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“La mia vita da vegana“: l’avventura di una giornalista di Patti Chiari per capire le sfide di chi sceglie una dieta veg

“La mia vita da vegana” è il titolo dell’interessante esperimento di Chiara Camponovo, una giornalista della redazione di Patti Chiari, trasmissione del canale televisivo ticinese Rsi, che da qualche settimana ha deciso di dire addio a carne, pesce e gli altri cibi derivati da animali per vedere cosa succede nella realtà quotidiana.

Prima di iniziare l’avventura la giornalista si è sottoposta a un’analisi del sangue, per monitorare meglio il suo stato di salute nel corso dell’esperimento. Dopo le analisi la prova ha preso il via, e il diario tenuto in rete si è arricchito di episodi curiosi correlati alla caccia di cibi vegani come le bevande vegetali, i sostituti dei formaggi, seitan e soia… A proposito di questi alimenti, una delle prime domande della giornalista riguarda il perché molti alimenti veg richiamano nella forma e nel nome i cibi di origine animale che in realtà si vogliono eliminare dalla dieta. La questione è molto dibattuta, anche in sede legislativa, e anche Il Fatto Alimentare ne ha parlato.

La giornalista Chiara Camponovo sta seguendo da alcune settimane una dieta vegana, tenendo un diario sul sito di Patti Chiari

Sfogliando le pagine aggiunte sino ad ora dalla Camponovo, cominciano a emergere dubbi e problemi. Ad esempio, perché alcuni prodotti certificati idonei per un’alimentazione vegana dichiarano “può contenere tracce di latte e uova”? Anche noi avevamo già parlato di questo, in un articolo che potete trovare qui. Una seconda questione è come comportarsi se cenando fuori casa, ci si trova nel piatto inaspettatamente una pietanza o un primo piatto condito che contiene anche solo un goccio di panna oppure delle uova? Si rimanda indietro il piatto? Un ultimo, ma importante problema da affrontare è come spiegare alla suocera che il menu per il pranzo della domenica non deve per forza essere a base di antipasti di salumi e arrosto di vitello.

Per seguire l’avventura di Chiara Camponovo, trovate il suo diario qui.

Fonte immagini: Rsi, Chiara Camponovo

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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17 Commenti

  1. Per dire la mia sull’esperienza della giornalista, segnalo che la sua personale esperienza sperimentale da vegana non ha alcun significato, qualunque sia il risultato che personalmente avrà dalla dieta a cui si sottopone.
    Una sola rondine non può fare primavera, sia nel bene sia nel male del suo prossimo stato di benessere oppure di malessere acquisito.
    Al contrario molto interessante l’approccio giornalistico di approfondimento dei temi, argomenti, dubbi e testimonianze diverse sul regime e soprattutto di chi lo pratica da molti anni con esperienza e costanza.
    Seguiremo con interesse le sue testimonianze nel mondo vegano, ma senza alcun interesse ne curiosità per la sua personale esperienza, che farebbe bene a non divulgare per onestà intellettuale di giornalista.
    Perché deve scegliere se fare giornalismo d’inchiesta oppure la testimonial.

    • ‘Perché deve scegliere se fare giornalismo d’inchiesta oppure la testimonial.’
      Che ragionamento. Il test di una giornalista è appunto un test, per capire meglio per esperienza personale. Anni fa Fraiese si finse mendicante per capire meglio una situazione che a lui sfuggiva.
      Il suo è un commento da ‘setta’. In ogni caso per fortuna lei non può obbligare nessuno.

    • Concordo con Ezio, mi sembra l’ennesima trovata per cavalcare l’onda mediatica. Dal punto di vista scientifico, l’esperienza di una singola persona non ha alcun valore ed anche l’interesse giornalistico viene meno quando si postano le foto con i marchi dei prodotti in bella vista.

