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Come ti nascondo lo zucchero in etichetta: 40 modi per addolcire i cibi utilizzando soluzioni alternative che confondono le idee

Lo zucchero è considerato il nemico numero uno della salute. Un apporto eccessivo può contribuire allo sviluppo di sovrappeso e diabete di tipo 2 oltre che provocare seri danni ai denti. Per questo motivo, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sarebbe opportuno limitare l’assunzione degli zuccheri aggiunti a 25 g al giorno. Secondo le raccomandazioni italiane gli zuccheri semplici – contenuti naturalmente nei cibi e quelli aggiunti agli alimenti – non devono superare il 15% delle calorie quotidiane, che in una dieta da 2000 kcal, corrispondono a 75 g.

Il problema è che lo zucchero si trova in un gran numero di alimenti insospettabili, come il pane, le salse di pomodoro e i piatti pronti, e per di più con moltissimi nomi diversi. Sono tantissimi anche gli edulcoranti, naturali e artificiali, usati per ridurre l’apporto calorico di alimenti e bevande, ma che, secondo recenti studi, oltre a rinforzare la nostra abitudine al gusto dolce, possono alterare la flora intestinale. In totale, sono più di 40 le sostanze che le aziende usano per addolcire gli alimenti, o per migliorarne il gusto, tant’è che alcune sono presenti anche nei prodotti salati.

Cominciamo dallo zucchero da tavola, il saccarosio, che spesso viene proposto in altre forme, come zucchero di canna o zucchero invertito. A volte per addolcire si usano altri zuccheri, come il fruttosio (zucchero della frutta), il glucosio, chiamato anche destrosio, e il lattosio (zucchero del latte). Poi ci sono i derivati dell’amido: maltosio, maltodestrine, destrine, sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio concentrato, sciroppo di glucosio-fruttosio, sciroppo di amido con fruttosio, sciroppo di malto, succo zuccherato disidratato e succo zuccherato evaporato.

Una sezione sempre più importante è quella delle alternative “naturali” che comprendono: miele, succo di frutta concentrato, melassa, zucchero d’uva, succo di mele concentrato, succo di pera concentrato, sciroppo d’acero, sciroppo di riso, sciroppo di sorgo, sciroppo d’agave e zucchero di betulla. Le alternative, sebbene naturali, non sono migliori per la salute. Si tratta sempre di zucchero, anche se spesso i consumatori non se ne rendono conto. Certo, miele, melassa e altre sostanze alternative contengono anche minerali, ma le quantità sono così piccole che apportano un beneficio limitato sulla salute.

zucchero nascosto
Non tutte le alternative naturali allo zucchero da tavola sono migliori per la salute (clicca per ingrandire la tabella)

In alcuni casi bisogna le sostanze alternative vanno assunte con attenzione. Ad esempio, lo sciroppo d’agave, il miele e il succo di pera concentrato devono essere consumati con moderazione per l’elevato contenuto di fruttosio, che secondo alcuni studi potrebbe alterare il metabolismo e ridurre la sensibilità del fegato all’insulina, aumentando quindi il rischio di diabete. C’è solo un’alternativa “naturale” con un profilo migliore rispetto allo zucchero: si tratta dello zucchero di betulla (o xilitolo), che contiene meno calorie rispetto al quello da tavola e influenza solo marginalmente la glicemia.

Chiudiamo infine con i dolcificanti. La stevia (presente in etichetta anche come glicosidi stevolioci o stevioside) è un edulcorante naturale molto in voga negli ultimi anni. Si tratta di un estratto ottenuto dalle foglie dell’arbusto sudamericano Stevia rebaudiana, con un ottimo potere dolcificante e un apporto calorico pari a zero. Ci sono poi gli zuccheri derivati dal glucosio, come il già citato xilitolo, con un potere calorico inferiore: si tratta di sorbitolo, mannitolo, isomalto, maltitolo. In fondo alla lista troviamo i dolcificanti artificiali usati per bevande e alcuni alimenti. Nell’elenco troviamo la saccarina, l’aspartame, l’acesulfame K, e i meno conosciuti ciclammati e sucralosio.

 

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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6 Commenti

  1. I carboidrati semplici sono stati riconosciuti come i primi alleati della obesità. Attenzione davvero alle etichette che vanno sempre scandagliate e ben valutate per il contributo in particolare degli zuccheri semplici, principali cause di sovrappeso e pre-diabete anche in soggetti non predisposti per famigliarità.

  2. in ogni caso, io diffiderei di tutti gli edulcoranti artificiali, perché sospettati di legami con varie patologie e, come già accennato nell’articolo, con alterazioni nella flora batterica intestinale.

  3. Pier Danio Forni

    Leggendo l’ultimo paragrafo .. Chiudiamo infine con i dolcificanti.. si potrebbe percepire, dato il tema dell’articolo, che sono nocivi alla salute come lo zucchero dal momento che dolcificano. Il saccarosio e tutti gli altri prodotti citati sono carboidrati semplici a pronto utilizzo e come tali il loro consumo oltre il limite può incidere pericolosamente sulla salute. I dolcificanti di sintesi dall’aspartame alla stevia ecc. fanno percepire il sapore dolce, ma non hanno nessun effetto metabolico. Non esistono studi scientifici che possano affermare che anche un consumo elevato di questi dolcificanti possa nuocere alla salute.

    • Infatti, i più recenti studi scientifici pare si stiano concentrando proprio sulla relazione tra il gusto dolce e la relativa risposta metabolica, e pare che una qualche relazione ci sia. Essendo ahimè un fanatico del gusto dolce…

  4. “C’è solo un’alternativa “naturale” con un profilo migliore rispetto allo zucchero: si tratta dello zucchero di betulla (o xilitolo), che contiene meno calorie rispetto al quello da tavola e influenza solo marginalmente la glicemia.”

    Mi spiace ma non è corretto: esiste già da un po’ in commercio, anche in Italia, l’eritritolo, che al momento risulta essere il migliore dei dolcificanti sicuri di origine naturale avendo calorie zero e indice glicemico zero.

  5. Antonella Guarnieri

    Ho letto che lo zucchero integrale del fiore del cocco ha un indice glicemico basso e che quindi è meno nocivo di altri dolcificanti È vero? Cosa ne pensate? grazie Antonella Guarnieri