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Water please: negli Stati Uniti le vendite di acqua superano quelle delle bibite. Sorpasso storico dopo anni di crescita dei soft drink

acqua bottiglie donna
Per la prima volta da anni, negli Stati Uniti le vendite di acqua superano quelle dei soft drink

Gli americani ce l’hanno fatta: nel 2016 hanno acquistato più acqua che bevande dolci, le soda o CSD (Carbonated Soft Drink). Il  passaggio ha il sapore della svolta storica, dopo l’acquisizione dell’abitudine a bere quasi sempre bibite dolci e dai sapori diversi da quello neutro dell’acqua.

Lo certifica un’indagine effettuata dalla Beverage Marketing Corporation di New York, una delle più importanti società di consulenza del settore, che ha reso noto i dati degli ultimi anni. Se nel 2015 la quantità di acqua in bottiglia venduta è stata pari a 44,6 miliardi di litri, nel 2016 si è passati a 48,4 miliardi, con una crescita del 9% e i segnali provenienti dai primi mesi del 2017 vanno nella stessa direzione. L’incremento ha riguardato per lo più le bottiglie cosiddette monodose, cioè di volume compreso tra i 250 e i 500 ml, ma la stessa tendenza si registra anche per le bottiglie più grandi, così come per l’acqua venduta dai distributori e in altre forme.

uomo acqua
Secondo le previsioni, fino al 2020 il consumo pro capite di acqua dovrebbe continuare a crescere a scapito delle bibite

Visto come consumo pro capite, nel 2016 gli americani hanno consumato 147,6 litri di acqua, e 145,7 litri di soda: un dato molto importante, perché nei primi anni duemila quest’ultimo superava i 189 litri. Da quel momento però, con l’eccezione degli anni 2008 e 2009 che hanno visto una piccola contrazione, il consumo di acqua ha iniziato a salire inesorabilmente. La crescita  si vede anche dal valore del mercato, che tra il 2006 e il 2016 è aumentato del 10%. Anche le stime per i prossimi anni vanno nella stessa direzione: fino al 2020 ci dovrebbe essere un aumento costante a scapito dei soft drink.

Secondo Michael Bellas, CEO della Beverage Marketing Association, i dati attuali sono il risultato di anni di campagne – di grande risalto in occasione dei referendum su possibili soda tax e altri provvedimenti, svoltisi in novembre in decine di città – che hanno fatto capire la pericolosità per la salute della sostituzione dell’acqua con i drink dolci. Le campagne hanno evidenziato anche elementi pratici come il fatto che l’acqua non va tenuta fredda e non necessita di ghiaccio come i soft drink. Non ultimo, l’acqua è diventata una bevanda quasi di moda, in parallelo con la generale tendenza a un’alimentazione più sana. “Quando, negli anni settanta, la Perrier è arrivata negli Stati Uniti, era un prodotto di nicchia, e tale è rimasta per decenni: nessuno, allora, avrebbe mai potuto immaginare di vedere persone per strada o in automobile con in mano una di quelle bottigliette” ha commentato ancora Bellas “ma oggi è la norma”.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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