    • @vincenzo
      mah, ognuno ha le sue opinioni e di certo c’è l’onda mediatica sulla dieta vegana, è “moda”.
      Non condivido però la questione dei “marchi in bella vista”: io ricevo varie riviste, per esempio Altroconsumo, Il Salvagente, ed ovviamente quando testano prodotti “a confronto” citano nomi e marchi, anzi è proprio quello che mi interessa sapere, visto che spesso le differenze tra (cito un test de Il Salvagente penultimo) un tortellino ed un altro sono pure notevoli.
      Che l’esperienza della giornalista non abbia valore scientifico è chiaro: è LA SUA esperienza, sui SUOI valori ematici, sulla sua percezione del gusto, ecc. Detto questo, sarà utile anche ad altri: se andrà bene, altri magari si porranno domande se diventare vegani, se andrà male, vegani si domanderanno se non fare qualche esame… è un test come quel giornalista de l’Espresso (Gatti?) che si finse profugo per entrare in un CIE e raccontare la sua esperienza.
      Per quanto mi riguarda mi interessa, non sarò mai né vegano ne vegetariano “puro”, ma il tema mi interessa (a chi vuole porsi interrogativi, consiglierei di rintracciare la puntata di “Caro Marziano” di PIF dedicato al tema). In ogni caso buon appetito

  2. ‘I marchi dei prodotti in bella vista’
    Perché, quando riviste come Altroconsumo, Il Salvagente e simili testano vari prodotti, e pure a confronto tra loro, lo fanno in modo anonimo??
    Non capisco davvero il problema. E’ una giornalista che fa una prova, ci dirà LA SUA esperienza, ovvio, i risultati DEI SUOI esami, che come ovvio possono essere diversi da quelli di altri. E magari se i risultati saranno balordi, qualcuno si farà qualche esame, mentre se saranno buoni altri valuteranno se divenire vegani.
    Anni fa un giornalista de L’Espresso si finse profugo per entrare in.un CIE e raccontare cosa succedeva lì dentro, io non capisco il problema. Avete presente i genitori che vanno ad assaggiare i cibi delle mense dei figli a scuola? Si fanno delle idee, punto. Buon appetito comunque

  3. Osvaldo qui le sette c’entrano come i cavoli a merenda, che lei è libero di mangiare, ma se le fanno male, sono solo problemi suoi.
    Lei ha compreso perfettamente il mio commento, perché ripete esattamente le mie obiezioni sul fatto che un singolo esempio non sia indicativo per nessuno, ne in positivo ne in negativo dell’esperienza e vista l’imparzialità della posizione, dov’è il legame fantasioso con le sette?
    Una cosa è la testimonianza giornalistica preziosa di cosa succede in un determinata situazione osservata e riportata (Fraiese, Gatti), altra cosa è riportare le proprie esperienze personali in veste di giornalista in un’inchiesta giornalistica.
    Io non mi permetto di vietare niente a nessuno nel merito, ma segnalo la scorrettezza di un comportamento professionale nel metodo prescelto.

  4. Supponendo che tutti diventassimo vegani, mi piacerebbe sapere come controllare il numero degli animali che ci circondano. Un esempio sono i piccioni, ormai nelle nostre città è veramente difficile ed anche malsano camminare tra i loro resti.

    • Quindi uccidiamoli tutti?

      Per quanto riguarda “l’esperimento” della giornalista è veramente inconcludente e senza nessun tipo di significato. Solo pubblicità a suo favore.

    • si ma i piccioni non si mangiano.

      comunque ci sarebbero meno allevamenti che inquinano.(maiali,mucche)
      personalmente sono vegetariana,che è più facile ,compero uova allevate a terra o vado in fattoria e mangio un po’ di formaggio….se posso vado in fattoria….
      questa è la scelta migliore a mio parere e gli estremismi non mi piacciono in alcun campo….
      cosi’ si rispettano gli animali e anche gli…uomini…perchè un vegano rompe un po’…..anche se lo rispetto e non mi metto a contrastarlo.

