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Sale: una riduzione del 10% conviene alla salute e all’economia. Secondo uno studio USA, sarebbe l’intervento più sostenibile per diminuire l’incidenza di molte patologie

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Diminuire il sale del 10% è il modo più sostenibile di ridurre le patologie associate all’ipertensione

C’è un’azione che, se messa in atto per i prossimi dieci anni, porterebbe a una diminuzione di migliaia di decessi e disabilità e  a un risparmio considerevole rispetto a qualunque altra misura: si tratta della riduzione del consumo di sale del 10%.

A questa conclusione sono giunti gli esperti della Tufts University di Boston coordinati da Dariush Moffazarian, che da anni si occupa di queste tematiche. I ricercatori hanno preso i dati della spesa sanitaria di 183 paesi a partire dal 2010, li hanno combinati con quelli associati all’incidenza e alle morti per molte delle patologie causate dall’aumento di pressione – per il quale l’eccesso di sale ha una responsabilità di primissimo piano. Gli studiosi  hanno così costruito un modello matematico in grado di tenere conto di molti parametri quali la condizione economica e sanitaria attuale di un certo paese, le spese necessarie a promuovere campagne per l’abbassamento del sale, compresa la formazione degli esperti, la realizzazione di materiali ad hoc e così via. Infine i ricercatori hanno fatto una verifica  con dati reali rilevati in due paesi dove c’è stata effettivamente una diminuzione del consumo di sale di entità simile, voluta dai governi centrali, negli ultimi dieci anni: la Turchia e la Gran Bretagna.

Lo studio ha tenuto conto di tutti i costi che l’intervento richiederebbe, comprese le campagne di educazione dei cittadini

I ricercatori hanno poi quantificato il tutto usando come unità di misura il dollaro internazionale, valuta ottenuta dal rapporto tra le monete locali al dollaro, e misurando i DALY (disability-adjusted life years), parametro che valuta i costi associati allo stato di salute e malattia nella vita delle persone (quanto costa un certo atto medico nella realtà e quanto è sostenibile da un punto di vista economico).

Senza entrare nei dettagli, riportati sul British Medical Journal, si può dire che se si confrontano i costi non c’è gara. Per fare un esempio, negli Stati Uniti si considera conveniente, cioè in grado di assicurare un effetto che ripaga della spesa, un intervento che abbia costi in un intervallo compreso tra 50.000 e 100.000 dollari internazionali per singolo DALY, a seconda del tipo di provvedimento, mentre non è conveniente tutto ciò che costa di più. Ebbene: le statine, i farmaci più usati, efficaci ed economici per abbassare il colesterolo e in questo modo tenere a bada la pressione, costano 37.000 dollari per DALY, ma la riduzione del sale ne costerebbe 332.

L’intervento di riduzione del sale del 10% costerebbe solo 204 dollari internazionali per ogni DALY, contro i 36.000 delle statine

Cambiando area geografica, i numeri cambiano poco: in Australia e Nuova Zelanda abbassare il sale costerebbe 880 dollari internazionali per DALY; in Canada e Stati Uniti circa 350; in Asia Centrale, Europa Centrale e Orientale 211; nel Sud-Est Asiatico 123; nell’America Latina e nei Caraibi 236; in Nord Africa e nel Medio Oriente 300; nell’Asia del Sud 116; nell’Africa Sub-Sahariana 255, nell’Europa Occidentale 477.

Facendo una media globale, l’abbassamento del sale del 10% per i prossimi dieci anni costerebbe 204 dollari internazionali per DALY, contro le decine di migliaia di dollari necessari per qualunque altro trattamento. Mettendo insieme quest’unico numero con quello fornito dall’OMS sui morti legati all’eccesso di sale in un anno, e cioè 1.648.000, si capisce come il rispetto del limite consigliato di 2 grammi al giorno, perseguito con politiche sanitarie attive e intelligenti e con la collaborazione delle aziende, potrebbe avere effetti straordinari. E straordinariamente sostenibili.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola

