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Pubblicità Coca-Cola: la mamma che serve a pranzo la bibita al suo bambino non è scorretta! Ecco la curiosa tesi del Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria

Coca-Cola
Coca-Cola propone negli spot pubblicitari modelli di consumo inaccettabili

Un mese fa abbiamo inviato al Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria una richiesta di censura per lo spot della Coca-Cola. Il fimato mostrava una mamma in cucina mentre prepara la pasta al suo bambino e  subito dopo la serve su una tavola apparecchiata dove troneggia una bottiglia di Coca-Cola. Nell’ultima parte dello spot la mamma impugna la bottiglia e beve con soddisfazione la bibita. Il messaggio, andato in onda nei mesi di ottobre-novembre 2016, presenta similitudine con quello di Natale, dove si vede un bambino mentre guarda con occhi persi la bottiglia di Coca-Cola che ha in mano.  Il Comitato di Controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria non ha rilevato profili di contrasto con le norme del Codice. Secondo i membri del Comitato di controllo  “la narrazione complessiva del messaggio, che pone l’enfasi sull’attesa e sui preparativi di quelle che appaiono in generale come occasioni particolari, attribuisce anche alla scena nella quale è presente un minore caratteristiche tali da non suggerire o legittimare modelli di comportamento alimentare scorretti”.

Troviamo francamente strane le motivazioni della decisione. È francamente difficile considerare la scena di una mamma che prepara un piatto di pasta per il suo bambino e lo serve ancora fumante sul tavolo della cucina  come “un’occasione  particolare“. A noi sembra piuttosto un gesto quotidiano e in questo senso la presenza della bottiglia di Coca-Cola rappresenta un modello alimentare che qualsiasi nutrizionista giudicherebbe sconveniente.

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Lo spot della Coca-cola con Simone Rugiati è stato ripreso dal Giurì

Gli accostamenti tra genitori, bambini e bibite zuccherate sono inopportuni e mostrano quanto sia invasiva la pubblicità nel proporre modelli di consumo scorretti. Non è la prima volta che Coca-Cola viene ripresa e censurata per questo motivo dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, anche se il risultato  dei provvedimenti adottati in passato sembra alquanto deludente. In genere l’azienda accetta le censure e promette di comportarsi bene, salvo poi riproporre gli stessi schemi l’anno successivo, anche perché non deve pagare multe subire limitazioni di sorta. Per rendersi conto di quante siano le scorrettezze della multinazionale abbiamo raccolto in questo articolo i provvedimenti adottati dal Giurì e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato negli ultimi anni).

 


  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. se questo è il verdetto (assoluzione), vorrà forse dire che il suddetto comitato di controllo era prevalentemente favorevole al consumo di Coca-Cola (attuando poi agilmente un difficilissimo esercizio di arzigogolatura per giustificarne la promozione tv)?

  2. RAGAZZI, LO IAP ANCHE SE LODEVOLE, E’ PUR SEMPRE UN ENTE DI PARTE.
    LA COCA COLA, DA QUANDO ESISTE HA SEMPRE AVUTO A CHE FARE CON I TRIBUNALI.
    SECONDO ALCUNI RICERCATORI le criticità SONO NEGLI INGREDIENTI.
    SE SI VUOL PARLARE DI BIBITE ZUCCHERATE, POI, I DISCORSO ANDREBBE FATTO PER LO ZUCCHERO (10%)

  3. Non ho mai capito, da sempre, come si fa a pasteggiare con questa bevanda. A prescindere se fa bene o se fa male, non ci azzecca proprio nulla con la pastasciutta e con la cucina mediterranea.

  4. Ma e la Ferrero per esempio?? Cordialmente

  5. Mangiare un piatto di pasta accompagnato da una coca cola; mangiare patatine fritte con una coca cola; mangiare qualsiasi cosa con una coca cola o anche con altre bibite contenenti zucchero è ormai prassi consolidata nelle famiglie, altrimenti i bambini non mangiano. I genitori non fanno nulla per limitare questi abbinamenti. Anzi, sollecitano i ragazzi a consumare tali bibite, tanto se poi ingrassano la colpa è del pane e della pasta non di altro. Il fatto è che vogliamo fare gli americani e… va bene cosi.

  6. io la cocacola non la compro più neanche per le occasioni “particolari” … e diffondo sempre più la consapevolezza del preferire altro in ogni occasione/luogo
    piu insistete con il “lavaggio del cervello” su “pizza e coca” “pasta e coca” e noi meno la beviamo …

    il prossimo anno sarà gelato e coca scommetto

    noi in italia abbiamo il vino … ed i giovani x fortuna preferiscono sempre piu spumanti e prosecco se proprio “di zuccheri e bevande non salutari vogliamo parlare”

  7. I miei figli (10 e 5 anni) bevono la coca cola / fanta e liquidi simili, 4/5 volte all’anno alle feste di compleanno e neppure volentieri. È una questione di educazione che dipende dai genitori nient’altro. Sulla nostra tavola a pranzo i bambini trovano acqua e basta.
    E il vino che consumo solo io saltuariamente…
    Lovrano.

  8. Condivido la gravita’ di pubblicazione della coca cola nel momento del pasto del bambino