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Coca-Cola: basta pubblicità che associa mamme, bambini e il consumo durante i pasti. L’elenco delle censure accumulate dalla multinazionale

Coca-Cola
Mamme, bambini spaghetti e Coca-Cola. La multinazionale propone modelli di consumo inaccettabili

Gli spot Coca-Cola continuano ad affiancare la bibita ai bambini di 5-6 anni seduti a tavola mentre mangiano un piatto di pasta. Nello spot andato in onda nel mese di ottobre/novembre 2016 si vede una mamma con la bottiglia di Coca-Cola a fianco mentre prepara la pasta. Nella scena successiva la madre appoggia il piatto di tagliatelle ancora fumante su una tavola apparecchiata dove troneggia un’altra bottiglia di Coca-Cola e il bambino che mangia avidamente gli spaghetti. Nell’ultima parte dello spot la mamma beve  soddisfatta  la bibita direttamente dalla bottiglia. Non certo migliore è il modello proposto nello spot di Natale, dove si vede un bambino mentre guarda con occhi persi la bottiglia di Coca-Cola che ha in mano.

Questi accostamenti tra genitori, bambini e bibita mostrano quanto sia invasiva la pubblicità nel proporre modelli di consumo inaccettabili. Non è la prima volta che Coca-Cola viene ripresa e censurata per questo motivo dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria anche se il risultato finale sembra alquanto inutile. In genere Coca-Cola accetta le censure e promette di comportarsi bene, salvo poi riproporre gli stessi schemi l’anno successivo, anche perché non deve pagare multe o sottoporsi a restrizioni. Per rendersi conto di quante siano le scorrettezze della multinazionale proponiamo un excursus dei provvedimenti adottati dal Giurì e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato negli  ultimi anni.

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Lo spot della Coca-cola con Simone Rugiati è stato ripreso dal Giurì

 2011 – La Coca-Cola viene censurata dal Giurì della pubblicità per un finto articolo apparso nel mese di giugno sulla rivista “Donna moderna” (vedi foto sotto). Il messaggio si presentava come un’intervista a Lorella Cuccarini che racconta la storia una cena improvvisata. Nel testo viene descritta la ricetta della “Pasta alla Norma” corredata da 4 foto (due ritraggono la Cuccarini e due mostrsano tavole imbandite con in primo piano la bottiglia di Coca-Cola). Il Comitato di controllo del Giurì ha ritenuto ha ritenuto il servizio una pubblicità occulta della bibita e per questo l’ha censurato.

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Il servizio giornalistico con Lorella Cuccarini su Donna Moderna è stato censurato per pubblicità occulta

Nello stesso anno uno  spot  della bibita che descrive la formula della felicità dicendo che  sempre  “le mamme hanno allietato i pasti delle famiglie con la Coca-Cola” viene censurato dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria.

2012- Il cuoco Simone Rugiati diventa il testimone dell’anno della Coca-Cola e gli spot lo mostrano in tutte le situazioni possibili. In uno spot lo chef viene ripreso in una piazza di Napoli alle prese con una cena. Il messaggio lascia intendere che  la bontà e la bellezza della tavola apparecchiata siano date dalla presenza della bibita zuccherata. Lo spot fa parte di una serie intitolata “Ceniamo insieme?”, che l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha analizzato e ha ritenuto opportuno chiedere alla multinazionale  di ripensarlo in un’altra chiave, perché propone “modelli di consumo e stili di vita non improntati alla massima correttezza, in termini di educazione alimentare”.

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2013 – Questa volta l’iniziativa passa all’Autorità garante della concorrenza  che interviene  per censurare un opuscolo pubblicitario allegato al settimanale Famiglia Cristiana (nel luglio  2012) e un messaggio promozionale apparso su Panorama alla fine di agosto dello stesso anno. Coca-Cola per evitare sanzioni nei confronti di alcuni messaggi ingannevoli pubblicati negli opuscoli, ammette una serie di errori e promette di modificare il testo. In un capitolo si elencavano gli ingredienti della bibita spiegando i motivi per poter considerare la bevanda  sana. Secondo il Garante le informazioni “risultavano fuorvianti in quanto non chiare e/o incomplete sulle caratteristiche del prodotto e dei suoi ingredienti.”