giornalista scientifica

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5 Commenti

  1. Ma siamo davvero sicuri che il sale faccia così male?
    In fin dei conti è vero che fa alzare la pressione ma nessuno si è mai disturbato più di tanto ad indicare di quanto. 1 punto? 10? 50?
    Perchè in questa informazione si trova la linea tra sensazionalismo e buon senso.
    A me piacerebbe vedere una tabella che mette in correlazione la quantità di sale ingerita ed il relativo aumento di pressione. Perchè se ho la massima a 120 e mangiando un pacchetto di patatine mi sale a 121 stiamo parlando di aria fritta.
    Poi non mi torna molto l’associazione sale > aumento di pressione > abbassamento del colesterolo > statine.
    Il colesterolo alto e quindi l’aumento di pressione potrebbe avere una miriade di altre cause: dieta sballata, troppi grassi idrogenati, produzione endogena (il corpo si fabbrica il colesterolo a partire da quello che riceve dall’esterno come cibo, quindi è difficilmente controllabile) etc..
    Poi naturalmente conta anche il buon senso: mangiare troppe patine fritte, pop corn e cibi che fanno del salato il loro punto forte di certo non fa bene (ma ancora una volta il problema è la dieta). Personalmente quando mi capita di mangiare troppo sale (ad esempio una pasta troppo salata per sbaglio) tutto si risolve con una bella bevuta d’acqua fresca.. certo però che se succedesse tutti i giorni.. ecco, magari per queste persone andrebbero bene questi articoli dai toni allarmanti.

  2. Personalmente, dopo aver vissuto l’epilogo di mia nonna 99enne che é arrivata a quell’età sana fisicamente e lucida di testa ho deciso di lasciare il salutismo che ha guidato le mie scelte alimentari. Spero di morire non troppo vecchio (magari di un bell’infartino dovuto alla mia futura alimentazione ricca di sale) cosicché la mia vita non debba dipendere dalla badante di turno (…), riuscendo infine a non far svenare economicamente i miei poveri figlioli, che dovranno preoccuparsi di risparmiare qualcosa per la loro vecchiaia. Che senso ha vivere una vita con la costante preoccupazione che un cibo possa farti male, per poi morire sano??

  3. e se per esempio , oltre altre alla pasta mangiata per sbaglio aggiungi una serie di alimenti in cui non è cosi evidente al palato e nemmeno alla vista un certo contenuto di sale (e sto escludendo patatine fritte , pop corn ,etc) e di cui non sei “cosciente” ne poi portare una particolare attenzione “alla dieta quotidiana” , quanti bicchieri di acqua fresca ti ci vorrebbero per “sistemare” un eccesso di assunzione di sale ?
    sempre se … fosse cosi facile risolvere certi “eccessi” …

    Se è giusto che non si dovrebbe avere toni eccessivamente allarmanti .. arrivare all’opposto , e cioè dare ad intendere che il tutto si possa risolvere con un bicchiere di acqua fresca. .. mi sembra un altro “eccesso” , eccessivamente “disarmante”/tranquillizzante

    • Ugo ……e anche tu hai ragione …… per carita’…… e fermo restando il tuo diritto di libera scelta ….. potresti accordarci la possibilita’ di programmare la nostra vita al meglio?
      senza dover per forza svalutare “un problema” che per noi, e’ importante?
      Rispetto e liberta’ per tutti…anche per chi vuole avere la possibilita’ di scegliere e sapere quanto sale c’e’ negli alimenti e se/quanta attenzione bisogna fare.
      grazie

  4. Vorrei portare una testimonianza
    c’e’ la nonna di un amico che ha 85 anni ..non ha bisogno di badante x fortuna ed é lucida …….. cucina.. fa servizi in casa, tiene compagnia “ed insegna” ai nipoti … etc
    certo non puo partecipare alla maratona di new york
    Qualche anno fa ha avuto una TIA (mini ictus) ..per fortuna non le ha causato importanti danni gravi … ha solo danneggiato “un po” la memoria a breve termine……….. colpa della pressione
    non voglio accusare direttamente e necessariamente l’assunzione di sale quotidiano ……..
    che potrebbe essere stato una concausa ad esempio insieme al colesterolo (altre concause “fisiche” non ce sono)……….
    giusto per dire che essere informati e attenti “a sufficienza” è per qualcuno come me … una cosa importante ..
    anche se non si vuole arrivare necessariamente a 99 anni
    se la TIA avesse fatto danni non mortali ma più gravi sarebbe stato un costo ed una sofferenza maggiore per tutti…. il malato, i familiari, il servizio sanitario …
    per dire cosa… che quello che puo valere ed essere giusto per qualcuno , potrebbe non necessariamente esserlo per qualcun altro…