  5. A tutti i vegani e ai vegetariani: non è giusto infliggere crudeltà agli animali ma siete sicuri che i vegetali siano privi di sistema nervoso? che non soffrano per il taglio loro inferto per coglierli?
    Come la mettiamo con la nostra coscienza?

    • Gli animali sono stati ufficialmente dichiarati esseri senzienti e non cose come le piante.
      http://www.noelife.it/dettaglio-articolo/765/finalmente-l-animale-%C3%A8-un-essere-senziente.php

    • Alessandra Elena

      @Dionigi
      questa è la “classica domanda” che fa a un vegetariano/vegano chi di solito non si fa alcun problema di coscienza e quindi va a sindacare sulle coscienze altrui. Prova invece a sperimentare, come la nostra giornalista, un regime alimentare che, se seguito con criterio e corretta informazione, può far vivere a lungo e in salute (io ho 52 anni, sono vegetariana dall’età di 16 anni da 4 praticamente vegana e sfido chiunque a darmi l’età che ho). Non si tratta di mangiare qualcuno o qualcosa che potrebbe soffrire se la uccidi. I vegetali, dalla più piccola alga che nutre il plancton alla più grande sequoia, sono alla BASE DELLA VITA sul nostro pianeta. Alcuni sono commestibili altri no.Alcuni sono coltivati con rispetto, altri no. Se i vegani che, come me, hanno fatto la scelta veg per “etica” potessero vivere di aria e pietre (finché non scopriremo che anche loro hanno una coscienza), sicuramente lo farebbero. Purtroppo qualcuno…o qualcosa, dobbiamo mangiare. Comincia a chiederti quanto pesano sull’ambiente e sulla salute altre scelte….le tue.

    • Ancora con la solita storia che “anche le piante soffrono”?!

      Indubbiamente i vegetali sono esseri viventi, ma se posso vivere in salute e in pace con gli altri è sicuramente meglio nutrirsi di essi piuttosto che di Animali. Poi a dirla tutta tra una carota, melanzana o mela…ed un Cane, Mucca o Cavallo c’è una bella differenza. Ci vuole un grande sforzo di immaginazione per parlare ad un ortaggio e sperare che ti guardi o ti risponda in cetriolese!

      Per favore, siamo coerenti e sinceri.

  6. Buongiorno a tutti. Riflettevo sul fatto che anche le popolazioni che praticavano/praticano? Il cannibalismo sono assolutamente convinte che mangiare carne umana sia salutare ed eticamente corretto.È stata l’evoluzione anche etica e la necessità di rispettare la vita altrui (oltre che le motivazioni sanitarie) a far cambiare i “gusti” È chiaro che ogni dieta ha le sue difficoltà e si scontra con i gusti di altri,anche in famiglia. Quello che a mio avviso è fallace nell’approccio della giornalista, è la totale mancanza( almeno questa è l’impressione che da)di percezione del senso etico del vegetarianesimo/veganesimo. Tutto ciò che é etico è più complicato, si sa. Non per questo dobbiamo tornare alla preistoria.

  7. I piccioni non si mangiano perchè sono coriacei io sono ottantenne e ricordo che alla fine della guerra vedevo uomini che davano la caccia ai piccioni con una fionda. I miei vicini di cxasa andavano sulle macerie delle case bombardate a cercare riso e quanto di edibile sparso nei crolli Quando la fame è tanta si mangia di tutto e non c’è vegano che tenga. Solo nell’opulenza ci inventiamo le diete

    • fabrizio_caiofabricius

      Grazie Signor Donigi, finalmente un po’ di rasserenante, vera SAGGEZZA.

    • Io non sono un poveraccio e non vivo sotto i ponti, quindi gli Animali non li mangio…visto che non è necessario e si vive meglio senza sfruttarli.
      Per rispondere ad “alessandra”: gli Animali non si rispettano comprando uova allevate “a terra” o andando in fattoria. Libera di mangiare ciò che vuoi, ma la coerenza è d’obbligo.

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