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Red bull perde le ali. Stop alla pubblicità che incoraggia comportamenti pericolosi e basta con il coinvolgimento dei bambini

redbull-mette-aliRed Bull ha perso le ali e non potrà più trasmettere spot pubblicitari che vantano virtù improbabili e immagini che incoraggiano comportamenti pericolosi. La società ha accettato di cambiare i testi e i filmati di molte promozioni in seguito ad un accordo stipulato con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

 

Il testo del provvedimento dice che i prossimi spot della bibita non potranno usare parole forti negli slogan, non dovranno proporre modelli impossibili e immagini studiate ad hoc per vantare la capacità della bevanda di “mettere le ali”. La decisione è stata estesa anche alla versione senza zucchero “Red Bull Sugarfree”.

 

La decisione risponde agli allarmi lanciati dalla comunità scientifica italiana e internazionale sui rischi legati all’abitudine molto diffusa tra i giovani di miscelare energy drink e alcol, considerata una concausa di alcuni incidenti mortali registrati negli USA. In Italia il dossier è firmato dal Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute che evidenzia i rischi del consumo di Red Bull abbinato alle bevande alcoliche (un argomento  trattato più volte da Il Fatto Alimentare). Piuttosto che subire una probabile condanna per pubblicità ingannevole, Red Bull ha accettato di rivoluzionare il modello pubblicitario e di cambiare sia testi sia le  immagini.

 

redbull-sito-guidaNon è la prima volta che Red Bull viene sanzionata dall’Autority. Nel marzo 2009 l’azienda ha pagato una sanzione di 80.000 euro perché invitava a consumare la bevanda per vincere la stanchezza, e in particolare la sonnolenza durante la guida.

 

L’ultima decisione dell’autorità prevede che siano eliminate dalla pubblicità e dal sito (a partire dal 31 marzo) le frasi riferite alla capacità del Red Bull di neutralizzare gli effetti dell’alcol. Si potrà fare riferimento solo al consumo della bibita pura, che comunque nel sito continua ad essere presentata come un prodotto che aiuta “a migliorare la concentrazione”, “a incrementare l’attenzione” e “a ridurre stanchezza e fatica” (1).

Il sito inoltre dovrà  riportare un avviso che evidenzia l’elevato tenore di caffeina, sconsigliando il consumo alle donne in gravidanza e durante l’allattamento.

 

redbull-sugarfreeMa l’elemento di novità riguarda l’eliminazione di tutti i messaggi e le immagini rivolti più o meno direttamente a bambini e giovanissimi,  che possano suggerire comportamenti pericolosi, come l’uso di termini quali “schianto”, “incidente”, “kamikaze” e simili.

 

Anche i filmati e le frasi riferite ai giovanissimi sono state tolte dal sito e quando si parla dell’utilizzo “durante lo studio”, si deve fare riferimento a studenti universitari. L’azienda non potrà inoltre utilizzare spot con cartoni animati, e diffondere messaggi in programmi televisivi o film destinati ai più piccoli. Inoltre è stata vietata la distribuzione gratuita di Red Bull ai minorenni o in prossimità di scuole.

 

Il Fatto Alimentare da anni segnala le scorrettezze dei messaggi e plaude alle decisione dell’Antitrust. Purtroppo il cambiamento di strategia pubblicitaria imposto a Red Bull è stato ripreso poco dai media. Molti giornali preferiscono evitare notizie scomode che potrebbero precludere la possibilità di ospitare le nuove campagne pubblicitarie programmate per la bibita.

 

Paola Emilia Cicerone e Roberto La Pira

© Riproduzione riservata

 

(1) Testo estrapolato dalla sentenza dell’Antitrust:

Il sito di Red Bull nel luglio del 2012 all’interno della sezione dedicata alla bibite si scriveva: “Numerosi studi scientifici condotti sul prodotto e sui singoli ingredienti hanno dimostrato che Red Bull Energy Drink: Migliora la prestazione fisica e mentale; Migliora la concentrazione e la capacità di reazione; Migliora la soglia di attenzione; Stimola il metabolismo; Vi fa sentire più energici e quindi aumenta la sensazione di benessere”.

