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Acqua alcalina: migliora il metabolismo? Dagli apparecchi alcalinizzanti alle bottiglie di minerale sono troppi i benefici vantati in pubblicità

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L’acqua alcalina migliora davvero il metabolismo?

“pH alcalino, grazie!” È con questo slogan che l’acqua minerale Maniva si presenta con un sito in cui decanta le proprietà salutari legate alla sua leggera alcalinità (pH 8). Fino ad oggi, a parlare delle proprietà benefiche dell’acqua alcalina sono stati soprattutto – come abbiamo già scritto su Il Fatto Alimentare – i fabbricanti di apparecchi per alcalinizzare l’acqua, che per questo sono stati multati dall’antitrust. Ora invece è un’acqua in bottiglia a sbandierare questa caratteristica, presentandola come un vantaggio per il consumatore, e affermando che si tratta di un’acqua adatta a regolare il metabolismo, utile per chi pratica sport e perfino per prevenire la carie. Vale dunque la pena di capire in cosa consista l’alcalinità e se rappresenti un qualche vantaggio.

“La scala dei valori del pH va dallo 0, per acidi a elevata concentrazione come acido solforico o acido cloridrico, al 14 per composti come l’idrossido di sodio, che rappresentano il massimo dell’alcalinità”, spiega Gianna Ferretti docente di Biochimica dell’Università Politecnica delle Marche. “Il valore intermedio della scala, il 7 o pH neutro, corrisponde all’acqua distillata in cui non sono presenti molecole o ioni in grado di spostare significativamente il valore del pH”. Anche il pH dei liquidi organici come sangue o saliva non si discosta molto dal 7, “con l’eccezione del succo gastrico”, spiega Ferretti, “che per poter svolgere il processo digestivo ha un pH molto acido – compreso tra 1 e 2 – dovuto alla presenza di acido cloridrico secreto da cellule della parete gastrica”.

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L’etichetta della nuova acqua alcalina Maniva

Per quanto riguarda le acque minerali, quelle con proprietà mediche sono regolate da una specifica normativa e devono essere consumate in quantità limitata, “mentre per l’acqua da tavola la legge prevede un valore di pH compreso tra 6,5 e 9,5”. spiega Emanuela Bianchi di Altroconsumo, “In effetti, esistono in commercio varie acque che hanno un pH superiore al 7”. E sono variazioni impercettibili che non si traducono in particolari effetti benefici. Ci sono anche diverse  acque con livelli di acidità  Simili a quelli dell’acqua Maniva, come la Panna (pH 8) o la Dolomiti di Esselunga, che dichiara in etichetta 8,1, quindi ancora superiore. Si tratta di marchi che non evidenziano questa caratteristica, proprio perché non rappresenta alcun vantaggio per i consumatori.

“La caratteristica di un’acqua minerale da tavola è di non aver subito trattamenti, di essere imbottigliata così come esce da una sorgente naturale, conservando le proprietà originarie”, precisa Luca Lucentini direttore del reparto di Igiene delle Acque dell’Istituto Superiore di Sanità. “Ad alcune minerali sono riconosciute dalla normativa europea e nazionale caratteristiche come la particolare ricchezza di sali minerali, come magnesio o calcio”. Fino ad oggi però nessun claim salutistico legato all’alcalinità è stato accettato, “anzi dal sito Efsa – l’autorità europea che vigila sugli alimenti – risulta che richieste simili provenienti dalla Germania sono state respinte, così come sono state respinte le richieste che si riferiscono agli apparecchi  alcalinizzanti“, osserva Lucentini. Bisogna poi considerare che l’alcalinità dell’acqua, a differenza di altri elementi, non è un parametro stabile, ma può  variare in condizioni diverse e diminuisce quando è addizionata di CO2 che la acidifica. “È interessante notare -sottolinea Lucentini-  che fino ad oggi è stata proprio l’acidità di alcune acque minerali  – definite “acque acidule” – a essere apprezzata perché conferirebbe maggiori proprietà digestive”.

