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L’olio di palma è presente nel 94% dei biscotti. Tutti lo usano perchè costa poco, anche se il prezzo non dipende solo dal grasso

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Dall’indagine condotta da Il Fatto Alimentare il 94 % dei biscotti contiene grassi vegetali

Su cento confezioni di biscotti in vendita solo sei utilizzano il burro, tutte le altre impiegano olio di palma! Basta questo dato per capire quanto sia diffuso l’olio di palma nei prodotti da forno esposti sugli scaffali. È quanto emerge da una rilevazione che Il Fatto Alimentare ha condotto nel mese di luglio 2014 in un ipermercato del gruppo Bennet focalizzando l’attenzione su un prodotto alimentare come i biscotti presenti  nella dispensa della maggior parte delle famiglie italiane. 

 

 

L’ampio assortimento fornito dal punto vendita ci ha permesso di confrontare ben 100 prodotti, escludendo i dietetici e non considerando le differenze di formato. Il risultato è stato sorprendente: nel 94% dei biscotti nella lista degli  ingredienti si riscontrano “oli e grassi vegetali”. Si tratta di una terminologia generica,  ammessa sulle etichette sino al 14 dicembre di quest’anno ( dopo dovrà essere dichiarato in modo chiaro il tipo di grasso) utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi per non citare in modo esplicito l’olio di palma. Soltanto sei prodotti non utilizzano grassi vegetali, uno di questi è Pavesini che non contiene grassi, mentre gli altri  impiegano burro (vedi tabella 1 sotto).

 Tabella 1

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Il prodotto più costoso di questo gruppo è la confezione di biscotti al burro Leibniz (collocati nello scaffale pasticceria) venduti a oltre 17 euro al kg. Seguono i Pavesini, senza oli o grassi, (9.90 euro ), i Frumentini all’avena di Lazzaroni (9.16 euro) e i Crumiri Nonna Lucia (prezzo 8.89 euro) entrambi con il burro. Gli ultimi due prodotti con burro sono i Novellini al latte e miele e Osvego al malto e miele di Gentilini che propongono un prezzo  di 5.98 euro. Un discorso a parte meritano i Biscotti al riso di Scotti preparati sia con burro sia con grassi vegetali e sono venduti a 10 euro al kg.

A parte questi sei prodotti che possiamo considerare un’eccezione, gli altri 94 biscotti contengono  grassi vegetali che vengono indicati sull’etichetta con varie denominazioni (vedi tabella 2). Le confezioni su cui è indicata una generica presenza di oli o grassi vegetali sono 28, mentre 65 biscotti riportano in modo chiaro sull’elenco  degli ingredienti l’olio di palma, sotto la denominazione di olio, grasso o margarina, da solo o miscelato, mentre in una sola confezione usa olio di girasole.

Tabella 2

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  Valeria Torazza

Valeria Torazza
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21 Commenti

  1. Condivido in pieno questa indagine perché anche io ho notato questa diffusa presenza dell’olio di palma nella composizione di quasi tutti i biscotti presenti sul mercato. Vorrei fare una ulteriore segnalazione: anche tra gli ingredienti dei biscotti Plasmon (indicati per un consumo a partire dal sesto mese di vita di un bambino) compare l’olio di palma assieme all’olio di oliva.
    Mi limito a segnalare i biscotti Plasmon perché sono gli unici che possiedo in casa ma mi riservo di verificare anche tra gli ingredienti degli altri biscotti per la prima infanzia.
    Siamo proprio messi male, consentire l’uso per la prima infanzia di un ingrediente ancora in fase di valutazione circa la sua sicurezza! E’ vergognarsi.

  2. Quale è il punto, verificare che ci sono delle fluttuazioni di prezzo ?

    secondo me sarebbe piu importante approfondire:

    1. fa male o non fa male ? ho sentito (pediatri) dire che è nutrizionalmente ok nella dieta (bilanciata) di un bambino

    2. provenienza/sostenibilità: alcune aziende (Barilla e altre) usano provenienza certificata RSPO (www.rspo.org, ammesso che questo sia una garanzia di sostenibilità). Altri produttori immagino continuano ad approvigionarsi da fornitori che disboscano in maniera scriteriata palme e tutti gli animali che ci stanno sopra

  3. Roberto La Pira

    Di quali biscotti si parla?

