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Uova al fipronil: altri 8 casi evidenziati dalle analisi del Ministero. Avviati interventi in allevamenti e centri imballaggio

Uova al fipronil, oggi 23 agosto, il Ministero della salute ha diffuso i dati aggiornati sui controlli effettuati in merito alla presenza di fipronil nelle uova, negli ovoprodotti e negli alimenti preparati con uova o derivati. Si tratta di 196 campionamenti fatti dalle Regioni, nell’ambito del Piano di ricerca disposto dal Ministero l’11 agosto e di  172 campioni prelevati in negozi e supermercati. A ciò si aggiungono 60 campioni prelevati  dagli Uffici periferici del Ministero della salute per partite provenienti dall’estero.Non si registrano altri allerta comunitari, oltre i sei segnalati giorni fa, che hanno portato al sequestro di omelette surgelate in Lombardia il 21 agosto.

Le analisi condotte dagli Istituti Zooprofilattici sui campioni di uova e derivati prelevati sono state sino ad ora 124 e hanno evidenziato 8 positività (5 nelle uova, 2 in ovoprodotti e 1 relativa a prodotti di trasformazione). A seguito di ciò sono state avviate segnalazioni alle Regioni e Asl per ulteriori accertamenti sulla provenienza nazionale o estera delle uova o dei prodotti contaminati per l’adozione dei provvedimenti necessari. È stato inoltre avviato un intervento dei veterinari e dei NAS presso gli allevamenti da cui originano le uova contaminate per individuare l’origine del problema, e verificare se in questi allevamenti sono state impiegate sostanze o farmaci vietati, con particolare riguardo al fipronil. Mentre le indagini sulle uova vanno avanti, è doveroso sottolineare come la valutazione del rischio per le persone che eventualmente hanno ingerito uova contaminate è minima, come hanno sottolineato più volte gli esperti e le autorità sanitarie. Da un punto di vista generale l’uso di una sostanza veterinaria vietata negli allevamenti è invece un fatto molto grave e va considerato con molta attenzione e preoccupazione.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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9 Commenti

  1. Sono le istituzioni per prime che dovrebbero difenderci dalle frodi e dalle adulterazioni invece ci obbligano a dover leggere codici stampigliati sulle uova che pochissimi di noi sanno leggere. L’etichetta digitale ed intelligente oltre che non contraffattibile esiste, eccola qui https://www.my-validactor.com/blog/files/81e6c6aaa71faa6c3fa2de468d4603c6-89.html e ci potrebbe anche informare su eventuali richiami commerciali. Basterebbe utilizzarla, invece siamo sempre qui a leggere di frode in frode

  2. Fabrizio de Stefani

    I campionamenti, anche in questo caso, li hanno fatti tutti, come del resto i controlli in allevamento e stabilimenti di produzione, i servizi veterinari delle ASL.
    Come al solito qualcuno non rinuncia al vizio di intestarsi il lavoro degli altri per pavoneggiarsi sui media.
    Cordialità,
    FdS

    • Roberto La Pira

      È vero i controlli sono stati fatti soprattuto dai veterinari e dalle ASL insieme agli Istituti zooprofilattici. Il comunicato del ministero però come al solito, cita solo i Nas.

  3. Perché non sono forniti i codici degli allevamenti?
    Per evitare il pesticida l’unica soluzione è evitare le uova?

  4. Quello che sta avvenendo è scandaloso, in primis un Ministro che tranquilizza la popolazione affermando che in Italia non esiste il problema, prima forse occorreva verificare e ispezionare e campionare… .
    Poi come al solito un comunicato stampa di un mega-sequestro di uova operate esclusivamente dal NAS (non specificando che i ritiri e sequestri sono stati già operati dalle ASL)
    Eppure i numeri ufficiali dei campioni e dei controlli li fanno le ASL e i Servizi Veterinari dove operano i Dirigenti Veterinari e Tecnici della Prevenzione (VEDESI DATI UFFICIALI PUBBLICATI SUL SITO DEL MINISTERO) Non si rinuncia al vizio di intestarsi il lavoro degli altri per dimostrare che in ITALIA i controlli li fanno esclusivamente i Militari del NAS a cosa servono i Veterinari ? Un Ministero che ignora o fa finta e non da’ informazioni utili e scientifiche alla popolazione e non conosce che l’Autorità Competente Locale deputata ai controlli sono le ASL

    • Simone Raineri

      Credo sia stata semplicemente una dimenticanza, NAS, ASL e Istituti Zooprofilattici dipendono tutti dal Ministero della salute, quindi non si sono arrogati nessun merito.

      Il corpo armato dei Carabinieri dipende invece in parte dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell’Interno per ciò che concerne l’ordine pubblico.

  5. In Italia esistono tre Autorità Competenti che hanno l’obbligo di assicurare la sicurezza alimentare e sono:
    – Ministero della Salute;
    – Regioni;
    – ASL (servizi veterinari e sian)

    Quest’ultima è l’Autorità Compete a livello locale (ASL) che dipende dal Servizio Sanitario Regionale (Regioni) e non al Ministero della Salute, prima della riforma sanitaria (Legge 833/1978) gli uffici periferici a erano a capo ai Medici Provinciali e Veterinari e al corpo dei Vigili Sanitari questi dipendevano direttamente al Ministero della Sanità (non esistevano ancora le Regioni…) con la riforma sanitaria il personale ispettivo è transitato tutti nelle allora USL (ora AzUSL) mantenendo i loro compiti e le loro funzioni ma dipendenti dalle Regioni.

    Dati ufficiali (vedesi sito del Ministero della Salute) dal piano nazionale integrato del 2016 che riporta le attività svolte ai controlli ufficiali svolti per la tutela del consumatore:
    I Servizi igiene degli alimenti e nutrizione ed i Servizi veterinari dei Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno controllato 275.382 unità operative, delle quali 54.141 hanno mostrato infrazioni durante le ispezioni.
    Invece i Carabinieri del NAS hanno effettuato 56 mila controlli che hanno evidenziato oltre 15 mila irregolarità.

    Solo le ASL come Autorità Competente Locale ha la facoltà per legge (Reg CE 882/2004) ad emettere atti come sospensione , revoca e blocchi ufficiali provvedimenti che vengono presi a seguito di una valutazione sanitaria oltre a svolgere tutti quegli atti di Polizia Giudiziaria in caso di non conformità gravi.

    Il mio post è per fare chiarezza e trasparenza; spesso il cittadino non conosce come funziona la macchina dei controlli e molte volte non sa a chi rivolgersi; approfitto nel sottolineare che occorre se mai un migliore coordinamento tra le varie Autorità Competenti e un’informazione al consumatore corretta.
    Al fatto alimentare e ai giornalisti che lavorano va il mio plauso per gli articoli scientifici e l’informazione che viene data al cittadino.

    • Roberto La Pira

      Grazie per le precisazioni che sono molto utili. La gente in genere considera solo i NAS, che in realtà svolgono un lavoro secondario nell’ambito della prevenzione e della sicurezza alimentare

  6. gia’……… in Nas di solito scoprono …….quello che sfugge ai controllori ufficiali o alle “autocertificazioni”….
    forse per questo fa’ piu scalpore ……….
    in effetti leggere il comunicato del 11 agosto “nessun prodotto pericoloso e’ in commercio” e poi scoprire la verita’ dopo qualche giorno e’ “IRRITANTE” volendo usare un termine calmierato……
    sono sicuro che chi ha studiato quel comunicato …..le uova non le ha piu’ comprate ……