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L’alcalinità dell’acqua è comunque neutralizzata dall’acidità dello stomaco

“In ogni caso, tutti gli alimenti acidi o basici che ingeriamo vengono a contatto con il succo gastrico, che durante la digestione raggiunge un pH molto acido, mentre il resto dell’organismo rimane in una condizione di omeostasi (si definisce così la naturale tendenza degli organismi viventi a mantenere inalterate le proprie caratteristiche al variare delle condizioni esterne, ndr) con un livello di acidità  intorno al 7,4”, ricorda Ferretti. Il nostro organismo dispone di sistemi tampone – anche i reni e l’apparato respiratorio contribuiscono a regolare il processo di omeostasi – che si attivano per mantenere il pH entro valori fisiologici, evitando stati di acidosi e alcalosi che potrebbero essere egualmente pericolosi e potenzialmente letali.

È evidente quindi che vantare le proprietà di un’acqua leggermente alcalina non ha senso: “L’alcalinità dell’acqua è comunque neutralizzata dall’acidità dello stomaco durante la digestione”, conclude Bianchi, “ma il vero problema è che Maniva attribuisce alla propria acqua proprietà curative, cosa che è vietata dalla legge”.

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  Paola Emila Cicerone

Paola Emila Cicerone
giornalista scientifica

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4 Commenti

  1. Bisogna inoltre considerare che il biossido di carbonio detto anche anidride carbonica è un gas presente nell’aria ed è parzialmente solubile in acqua. A meno che la bottiglia non sia perfettamente chiusa tale gas si scioglie nell’acqua acidificandola fino ad arrivare ad un punto di equilibrio in cui il pH è circa 5,5 quindi tutte le acque minerali aperte, raggiungeranno un pH pressoché identico a prescindere dal pH iniziale.

  2. L’acqua alcalina non necessita di essere digerita. L’assunzione di acqua non può stimolare la produzione immediata di acido cloridrico, perchè questa funzione è correlata alla necessità di digerire il cibo: questa è la nostra fisiologia. Pertanto, bevendo acqua alcalina, giammai si produrrà un eccesso di HCI nello stomaco, come alcuni critici vorrebbero far credere, mentre l’assorbimento ematico di cationi alcalini e di ossigeno (OH-), di cui l’acqua alcalina abbonda, permetterà ai sistemi tampone sistemici e morfo-fisiologici di mantenere l’equilibrio acido-basico e di permettere, al tempo opportuno, di produrre acido cloridrico.

  3. Concordo con il fatto che lontano dai pasti sia preferibile un’acqua alcalina per tamponare, nel limite del possibile e della quantità ingerita, acidità del sistema digestivo, mentre non ha significato l’uso durante la digestione e durante i pasti .
    Sono però in disaccordo con la Ferretti sul fatto che nell’organismo i sistemi tampone siano autosufficienti a mantenere un pH organico stabile.
    Questo oscilla moltissimo e per tamponare picchi di acidità, il sistema deve smobilizzare risorse importanti di minerali alcalinizzanti immagazzinati nelle ossa e nei denti, facendo dei danni a volte irreversibili come l’osteoporosi cronica avanzata, la proliferazione microbica e diverse altre disfunzioni.

  4. Trovo molto preoccupante che fra tutti questi esperti nessuno sappia che solo quando ingeriamo cibo alcalino, lo stomaco per abbassare il pH produce acido cloridrico e solo in questa situazione produce anche i bicarbonati. Se ingeriamo cibi acidi questi processo non avviene e alla lunga si inibisce il sistema tampone. Ecco perché è assolutamente benefico bere acqua alcalina ed è assolutamente diverso e miglior se è acqua ionizzata alcalina. Oggi ci sono tante ricerche scientifiche svolte da università italiane che spiegano solo alcuni dei tanti benefici di questa importante acqua.