Home / Tecnologia e Test / È arrivato Edo, la nuova app che ti spiega cosa stai mangiando. Su smartphone, ora disponibile sia per IOS, sia per Android

È arrivato Edo, la nuova app che ti spiega cosa stai mangiando. Su smartphone, ora disponibile sia per IOS, sia per Android

edo smartphone
È stato scelto il nome Edo, che in latino significa “io mangio” e che richiama il termine educazione

Una nuova applicazione telefonica per facilitare la comprensione delle etichette alimentari, riassumendone le informazioni e rielaborandole in modo chiaro ma scientificamente puntuale. Ideata dall’incubatore e acceleratore d’impresa CesenaLab, in particolare da quattro giovani, tre informatici e una tecnologa alimentare, l’app è disponibile sia nella versione Android, su Google Play, sia nella versione IOS, su Apple Store.

 

Una volta inquadrato il codice a barre sulla confezione del prodotto, l’algoritmo che è alla base del programma riassume tutte le informazioni presenti nell’etichetta e restituisce un punteggio da 0 a 10, che indica quanto è sano quel prodotto. Inoltre, l’app indica i pro e i contro di ogni prodotto, in base ai propri parametri personali, e l’eventuale presenza d’ingredienti a cui si è intolleranti o allergici.

Infine, Edo riassume le principali caratteristiche positive e negative del prodotto, consigliando alternative più sane. Per usare l’app, basta inquadrare con lo smartphone il codice a barre oppure ricercare un prodotto manualmente. Di seguito il video di presentazione.

 

 

edo app confronto
Edo dà un punteggio da 0 a 10, che indica quanto è sano quel prodotto

«Sinora, – spiega Luciano Venezia, uno dei quattro creatori di Edo, – l’applicazione è stata scaricata circa 30.000 volte e ora, con la disponibilità della versione Android, è attesa un’ulteriore crescita.

È stato scelto il nome Edo, che in latino significa “io mangio” e che richiama il termine educazione, in questo caso nella sfera alimentare, che è l’obiettivo dei suoi ideatori».

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

sostieniProva2

Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Macchine da caffè a capsule. Quale modello comprare per un espresso come al bar? I risultati del test su 5 modelli di Qualescegliere.it

Il boom del caffè espresso preparato con le capsule non si arresta, per questo motivo …

24 Commenti

  1. Quando sarà disponibile la app Edo anche per windows? Grazie!

    • Ciao Anna, sono uno dei founder di Edo. Purtroppo al momento la versione per Windows Phone non è in programma. Speriamo di avere novità a riguardo nei prossimi mesi!

  2. Salve,
    ho appena scaricato l’APP, funziona molto bene, veloce e comoda, volevo segnalare che nelle informazioni segnala che il Prodotto è senza lattosio.
    Parlo in nome di molte mamme che invece interessa la presenza di Proteine del latte. oppure l’indicazione di assenza di latte e derivati. Cosa assolutamente diversa dalla presenza di lattosio (che è molto utile per altro tipo di utenti).

    è possibile inserire questa funzionalità?
    Meglio ancora se si possono inserire l’assenza/presenza di Allergeni

    Grazie
    Bruna

    • Ciao Bruna, sono uno dei founder di Edo. Le funzionalità che hai giustamente evidenziato, insieme a tante altre ancora, sono già in programma per le versioni successive dell’applicazione. Non riesco a darti al momento una stima dei tempi, quindi ti invito a seguirci in modo da essere sempre aggiornata su tutti i nostri sviluppi. Grazie!

  3. lo scaricata anche io ottima unica pecca che ho inserito diversi prodotti che dopo una settimana ancora nemmeno risultano!

    • Ciao Paolo,
      purtroppo (anzi per fortuna!) siete in tantissimi a mandarci foto dei prodotti… cerchiamo di fare prima possibile, mi scuso davvero per l’attesa.

  4. Scusate, cosa significa: “…restituisce un punteggio da 0 a 10, che indica quanto è sano quel prodotto.” Cosa vuol dire “sano” per chi ha scritto l’articolo?

    • Beniamino

      “Gentile Alessandro, per capire cosa vuol dire che un prodotto è “sano”, riporto l’esempio che fa EdoApp per la Nutella, a cui viene assegnato un punteggio di 4,0, con i pro e i contro. I pro sono rappresentati dal fatto di essere una fonte di fibre. I contro sono: alto contenuto di zuccheri, alto contenuto di grassi, alto contenuto di grassi saturi, alto contenuto di carboidrati, alto contenuto calorico, oli e grassi vegetali, alto rapporto zuccheri/carboidrati.”