4. Nella sezione “Quando berlo” consigliava l’assunzione della bevanda in differenti occasioni:

– agli studenti universitari “Durante le lezioni e sessioni di studio”, in quanto “Red Bull ha un effetto positivo sulla concentrazione e sul rendimento e dopo una pesante giornata trascorsa tra lezioni e studio vi offre la giusta energia per godervi il vostro tempo libero con i vostri amici e compagni di università”

– agli adolescenti e ai più giovani in generale “Durante una partita ai videogames” per […] “stare al passo con i vostri compagni di squadra o rivali assicuratevi di avere una lattina di Red Bull al vostro fianco per portare il gioco a livelli  superiori. Anche se vi calate nei panni di un eroe virtuale, il vostro fisico ha bisogno di energia e avrete bisogno di prontezza di spirito per reagire rapidamente e con potenza fino alla fine del gioco”;

– ancora ai più giovani “Durante lunghe giornate e notti di festa” in quanto “divertirsi al massimo durante lunghe notti in discoteca o ad una festa in casa, richiede una solida resistenza fisica. Ciò spiega perché Red Bull dà alle persone amanti delle notti di festa la giusta carica [… ]. E, non ultimo, una lattina di Red Bull è un’ottima bevanda ricostituente prima di fare ritorno a casa”

– agli automobilisti “Mentre si è alla guida” per migliorare “la concentrazione, la capacità di reazione e la soglia di attenzione. “Perciò, prima di avvertire quel senso di stanchezza e pesantezza agli occhi, fate una pausa e concedetevi un momento di ristoro mentale con l’aiuto di una rinfrescante lattina di Red Bull. Ma quando le palpebre iniziano a diventare pesanti, il miglior consiglio che possiamo darvi è fermarvi e riposarvi.” L’utilità sull’assunzione del prodotto sarebbe stata oggetto di “Recenti studi dell’università di Utrecht [che] hanno dimostrato che Red Bull Energy Drink riduce la sonnolenza alla guida e favorisce la concentrazione durante lunghi chilometri di strada”.

 

Foto: Photos.com, Redbull.it, Youtube.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Sono d’accordo sulla moderazione di certi messaggi, la Redbull NON è per adolescenti e nemmeno bambini, così come vanno informati gli adulti dei rischi che corrono i loro denti, ma davvero davvero davvero non capisco perchè se un prodotto è “cartoonoso” debba essere per forza essere a target infantile.

    Anche perchè rendiamoci conto del tipo di “cartoni animati” a cui sono abituati i bambini… è davvero tutt’altro mondo.
    suvvia, non hanno come mascotte i teletubbies o il protagonista di qualche cartone animato moderno che danno al pomeriggio in tv. in confronto quelli della redbull fanno pena (agli occhi di un bimbo), mentre per un adulto è semplicemente una campagna pubblicitaria disegnata. stop.

  2. Di fatto è ovvio che per evidenziare “prestazioni eccezionali” si debba usare un disegno animato, perché costa meno che usare effetti speciali. Ma a prescindere dalla qualità del disegno in questione c’è da considerare che ognuno di noi ha un modo differente di “captare” i messaggi pubblicitari. Ci sono persone che purtroppo credono a tutto e di conseguenza diventano le vittime principali di queste frodi. Giusto quindi togliere i disegni che possono in qualche modo traviare una mente meno attenta o preparata. Non dimentichiamo che ciò che a noi non fa male non significa che non possa fare male ad altri.

  3. Roberto La Pira

    r.dorsogna@katamail.com

    Il rapporto delle persone minorenni con il cibo e’ un tema molto delicato,
    che puo’ influire sul loro sviluppo (le ossa ad esempio terminano di
    svilupparsi oltre il raggiungimento della maggiore eta’) e sulla loro salute
    presente e futura. Questo – come altre tematiche – non puo’ essere lasciato
    alle intemperie delle sedicenti leggi di mercato. E non basta affidarsi
    all’autodisciplina delle agenzie pubblicitarie, degli inserzionisti
    pubblicitari e dei concessionari pubblicitari: per questo motivo esistono le
    autority che dovrebbero avere una funzione di vigilanza, volta a tutelare
    prima di tutto la Cittadinanza.

    In generale, diffondere messaggi pubblicitari ambigui, incompleti, non
    chiari o sbagliati puo’ indurre le persone in errore; indirizzare messaggi
    di questo tipo che riguardano l’alimentazione, la salute, gli stili di vita
    ai minori e’ censurabile e da censurare; indirizzare gli stessi messaggi a
    coloro che hanno responsabilita’ genitoriali, induce in errore le persone
    adulte che si trovano (loro malgrado) a mettere a rischio la salute delle
    persone che devono tutelare.

    Cordiali saluti e buon lavoro

    roberto d.