Un pulcino giallo in mezzo a numerosi pulcini scuri
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La destinazione dei pulcini eliminati, è un tema su cui i produttori preferiscono sorvolare

Per capire se sarà possibile evitare la strage di pulcini maschi delle razze di galline ovaiole, per adesso soppressi dopo poche ore di vita, abbiamo provato a risalire la filiera produttiva. Il primo passo comincia dagli incubatoi, ossia dal luogo dove si schiudono le uova e nascono i pulcini che, dopo un’accurata selezione, vengono separati in ragione del sesso. I maschi sono soppressi immediatamente e inviati ad altri impianti e sono destinasti a diventare in parte materia prima per mangimi e scatolette di cibo destinati a cani e gatti. Le femmine invece vengono disposte in speciali scatoloni di cartone e spedite agli stabilimenti che producono uova dove sono allevate fino a quando diventano galline adulte. Alle aziende che gestiscono gli incubatoi come Hy Line Italia, A.L.I. Avizoo-Lohmann Italia abbiamo rivolto domande precise sulle modalità di selezione ed eliminazione dei pulcini. L’invito è stato declinato, dirottando i quesiti al presidente dell’associazione di categoria Assoavi Gian Luca Bagnara, che ha anche fornito un quadro complessivo della situazione.

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Non tutti i pulcini fanno una brutta fine. Oggi in Italia il mercato è in grado di assorbire solo un quarto dei maschi

Nel documento si precisa che non tutti i pulcini fanno una brutta fine. Oggi in Italia il mercato è in grado di assorbire solo un quarto circa dei maschi nati dalle uova delle razze “leggere” selezionate per diventare galline ovaiole. Questi pulcini sono allevati per diventare polli da carne, ma hanno un indice di accrescimento lento, inferiore del 70% rispetto alle razze da carne. La crescita lenta (70-100 giorni di vita prima della macellazione) comporta un incremento rilevante dei costi di produzione “che rende il prodotto finale caro e meno appetibile per il consumatore medio”. C’è un altro particolare da ricordare: i maschi adulti hanno una struttura e un tono muscolare diverso rispetto al classico “broiler” (il pollo da carne), che richiede cotture prolungate “poco adatte – secondo Assoavi –  ai tempi risicati della famiglia moderna”. Sugli scaffali della grande distribuzione si trovano pochi polli di questo tipo. Coop destina una parte dei pulcini maschi agli allevamenti di capponi o altri avicoli come il galletto livornese, il grangallo o l’allevato all’aperto venduti  poi sugli con il proprio marchio Fior Fiore. Il supermercato Esselunga di Via Bergognone a Milano propone il “pollo della domenica” macellato a 70 giorni a 5,75 €/kg e il Gallo Golden macellato a 100/110 giorni, (“gallo in parti”, 7,09 €/kg ). Entrambi sono prodotti dall’Agricola Guidi specializzata in razze tradizionali a lento accrescimento. Per quanto riguarda i prezzi, il confronto con altre tipologie non è facile visto che sugli scaffali si trovano soprattutto cosce, fusi o petti  a prezzi variabili da 4 a 8 €/kg, mentre il busto di pollo Naturama costa 4,15 €/kg  e la gallina, un’ovaiola macellata a fine produzione, 2,99 €/kg.

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Il biologico già oggi tende a favorire le razze a lento accrescimento

Si spiega così perché circa il 76/77% di pulcini maschi non trovi collocazione sul mercato: la loro sorte, secondo Assoavi, è regolata da leggi nazionali ed europee. In altri termini, vengono soppressi. I metodi utilizzati in Italia sono due, “gas come l’anidride carbonica che causano la perdita di coscienza dell’animale e poi la morte, e sistemi meccanici che prevedono la morte istantanea grazie alla velocità di processo”. Il procedimento è stimato da Assoavi intorno a 0,02 € a pulcino, “comprensivo di manodopera, ritiro, smaltimento e manutenzione ordinaria delle attrezzature impiegate”. A questa cifra occorre aggiungere i costi per l’immobilizzazione di capitale e l’ammortamento delle attrezzature. La destinazione dei pulcini eliminati è un tema su cui i produttori preferiscono sorvolare, limitandosi ad affermare che “gli incubatoi consegnano il materiale, a loro spese, ad aziende specializzate e certificate che lo utilizzano in impianti di rendering”. Ossia impianti di fusione degli scarti di macellazione animali, che in questo modo vengono trasformati in grassi e farine da utilizzare nella produzione di energia o alimenti per animali domestici.

Esaurita la fase della selezione i pulcini vengono spediti alle grandi aziende e il panorama cambia. In Italia ci sono pochi marchi presenti a livello nazionale che coprono una parte considerevole del mercato e poila grande distribuzione con le confezioni di  uova con il proprio marchio. La realtà è diversificata, ma in genere la grandi aziende acquistano i pulcini femmine dalle industrie specializzate e li allevano per la produzione di uova. Eurovo, ad esempio, propone uova sia con il proprio marchio, sia per Maia,  Sma e Auchan. Amadori pur avendo propri incubatoi per polli da carne, preferisce acquistare i pulcini femmine delle ovaiole. Il gruppo Veronesi, cui fa capo Aia, possiede propri incubatoi ma non specifica se sono utilizzati per le uova dei polli da carne e/o per la schiusa delle uova delle galline ovaiole.

