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Il sito si chiama www.chepescipigliare.eu ed è nato per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla riduzione delle riserve ittiche a causa dell’esagerata quantità di catture. La situazione è grave visto l'82% circa delle riserve ittiche europee e più della metà (il 63%) di quelle atlantiche si possono considerarsi esaurite. Per questo motivo l'Europa è costretta a importare i due terzi del pesce che consuma. La proposta di riforma, pubblicata nello scorso mese di luglio prevede un piano di ripopolamento e 'introduzione di modelli sostenibili. In particolare:
* tutti gli stock ittici devono essere portati a livelli sostenibili entro il 2015, in linea con quanto previsto a livello internazionale;

Nel frattempo, per sensibilizzare l’opinione pubblica è stato lanciato il sito www.chepescipigliare.eu dove si spiega che cosa sono i rigetti, che cosa è la pesca sostenibile, evidenziando i vantaggi dell'acquacoltura. C'è anche uno spazio dedicato al dettagliante e al consuamtore che acquista per consumo personale. Il decalogo prevede di variare spesso specie, di scoprire nuovi sapori e di informarsi sulla provenienza.

Il sito, insieme alle iniziative delle aziende conserviere di tonno come: As do Mar, Mareblu, Coop … e alcune catene di fast-food in attesa attesa di verifiche, che hanno scelto di commercializzare solo pesce proveniente da zome dedicate e catturato con alcuni criteri, attestano l’attenzio ne dell’opinione pubblica verso la sostenibilità e la trasparenza.
Forse, al di là delle nuove norme che verranno adottate, siamo di fronte ad un ripensamento generale del cittadino sui metodi di pesca e sulle modalità di cattura.
Agnese Codignola
Precedenti articoli del Fatto Alimentare sulla pesca sostenibile:
Tonno e pesca sostenibile: As do Mar punta sul rispetto. Del mare, dei pesci e del suoi dipendenti
Pesca sostenibile: McDonald's e Wal Mart fanno passi avanti. Risultati da verificare
