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Vivident, Happydent, Daygum e Mentos: la pubblicità delle gomme da masticare era ingannevole. Il Tar dichiara legittima la decisione dell’Antitrust del 2013

Il Tar del Lazio ha stabilito la legittimità delle sanzioni dell’Antitrust alle pubblicità ingannevoli delle gomme da masticare Perletti Van Melle

È legittima la censura dell’Antitrust nei confronti delle pubblicità delle gomme da masticare Vivident, Happydent, Daygum e Mentos. Questo è quanto stabilito dalla sentenza del Tar del Lazio, che ha ribadito come i profili di ingannevolezza sollevati dall’Agcm fossero del tutto in linea con quanto stabilito dalla normativa europea sui claim salutistici e nutrizionali e dall’Efsa. La sentenza arriva più di tre anni dopo il ricorso al tribunale amministrativo presentato da Perfetti Van Melle, l’azienda proprietaria dei tre marchi.

La vicenda risale al settembre 2013, quando l’Antitrust sanzionava la società Perfetti Van Melle con una multa complessiva di 180 mila euro, in seguito alle campagne pubblicitarie di vari prodotti a marchio Vivident, Happydent, Daygum e Mentos  realizzate dal 2011 al 2012. L’Agcm aveva ritenuto ingannevole presentare il prodotto come idoneo al mantenimento dell’igiene orale e l’accostamento delle gomme da masticare senza zucchero e con aggiunta di xilitolo con lo spazzolino da denti e le visite dal dentista.

Al centro della vicenda erano gli accostamenti a spazzolini e strumenti di igiene orale

Secondo l’Efsa è vero che le gomme senza zucchero riducono la placca, ma l’effetto si ottiene solo dopo 20 minuti di masticazione per tre volte al giorno dopo i pasti. Anche l’effetto benefico dello xilitolo contro la placca è riconosciuto, ma non ci sono prove che il chewing gum senza zucchero con xilitolo svolga questa funzione.

Nel 2013 subito dopo la sentenza di censura dell’Agcm, Perfetti Van Melle aveva diffuso un comunicato in cui sottolineava come le etichette dei suoi prodotti fossero state giudicate conformi dal Ministero della Salute, ricordando che anche l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria non ha mai ritenuto scorrette le pubblicità in oggetto. L’azienda ribadiva come la sua comunicazione fosse basata su assunzioni scientifiche e che negli spot si ricorda sempre di utilizzare le gomme da masticare solo quando l’opzione spazzolino non è praticabile. Il ricorso al Tar è stato basato sulle stesse obiezioni, che però sono state  respinte dai giudici.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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