  4. Nell’articolo citato da Valeria tra le conclusioni se l’olio di palma fa bene o fa male c’è scritto:
    Via libera per il grasso di palma? Non proprio, e per varie ragioni. «Intanto perché c’è il rischio che contenga residui di sostanze tossiche usate per la coltivazione o nelle aree di coltivazione»….
    ….c’è sempre la possibilità di un effetto accumulo, critico soprattutto per i bambini». In secondo luogo, va tenuto presente il rischio di lavorazioni industriali che possano alterare il grado di pericolosità dell’olio di palma. Stiamo parlando in particolare della cosiddetta interesterificazione….
    Allora mi viene da dire che siamo alle solite, è consentito l’utilizzo di un ingrediente del quale non siamo sicuri! E lo consentono anche per l’alimentazione dei bambini! E poi non ci lasciano la possibilità di scegliere se consumarlo o no l’olio di palma, perchè ormai si trova ovunque.
    Se non si vuole mangiare olio di palma non bisogna più consumare biscotti!

    • Chiedo e mi chiedo: “e’ così vitale consumare biscotti?”.
      E perchè non farseli in casa?
      E non si dica, come al solito, non tutti possono, non c’è il tempo, è più comodo comprarli, perchè sono tutte scuse.
      A colazione, una bella fetta di pane (fatto in casa)con miele o marmellata. Altro che olio di palma.

    • I biscotti con l’olio d’oliva ci sono anche supermercato, basta cercarli. Io personalmente compro quelli Alce Nero anche se non si trovano in tutte le catene.
      Farseli in casa non è una soluzione praticabile, credo che la maggior parte delle persone non abbia nè tempo nè voglia di mettersi il pasticciere.
      Piuttosto bisogna divulgare l’informazione affinchè i consumatori siano più consapevoli.
      Quando le vendite di biscotti con olio di palma crolleranno vedrete che i produttori si adegueranno di conseguenza.

  5. Le considerazioni finali di claudio non fanno una grinza… smettete di comprare biscotti, fateveli in casa sul web ci sono migliaia di ricette facilissime velocissime per ottenere prodotti più salubri,

  6. benedetto fracchiolla

    siamo il paese dell’extravergine di oliva
    è possibile continuare ad usare questi tipi di oli?
    avete mai provato biscotti con l’utilizzo di solo extravergine??
    provare per credere.

    • Ma se tutti comprese le grandi aziende passasimo all’olio d’oliva secondo voi avremmo tutte le olive per farlo??? stesso discorso per l’olio di girasole.
      Ciao.

    • Roberto La Pira

      Valter63. Giro a lei un’altra domanda? Ma come hanno fatto a trovare tutto questo olio di palma? Hanno piantato i semi sono cresciute le palme e poi hanno estratto l’olio…..

  7. Sottoscrivo che i migliori biscotti in commercio sono quelli che vi fate a casa. Se proprio dovete comprarli, è palese che tra tutti i grassi che puoi mettere dentro un biscotto il peggiore è l’olio di palma (secondo solo all’olio di cocco). Basta vedere la sua composizione in acidi grassi monoinsaturi/polinsaturi/saturi per capire che, con tutti gli altri oli vegetali a disposizione sul mercato PIU’ SALUBRI, occorre evitarlo.

    So per certo, in quanto è il mio mestiere, che l’olio di palma rispetto a tutti gli altri oli vegetali è più economico e più stabile a livello produttivo. Di conseguenza ciò lo rende il grasso prediletto dall’industria dei prodotti da forno (e non solo).

