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Pasta a confronto: Altroconsumo valuta 24 prodotti. Micotossine, cottura e gusto analizzati in dettaglio

Raw pasta with mushrooms and cherry tomatoesChi dice pasta dice Italia, quasi in automatico: ma siamo certi di scegliere il prodotto migliore per gusto e caratteristiche? Altroconsumo ha confrontato alcuni marchi  famosi e altri meno noti oltre a quella con i marchio dalle catene di supermercati, per capire a chi assegnare il podio. L’analisi ha preso in considerazione 24 confezioni di pasta secca (penne rigate) provenienti sia dalla GDO sia dalle catene di discount tutte ottenute con semola di grano duro. I prodotti sono stati valutati da un laboratorio per quanto attiene le analisi chimiche e microbiologiche e poi è stata fatta l’analisi sensoriale  da uno chef e da un panel di consumatori.

Il test ha valutato  il gusto, la quantità di proteine, la tenuta, la corrispondenza tra tempo di cottura indicato in etichetta e la presenza di micotossine. Per quanto riguarda il gusto non ci sono state grosse sorprese: quasi tutti i prodotti hanno ottenuto delle valutazioni buone o positive. Punteggio basso dei consumatori solo per la pasta Eurospin e Il gusto del grano Libera Terra. Lo chef ha assegnato solo 3 stelle a Granoro, Libera Terra, Pasta Reggia e Combino di Lidl. La quantità di proteine che rappresenta un indice di qualità premia  Voiello con il 14,3% mentre vede in ultima posizione Giusto Grano (10,5%). La prova in cottura ha messo in luce una criticità: lo chef ha lasciato cuocere la pasta per il tempo indicato in etichetta e ha rilevato che De Cecco, Granoro e Pasta Reggia erano ancora un po’ troppo al dente; mentre le penne Rummo e il Giusto Gusto risultavano scotte.

pasta Altroconsumo

Le micotossine hanno dato ulteriori spunti di riflessione anche se le due più pericolose: l’ocratossina A e alcune aflatossine erano assenti in tutti i campioni. Il deossinivaleonolo (DON) è invece presente in più della metà dei prodotti, anche se con valori al di sotto dei limiti di legge (750 microgrammi/kg). Il DON è assente nei marchi: De Cecco, Voiello, Esselunga Bio, Alce Nero, Coop, Combino (Lidl), Carrefour Bio e Il Gusto del Grano. Conad ne ha in quantità minime, mentre tutte le altre ne hanno una quantità abbastanza elevata. Le penne Esselunga nella versione non Bio sfiorano il limite di legge e per questo Altroconsumo ne sconsiglia l’uso per i bambini fino a 9 anni.  Abbiamo chiesto a Esselunga di commentare il risultato senza molta fortuna. Qui sotto la classifica con i  cinque prodotti che hanno meritato il miglior giudizio nel test.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. fabrizio quaranta

    La pasta si conferma regina degli alimenti in cui salute e gusto sono disponibili a prezzi irrisori (meno di 20 cent a piatto) caratterizzata da qualità, equilibrio dei componenti, buon contenuto proteico e basso indice glicemico che la collocano alla base della piramide alimentare e primario passaporto del Made in Italy alla conquista delle tavole del mondo….almeno fino a poco tempo fa. Per la prima volta dopo molti anni di successo le percentuali di crescita di questo nostro primo prodotto agroalimentare sono purtroppo in rosso. Segno che anche all’estero si organizzano pastifici importanti che inevitabilmente erodono le ns quote di esportazione ma anche che le isteriche e antiscientifiche e soprattutto vergognosamente incontrastate campagne demonizzanti Gluten Free stanno mietendo le prime vittime della paura di ingurgitare chissà quale subdolo veleno.

    Molto confortante, a conferma di tante ricerche sperimentali in Italia e nel mondo, la scarsissima presenza di micotossine, in particolare nei prodotti BIO.

    Da rimarcare infine , a pochi gg da altra utilissima vs segnalazione analoga, le brillanti risposte qualitative ed organolettiche di prodotti 100% grano italiano come Voiello (grano Aureo) e Alce Nero Bio: spingere su questo aspetto è l’unica possibilità per avere prezzi decenti anche per i nostri agricoltori meridionali, pena il pericoloso abbandono del territorio, visto anche il crollo improvviso ed insostenibile delle quotazioni della materia prima.

    • Il prezzo del grano italiano è quasi dimezzato, soprattutto per le importazioni dal Canada e dall’Ucraina, con il risultato che i produttori italiani subiscono danni enormi. Siamo poi certi che il grano ucraino non sia contaminato da sostanze radioattive di Černobyl’?
      Credo che non basti la dicitura “grano italiano” per salvare i nostri produttori, perché è il mercato internazionale, che stabilisce i prezzi. Sarebbe quindi necessario che tutti gli italiani, o almeno la maggior parte consumassero, solo il prodotto nazionale, anche maggiorato di prezzo.
      Se questa condizione di mercato continuerà, molti agricoltori italiani, se la loro azienda non sarà già fallita, dovranno abbandonare questa coltura, con la conseguenza che si ridurrà o scomparirà il grano italiano. Speriamo che si attuino iniziative efficaci per tutelare i nostri produttori…

  2. Nella tabella è evidenziato anche il “trattamento termico” ma l’articolo non indica né a cosa si riferisce né il metodo utilizzato per analizzarlo.

    Credo ci si stia riferendo al “danno termico” e quindi chiederei gentilmente alla redazione, per fare chiarezza, se fosse possibile pubblicare sia il metodo utilizzato per quantificarlo sia i dati ottenuti.

    Grazie.

  3. fabrizio quaranta

    “Trattamento o Danno Termico” – Spulciando dentro la pagina ho visto che Altroconsumo dichiara di aver valutato questo parametro:

    “Furosina: è una sostanza che si forma con il calore ed è considerata un valido indicatore del danno termico subito dalla pasta nel corso della fase di essiccazione: maggiore è la sua presenza, più spinto è il trattamento termico che è stato utilizzato. Il metodo associato a prodotti di alta qualità è l’essiccazione lenta a basse temperature, che mantiene il più possibile intatte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto;”

    Che De Cecco in particolare , ma anche molte altre marche ne escano con ottimi valori è motivo in più per apprezzare la superiore qualità offerta da molti pastifici.

    Per quanto detto nel primo commento, mi auguro che De Cecco, come Barilla ha fatto con Voiello, possa creare una linea con grano 100% made in Italy. Con un prezzo leggermente superiore (ricordiamo 10 CENT. A PIATTO!!!) se ne gioverebbero tanti agricoltori custodi della meraviglia superstite (ma per quanto?) del nostro territorio.

    • L’analisi sulla furosina è l’unico metodo di valutazione del danno termico, una pasta essiccata a bassa temperatura dovrebbe avere circa 40mg / 100g di proteine.
      De Cecco ha un valore di 100mg / 100g di proteine,
      la pasta Coop (prodotta da Rummo) quasi 290mg / 100g di proteine,
      la pasta Barilla oltre 400mg / 100g di proteine.

      Questi valori vanno letti tenendo conto che il limite, imposto per legge, nel latte è di 8,6mg / 100g di proteine.

  4. la pasta del conad ed altre di marchi gdo, migliori di rummo e garofalo….se buonanotte