  5. Salve, suggerirei di inserire anche la presenza di nichel X i soggetti che soffrono di SNAS

    • Si, giusto io nel commento precedente ho indicato altri allergeni, ma sarebbe utile proprio in tutti i prodotti una sezione allergeni… latte uova glutine frutta a guscio tutti quelli che di solito sulle confezioni sono riportati in grassetto, io indicherei anche la presenza delle tracce o dell stabilimento.. almeno così basterebbe un clik.. invece di perdere mezz’ora a prodotto ogni volta che faccio la spesa

    • @Claudia: al momento ci rifacciamo a quanto riportato in etichetta e il nichel purtroppo non è mai riportato…

      @Bruna: l’indicazione su “lo stabilimento utilizza” o “potrebbe contenere” le trovi insieme all’elenco degli ingredienti nella terza schermata relativa al prodotto, quella dopo “pro&contro” (da quest’ultima schermata effettua un trascinamento verso sinistra per farla comparire)!

  6. Bella come idea, mi piace, con pochi click posso sapere se un prodotto è buono.
    Posso fidarmi delle recensioni dei prodotti?
    Chi le fa?
    Siete sicuri che chi produce i prodotti non possa far causa se un prodotto viene recensito negativamente?

    • Ciao Paolo,
      grazie per i complimenti! L’algoritmo che è alla base della valutazione dei prodotti è stato sviluppato dal nostro team (che include una tecnologa alimentare) col supporto della facoltà di Scienze e Tecnologie Alimentari di Cesena, basandoci sul principio di una dieta equilibrata, sui fabbisogni codificati da enti come la SINU e su studi ufficiali riguardo ingredienti/additivi. Comunque trovi maggiori dettagli sul nostro sito.

      Quanto ai produttori, noi contiamo su un approccio propositivo e non distruttivo, possiamo solo aspettare…

  7. Salve,
    Da giovane tecnologa alimentare, credo che la vostra idea sia a dir poco geniale! La consapevolezza della tipologia di ingredienti aggiunti o presenti in un prodotto trasformato è sottovalutata da molti. Potrei stare ore a parlare perché la vostra applicazione sia meravigliosa, ma mi fermo ad un grandissimo COMPLIMENTI ed IN BOCCA AL LUPO! Piano piano, anche l’Italia sta cambiando e sono sicura che le aziende di trasformazione si adegueranno sempre di più alle nostre esigenze e non viceversa! Continuate così!

  8. Esiste una dieta che va valutata nella sua interezza e a seconda delle necessità delle singole persone. Dire che un prodotto X è più sano perchè ha un punti in più ed è quindi preferibile a Y è una castroneria senza alcun senso.
    Ho provato l’app e non fa altro che tradurre le indicazioni sull’etichetta nei corrispettivi primi paragrafi di wikipedia. Invece di passare il tempo a fotografare scatole di cibo come degli stupidi, lo stesso tempo si potrebbe investire meglio imparando le BASI dell’alimentazione. Ottima applicazione…per bambini.

  9. salve, scaricherò subito questa app e, da dietista che spiega continuamente alle persone come fare una spesa alimentare consapevole, faccio i miei complimenti agli ideatori per la splendida iniziativa. vorrei tuttavia segnalare un “riferimento scorretto” nel video che pubblicizza l’app, che magari nessuno ha notato ma è importante: quando si parla dell’utilità dell’app per mamme e bambini viene mostrato un biberon. tale riferimento richiama , anche se solo visivamente, all’idea di latte di formula da ricostituire nel biberon ed entra in conflitto con la norma naturale dell’allattamento al seno. lo stesso OMS in tutte le sue indicazioni internazionali di promozione dell’allattamento al seno scoraggia assolutamente l’utilizzo anche solo dell’immagine del biberon perchè rafforza e “normalizza” l’utilizzo del latte in polvere per i neonati, fatto che oltretutto vìola il Codice per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. scusate se mi sono dilungata ma ritengo fondamentale rimuovere tale immagine dal video esplicativo. grazie e ancora complimenti

  10. Temo che la definizione di “sano” possa essere arbitraria, in quanto tutti i prodotti alimentari sono più o meno sani a seconda del soggetto che li ingerisce, delle quantità e degli altri componenti della dieta.
    Complimenti, comunque, per la realizzazione. Che, però, è adatta in particolare a “mamme e bambini” …. un approccio un po’ maschilista?! Questo, nella nostra scietà arretrata, mi sembra decisamente poco sano. Non si potrebbe scrivere semplicemente “genitori”, senza marginalizzare e disconescere il ruolo dei padri?