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Gli  spot della Coca-Cola oltre che scorretti sono apparentemente in contrasto con la politica della stessa multinazionale, che sul sito italiano qualche anno riconosceva il diritto dei genitori a scegliere i prodotti che ritengono più adatti ai propri figli. La società si impegnava a non fare promozioni destinate minori di 12 anni, a non pubblicizzare i prodotti nelle riviste, nelle fasce tv e nei programmi dedicati ai bambini e a non vendere la bibita nei distributori automatici nelle scuole elementari. Probabilmente Coca-Cola rispetta ancora gli impegni, perché utilizza altri modi e veicoli pubblicitari più efficaci per coinvolgere  bambini e genitori. In questa vicenda la multinazionale delle bibite zuccherate ha grosse responsabilità di carattere etico. Basta pensare al rapporto della World Obesity Federation (WFO) sull’obesità dei bambini pubblicato pochi giorni fa, che attribuisce alle bibite zuccherate una responsabilità diretta. Un intervento più deciso ed efficace delle autorità di controllo italiane è non solo auspicabile ma anche necessario per arginare inaccettabili modelli di consumo.

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
giornalista, tecnologo alimentare

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6 Commenti

  1. io sono contro la bibita CocaCola .. anche se mi piacciono molto i suoi gadget e le pubblicità del Natale … però condivido che è sbagliato usare i bambini nelle pubblicità per far vendere di iù un prodotto che cmq a loro fa male .. ci sono molte altre bibite migliori tipo IL CHINOTTO DI LAURISIA …. se proprio volete bere scuro ….

    • Ma certo! Anche a NATALE cosa c’e’ di meglio che farsi una bbella cocacola ghiacciata in mezzo alla neve!! ( visto che le piace la pubblicita’natalizia…)
      AMERICANIIII bevetevela voi…..

  2. Mi riesce inconcepibile abbinare la coca cola a un piatto di pastasciutta. Meglio mezzo bicchiere di vino, di quello buono, da dare ai ragazzi per abituare il loro palato ai sapori genuini.
    A me il vino lo hanno dato a 4 anni (mescolato con l’acqua) e da allora l’ho sempre preteso a tavola.
    Ora, nell’età adulta, bevo sempre mezzo bicchiere di vino rosso, massimo 1 bicchiere secondo le portate del pasto e sto benissimo.

    • Non concordo con l’alternativa vino al posto di una bibita molto zuccherata, in quanto l’alcool per i bambini, anche se diluito al tenore di una birra, è dannoso comunque per il loro piccolo fegato ed il sistema nervoso in corso di formazione.
      Dobbiamo considerare anche che una parte degli zuccheri assunti, per la fermentazione intestinale si trasformano in alcool ed è come scegliere la padella o la brace.
      Ai pasti meglio abituarli al’acqua naturale non gassata e per le altre occasioni bevande naturali e naturalmente dolci senza aggiunte di zuccheri, come la frutta e verdura naturalmente dolci.
      La Coca Cola è nata come digestivo strong e come tale dovrebbe essere consumata al bisogno, non certamente per accompagnare i pasti dei bambini, ma eventualmente dopo un pasto esagerato, come fanno gli americani e qualche camionista nostrano.

    • Roberto La Pira

      D’accordo. Per i bambini solo acqua e succhi 100% frutta ogni tanto. Bibite zuccherate solo nelle feste di compleanno e comunque a piccole dosi

  3. Coca Cola a pranzo, Coca Cola a merenda, Coca Cola a cena e poi Coca Cola negli intermezzi giornalieri e poi si parla di obesità dei bambini ! Certo con quello che mangiano (merendine a gogo e bibite con tasso di zucchero altissimo) cose pretendiamo ? di avere dei bambini stile anni 60 ? no di certo ! Come si fa ad abbinare un buon primo o secondo all’italiana maniera con la Coca Cola ? eppure è così…… Non credo questo tipo di alimentazione faccia tanto bene al fegato e al resto dell’organismo.