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I pulcini maschi delle razze di galline ovaiole sono soppressi dopo poche ore di vita

L’argomento dei pulcini sta attirando un crescente interesse tanto che i parlamentari Chiara Gagnarli e Paolo Bernini del M5S hanno presentato qualche settimana fa un’interrogazione al ministro dell’agricoltura Martina, per sapere se “intenda portare avanti iniziative, anche normative, per modificare lo stato degli allevamenti di ovaiole”.

Le domande sul tema sono ancora molte, a partire dalle caratteristiche nutrizionali dei prodotti  in vendita. C’è poi la questione degli allevamenti biologici che già oggi tendono a favorire le razze a lento accrescimento. Dietro la strage di pulcini c’è un mercato che ormai sembra disposto ad accettare solo animali selezionati con un livello rapidissimo di accrescimento da macellare dopo 40/50 giorni, molto diversi dal classico pollo della tradizione. Ma queste carni sono davvero l’ideale dal punto di vista nutrizionale? E il maggior costo di allevamento dei pulcini di ovaiole giustifica un rialzo considerevole del prezzo? Vi faremo sapere.

Inchiesta pulciniarticolo n.1 – articolo n.2 – articolo n.3 – articolo n.4 – articolo n.5 – articolo n.6

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Francesca
Francesca
9 Febbraio 2016 13:39

Quello che da anni succede nel settore zootecnico relativo al massacro dei poveri pulcini maschi delle galline ovaiole è semplicemente mostruoso. Vi è addirittura una azienda tedesca che ha prodotto una macchina che ne stritola un numero più elevato al minuto e il settore ne va fiero. Ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo?

Carmine Marseglia
Carmine Marseglia
Reply to  Francesca
16 Febbraio 2016 12:55

Trova tu una soluzione.

Emanuela
Emanuela
9 Febbraio 2016 20:42

Io comprò solo uova biologiche, ma vorrei poter scegliere quelle che si preoccupano del destino dei pulcini maschi..

Lucia Russo
17 Febbraio 2016 11:21

I “sistemi meccanici che prevedono la morte istantanea grazie alla velocità di processo” è un modo edulcorato di dire che i pulcini vengono triturati vivi

Lucia
Lucia
17 Febbraio 2016 11:52

Che argomento triste e raccapricciante.

Enzo C.
17 Febbraio 2016 15:59

La nostra è la società dr Jekill & Mr hide dove le contraddizioni sembrano essere pietre angolari del quotidiano vivere.
La filosofia di vita che propugnamo spesso fa a botte con il nostro praticato stile di vita.
Principi ecologisti, animalisti e salutistici permeano l’opinione pubblica e quella politica.
Ma alla fine? Che resta dopo i buoni propositi e le intenzioni? Una società edonistica che trova spesso le motivazioni per derogare a quei principi che quotidianamente auspica.
La nostra Società vive di consumi. E noi tutti siamo la società. E la maggioranza di noi si è adattata al consumismo non trovando alternative se non manifestando disappunto e buoni propositi di cambiamento (che non tocchino però le due auto di famiglia, i tre cellulari personali e l’acqua minerale in bottiglia).
A Francesca ribadisco , perciò, quanto ha già detto Carmine e cioè che occorrono soluzioni praticabili e una nuova cultura di base ( i proclami espressi solo col cuore che invocano misure alla fine non attuabili nel breve termine non salvano niente e nessuno)

Andrea Ricci
Andrea Ricci
18 Febbraio 2016 00:04

Una soluzione sempre valida, in questo come in tanti altri casi: informazione e libera scelta. Se io come acquirente fossi informato correttamente non mi renderei complice di questa strage con i miei acquisti, costi quel che costi.

ezio
ezio
18 Febbraio 2016 11:53

Per i violenti senza fantasia e responsabilità, che invitano gli altri a trovare soluzioni, un invito a scegliere e non a farsi scegliere la qualità della propria vita.
Il fine non giustifica mai mezzi disumani, meglio spremersi le meningi che accettare passivamente.
La mia scelta? Un pollo in meno al mese, ma allevato con rispetto dei principi umani, al giusto prezzo.
I polli a crescita rapida danno carni frollate più insipide rispetto a quelli a crescita lenta ed allevati con metodo biologico all’aperto, con mangimi sani.
All’obiezione che comunque i polli verranno uccisi per essere mangiati, personalmente mi giustifico con il fatto che questi ultimi hanno un ruolo fisiologico di nutrimento, mentre lo sterminio dei pulcini è solo violenza ingiustificata, superabile con un minimo di buona volontà e fantasia.
E’ paragonabile alla caccia con sterminio delle prede senza consumarle, nessun animale la pratica, noi si in mille modi, di cui questo è solo un esempio dell’enorme spreco alimentare di cui siamo capaci.

tiziana
tiziana
28 Febbraio 2016 14:50

Mi pare di aver capito che il problema riguarda gli allevamenti di galline ovaiole.
Le uova proveniente da allevamenti di galline a terra e bio, segnalati dal codice 0, non dovrebbero essere complici di queste brutalita’ ? Sapete qualcosa a riguardo?
Grazie.