  11. Complimenti per la fantastica idea! Mi chiedevo se avete l’intenzione di includere anche l’icona “senza olio di palma” tra le icone (simile al senza glutine o senza lattosio), perchè per me sarebbe molto utile. Grazie

    • Grazie! Al momento ci siamo limitati a delle icone che si riferiscono a intolleranze, in modo da rendere più evidente questo dato. Valuteremo l’opportunità di personalizzare e aggiungere altre icone nelle prossime versioni dell’app 🙂

  12. Complimenti per l’app creata, veramente semplice e veloce!
    Ho cercato degli approfondimenti sul sito ufficiale del produttore, ma non riesco a capire con quale metodo “l’algoritmo” ideato e progettato valuti i diversi alimenti, provo a spiegarmi meglio: provando con diversi prodotti riscontro che i punteggi assegnati possono variare sulla base di diversi parametri, a volte viene evidenziato come “contro” la presenza di aromi, altre volte di “molto sale”, “molte calorie”… persino sugli oli extravergini di oliva si segnala come “contro” le “molte calorie”… beh… è un olio! Con che peso quindi ogni parametro influisce sulla valutazione del prodotto? Il dubbio che mi rimane è: quando si indica per un alimento, ad esempio, che c’è “troppo sale”, cosa definisce il “troppo”? Si basa su indicazioni regolamentate a livello normativo? E considerando una assunzione di quanto di quel prodotto? 100g o una porzione? E se il prodotto è sfuso, per quale porzione?
    Sull’etichettatura alimentare, oltre al reg. 1169/2011 che indica cosa è obbligatorio indicare sull’etichetta dei diversi prodotti, ci sono diversi regolamenti comunitari che limitano le indicazioni “salutistiche” ed eventuali “claims” nutrizionali applicabili per evitare di indurre in errore il consumatore e, entro dicembre del 2016 sarà inoltre obbligatoria una dichiarazione nutrizionale su ogni prodotto per permettere al consumatore di fare le opportune considerazioni del caso. Questa app, come garantisce il rispetto delle pratiche leali d’informazione sui prodotti alimentari? Di certo dovrebbe essere il più oggettiva possibile, ma per esserlo forse si dovrebbe spiegare meglio come funziona (sulla base di quali riferimenti)! Forse l’assegnazione del punteggio potrebbe creare dei “problemi” agli ideatori del software che si potrebbero scontrare con le aziende alimentari…
    Concordo anche io come qualche altro utente che assegnare un punteggio che indica quanto “sano” è un prodotto, non è poi così semplice! Una buona idea potrebbe essere quella di spiegare la tabella nutrizionale presente negli alimenti e confrontarla con una eventuale Assunzione di riferimento tipica della persona che utilizza l’app, o di spiegare gli ingredienti che costituiscono l’alimento in modo scentifico e oggettivo…
    Saluti, Diego.

    • Ciao Diego,
      grazie per i complimenti! Ovviamente i dettagli del nostro algoritmo non possono essere divulgati perchè costituiscono il nostro valore.

      Quanto ai principi utilizzati per definire i pro&contro, ci siamo basati sia sulle indicazioni normative da lei citate (quindi le stesse che regolano i claims presenti sulle confezioni per gli aspetti “positivi”), sia su dati elaborati da enti internazionali (ad esempio FDA).

      Quanto al punteggio, ci rifacciamo ai fabbisogni codificati dalla SINU e a quanto ciascun prodotto incide sull’assunzione giornaliera. In questo calcolo incide anche la porzione, che è indicata nella terza schermata del prodotto all’interno dell’app.

      Per qualunque altro dubbio può scriverci a info@edoapp.it

      Cordiali saluti

  13. Ho appena scaricato la app e l’ho provata per un paio di prodotti e mi è piaciuta. Interfaccia semplice e funzionale. Una bella idea che merita di essere sviluppata ulteriormente.

    Non condivido i semafori rossi sui grassi saturi ed i relativi olii grassi (palma, cocco) perchè secondo me vengono troppo demonizzati oggi: è vero che aumentano il colesterolo se assunti smodatamente (cosa difficile perchè favoriscono il senso di sazietà) ma comunque non alterano il rapporto HDL/LDL a differenza ad esempio dei grassi idrogenati. Io li avrei indicati con l’icona “i” o con un semaforo giallo.. ma è un’opinione personale.

    Se posso dare un suggerimento (non ho avuto modo di provare se è già implementato) sarebbe bello se l’applicazione scendesse nel dettaglio quando trova additivi alimentari e spiegasse di che sostanza si tratta.

  14. Grazie alla Redazione per il link all’articolo sull’olio di palma. Effettivamente bisognerebbe riuscire a capire se l’olio usato in un prodotto sia raffinato oppure integrale. Non avevo considerato invece l’impatto ambientale che ha l’uso estensivo di questo olio e sono d’accordo che andrebbe limitato.
    Leggo inoltre che il suo uso smodato nell’industria alimentare porta facilmente a superare le quantità consigliate. Nel mio commento precedente mi riferivo a prodotti integrali in quantità assunte “consciamente”, cioè usate come condimento o per cucinare: l’olio di cocco o di palma se è integrale non ha nulla da invidiare all’extravergine di oliva, va bene anche per cuocere perchè ha un punto di fumo alto, infatti le popolazioni orientali lo usano largamente in cucina da millenni. Sono d’accordo che non fa parte della nostra tradizione e non ha senso importarlo (incidendo sull’ambiente), vista l’ottima qualità del nostro olio.