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Coca-Cola, Unilever, Nestlé, Mars verso l’approvazione delle etichette a semaforo per scongiurare altri provvedimenti come la soda tax

Etichetta semaforo  le  multinazionali del cibo dicono sì

Quando la prima etichetta semaforo apparve sui prodotti in Inghilterra, per identificare a colpo d’occhio gli alimenti con tenori eccessivi di grassi saturi, zuccheri e sale (i cosiddetti HFSS, High Fats, Sugars and Sodium), si registrarono varie perplessità. I tempi sono cambiati e ora, a sorpresa, le stesse industrie che criticavano il sistema ne promuovono l’utilizzo. Domani 9 marzo 2017, è previsto un nuovo incontro della piattaforma UE per la Dieta, l’Attività Fisica e la Salute, alcuni colossi del settore – Nestlé, Unilever, Mars e Mondelez, Coca Cola e Pepsi Co – si accingono a sostenere il sistema inglese dei semafori in etichetta. Come mai? Una manovra ‘di effetto’, per evitare che le autorità adottino misure più severe, come le imposte sui cibi squilibrati dal punto di vista nutrizionale (es. soda tax, sugar tax) già in vigore in diversi paesi extra-UE.

Ora, cosa accadrà? Nell’immediato, assisteremo a un’accesa rivalità tra i colossi delle multinazionali, che focalizzeranno la competizione sui profili nutrizionali dei loro prodotti per ridurre al minimo i codici rossi. Nel medio termine la Commissione, col sostegno delle grandi lobby industriali che si avvicina a quello delle associazioni dei consumatori (come BEUC, Which?…), pubblicherà una relazione (1) dove i semafori utilizzati nelle etichette d’oltremanica potranno venire intesi come modello da applicare in tutta Europa, se pure a titolo facoltativo. Non a caso, poche settimane fa la Commissione ha dato il via libera al ‘traffic lights system’ , dopo due anni di dibattiti animati soprattutto dal Governo italiano contrario al metodo dei semafori.

Esempio di etichetta a semaforo

Le nuove etichette a semaforo, anche se facoltative, sono un segnale interessante ma non indicano un’inversione di rotta. Le nuove etichette – che in Italia speriamo di vedere al più presto – possono aumentare la consapevolezza dei consumatori sulla presenza eccessiva di grassi, grassi saturi, zuccheri semplici e sale, e stimolare la riformulazione dei prodotti. Tutto ciò è un bel passo avanti ma non si può prescindere da un intervento necessario sulle pubblicità dei prodotti junk food , focalizzando l’attenzione sui nuovi mezzi, come web e i social network, YouTube e simili. La promozione di prodotti HFSS dovrebbe venire vietata, anche allo scopo di promuoverne la riformulazione.

Per ulteriori approfondimenti leggi qui.

Note: (1) Ai sensi del reg. UE 1169/11, articolo 35.5

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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Un commento

  1. LUIGI FANTASIA

    Sui bus capitolini, nella postazione riservata agli invalidi su sedia a rotelle, di recente è comparso accanto ai pulsanti semaforici tradizionali, anche un tasto blu: perché non inserirlo parimenti per i prodotti alimentari? A cosa potrebbe servire? Ma a quantificare quante ore e minuti occorrano per smaltire quel dato cibo in cammini o attività ciclistica o anche nel nuoto. FantaLou