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Sacchetti biodegradabili: firmato il decreto che stabilisce i criteri per la commercializzazione e le sanzioni

sacchetti plasticaFinalmente chiarezza sui sacchetti biodegradabili: firmato il decreto interministeriale. Il tanto atteso provvedimento attuativo sui sacchetti da asporto è stato firmato dai ministri Clini e Passera e il passaggio successivo sarà la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto rappresenta un punto fermo nella questione e stabilisce chiaramente i criteri cui devono rispondere i sacchetti per poter essere immessi sul mercato.

 

Potranno essere commercializzati solo:

– sacchi monouso biodegradabili e compostabili, conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002;

– sacchi riutilizzabili composti da polimeri con una percentuale di plastica riciclata di almeno 30 per cento se destinati all’uso alimentare, oppure con una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento se non destinati all’uso alimentare;

 

Resta consentita la commercializzazione di sacchi riutilizzabili per l’asporto delle merci realizzati in carta, in tessuti di fibre naturali, in fibre di poliammide e in materiali diversi dai polimeri.

 

plastica riciclaggioÈ invece molto vaga la modalità di conversione degli impianti attualmente adibiti alla produzione di sacchetti di plastica comune (nel testo è possibile leggere che “può essere assistita da contributi pubblici nel rispetto delle disposizioni comunitarie sugli aiuti di Stato, sulla base di apposita disposizione legislativa di finanziamento”). Il decreto lascia poco spazio alla fantasia anche per le modalità di informazione verso i consumatori.

 

I sacchetti dovranno infatti riportare una delle seguenti diciture, secondo la tipologia:

“Sacco biodegradabile e compostabile conforme alla norma UNI EN 13432:2002. Sacco utilizzabile per la raccolta dei rifiuti organici”;

“Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 200 micron – per uso alimentare”;

“Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 100 micron – per uso non alimentare”;

“Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 100 micron – per uso alimentare”;

“Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 60 micron – per uso non alimentare”;

 

sacchetti plastica inquinamentoDal divieto è esclusa l’esportazione, mentre, punto importante e su cui il decreto era rimasto arenato, le sanzioni: in vigore, come previsto, a 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo definitivo.

A Bruxelles, il provvedimento dovrebbe incontrare il nulla osta della Commissione, ma si attendono dichiarazioni ufficiali.

 

Le parole di Clini, sul sito ufficiale del Ministero dell’ambiente, lasciano ben presagire: «Il decreto – afferma il ministro – fa finalmente chiarezza sulla normativa che regola i sacchetti di plastica, incrementando l’uso di quelli ecofriendly, che contribuiscono alla strategia per la decarbonizzazione dell’economia che è stata appena approvata dal Cipe. Il provvedimento normalizza le incertezze che hanno ostacolato lo sviluppo della filiera produttiva, incentiva la chimica verde e mette l’Italia in linea con l’Ue, dando un segnale concreto alle sollecitazioni venute recentemente dalla Commissione sia con l’avvio della consultazione pubblica su come ridurre l’inquinamento generato dalla plastica sia dalla presentazione del Libro verde per la promozione dei riciclo dei rifiuti plastici».

 

Non si prospettano quindi clamorosi colpi di scena anche se, visto il lungo percorso che la vicenda shopper ha seguito fino alla sua conclusione, la cosa non ci stupirebbe.

 

Luca Foltran

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Foto: Photos.com

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Luca Foltran

esperto sicurezza dei materiali

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