    Inoltre che cosa si intende per “dieta equilibrata”? E’ un concetto piuttosto astratto perchè dipende da quanti grammi di biscotti con olio di palma per giorno è costituita questa dieta. Per ipotesi, un bambino che ogni giorno mangia 2/3 biscotti con olio di palma sta apportando nel suo organismo una determinata quantità di grassi saturi che portebbero essere tranquillamente sostituiti con grassi monoinsaturi o polinsaturi (grassi che più facilmente vengono metabolizzati dall’organismo) facendogli mangiare dei biscotti fatti con olio extra vergine di oliva, o olio di semi di girasole, o olio di mais.

    Saluti e grazie per questa discussione.

  8. Io ho da tempo sostituito i biscotti industriali con ciambellone fatto in casa, senza zuccheri, utilizzando frutta come dolcificante, e con “tozzetti” (simil cantucci), che preparo il sabato e che, se ben conservati, durano per tutta la settimana. Uso l’olio di mais, di girasole e/o d’oliva. Non ci vuole moltissimo tempo per prepararli, se ci si sa organizzare, e il risultato è gratificante per il corpo e per lo spirito.

  9. Vedo che molti lettori vivono in un mondo fantastico, beati loro…
    Quanti italiani hanno il tempo, il forno e perchè no, la voglia di produrre biscotti ?? E già che ci siamo perchè non anche il pane e tutto il resto ??
    Come diceva Totò, ma mi faccia il piacere…

    • Giusto!! Magari non avremmo il tempo per curare le unghie … e se poi un pezzettino di smalto o di gel finisse nell’impasto … pazienza se i nostri figli saranno obesi, noi difficilmente troveremo tempo per per cucinare

    • Chi non ha tempo per la salute… avrà tempo per curarsi!

  10. Per rispondere al cortese Massimo, io lavoro tutta la settimana e la mattina del sabato scelgo di cucinare.
    Non so che lavoro svolga lui ma sicuramente uno che lo impegna veramente tanto, oppure sceglie di fare la settimana enigmistica o di giocare a scacchi come passatempi. Ognuno impiega il proprio tempo libero come crede, ma non è un buon motivo per denigrare quelli che come in questo caso lo utilizzano per contribuire piacevolmente a mangiare più sano, mi pare.
    Ah, a proposito… faccio anche il pane in casa 🙂

    • Non ho denigrato nessuno, dico solo che non si può proporre come alternativa di massa la produzione propria di prodotti alimentari, per fortuna o per disgrazia non siamo negli 30.
      Riguardo al tempo libero, parecchia gente come il sotto scritto lavora il sabato e spesso anche la domenica.

    • Bravo Giancarlo. Quelli che “non trovano tempo” per fare certe cose lo trovano per stare al computer o leggere infime pubblicazioni.
      E’ una soddisfazione fare certi prodotti in casa.

  11. Grazie Angelo41. Ovviamente condivido.
    Lontano dal voler imbastire una polemica, vorrei solo dire che qui nessuno propone alcun tipo di alternativa di massa, ma qualcuno, come il sottoscritto e lo stesso Massimo, propone e condivide la propria esperienza, magari vissuta in un mondo fantastico, e gli altri, con il dovuto rispetto, possono apprezzarla o meno.
    Il discorso è che si cerca di tutelare la propria salute come si può e come si sa, anche grazie e in virtù di siti come questo, che aiutano moltissimo nel divulgare un’informazione corretta e libera.
    Questo scambio di esperienze, di pareri e di informazione può e deve essere propedeutico alle scelte da fare sugli scaffali del supermercato, poi ognuno decide liberamente come alimentarsi, ci mancherebbe altro non fosse così, ma almeno non lo farà inconsapevolmente.
    In fondo cerchiamo solo di limitare i danni che l’industria alimentare, per solo scopo di lucro, ci infligge quotidianamente.
    Il tempo di fare da sé, se si vuole, si trova.
    E credo che comunque valga sempre la pena tentare.

  12. Vorrei aggiungere i “Choco Leibniz” della Bahlsen (al latte + fondente) i “Baci di Dama” alla mandorla FiorFiore Coop