. Purtroppo si continua a girare attorno al problema perchè non si ammette il dato incontestabile che, al momento, non c’è un’alternativa, a livello industriale, economicamente conveniente né di minor impatto ambientale.

    • Roberto La Pira

      Lei ci legge poco , in un recente aggiornamento abbiamo scritto che entro febbraio tre catene di supermercati come Esselunga, Coop e Carrefour dovrebbero eliminare il palma dalle loro linee di prodotti e ci sono altre aziende importanti che hanno deciso di diversificare proponendo linee di prodotto palma free.

  8. Anche l’olio di cocco contiene sopratutto grassi saturi

  9. Io lavoro in un laboratorio di un azienda agricola della bassa valle d aosta dove produciamo dolci senza olio di palma. Solo burro o olio extravergine di oliva. Provare per credere

  10. La mia preoccupazione è che le aziende che fino ad oggi hanno usato questo olio di palma e altri grassi non proprio nobili, utilizzino oli di oliva o margarine che in pratica non hanno niente dell’oliva ma trattasi di “olio lampante”. Di male in peggio. Bisognerebbe approfondire anche questo argomento ma non se ne parla molto sull’olio lampante.

    • L’olio lampante è di fatto olio di oliva. Ma non temere di trovartelo solo nei biscotti: l’extravergine che viene venduto a 3-4 euro la bottiglia è lampante rettificato …. nel migliore dei casi.

  11. l’industria alimentare non fa beneficenza deve fare profitti e utili,parte degli utili deve essere investito in pubblicita’ non per migliorare la qualita’ dei prodotti, il loro unico impegno mantenerci ignoranti e inconsapevoli,fortunatamente c’e’ ancora qualcuno che fa informazione seria e obiettiva.

  12. La questione, al di là della materia prima, e’ come avviene la raffinazione di questi “grassi” che utilizzano dei solventi e delle benzine.

  13. Purtroppo ha ragione chi ha detto che bisogna comunque dire con che cosa sostituire l’ olio di palma dei biscotti della colazione del Mulino Bianco. La risposta che ci sono gli oli di oliva, di girasole e di mais purtroppo è un po’ buttata là, perché si tratta di paste frolle che richiedono un grasso saturo, altrimenti la conseguenza sarebbe un sapore e una consistenza ben diversa, ne fragrante ne asciutta, spesso non gradita dai consumatori. L’ olio di palma in queste preparazioni ha sotituito, per il basso costo, quelli che erano i grassi saturi tradizionali per questi dolcetti da forno, che erano il burro e lo strutto. Non c’è nessun olio saturo o burro vegetale che possa essere coltivato nei nostri climi. I vegani che vogliano mangiare paste sfoglie e frolle non hanno alternative all’ olio di palma e ad altri oli di origine tropicale. Solo nell’ estremo Sud del Mediterraneo, quindi in Sicilia, in futuro c’è la possibilità di avere un burro vegetale naturale, se continua ad estendersi la coltivazione del mango. Il burro di semi di mango è infatti simile al pregiato burro di cacao: ha anche meno acido palmitico ( 10-15%, come l’ olio d’ oliva), 40-45% di oleico, 10% di linoleico e 40-45% di stearico, un saturo eccezionalmente neutro per gli effetti sul costerolo, perché viene desaturato in oleico dagli enzimi del nostro apparato digerente. Ma per avere disponibile in commercio il burro di semi di mango siciliano ci vorrà almeno un decennio. Al momento alternativa al burro non c’è: per onestà intelletuale andrebbe chiarito onestamente a chi promuove queste petizioni….

    • Per quel che riguarda l’onestà intellettuale, purtroppo, a proposito dell’olio di palma, è partita l’ennesima crociata, e quando c’è una guerra di religione non c’è opinione sensata o dati e fatti accertati che vengano presi in considerazione.
      Firmare una petizione ormai è come mettere un “Mi Piace” su FB; altra cosa è informarsi, valutare, ascoltare, discutere.

  14. Ma perché comprare Barilla, compri Di Leo o Gentilini e elimini il problema.

  15. Io ho risolto il problema, cerco sui vari siti ricette per fare in casa i prodotti che mi servono.
    Con un po di buona volontà e pazienza si trova tutto sui vari blog di cucina, se vogliamo mangiare in modo decente si deve tornare al passato.
    Basta poco una mezz’oretta dedicata solo per i biscotti e x una settimana sono a posto.