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Latte crudo: i pediatri americani chiedono divieto di vendita per le pericolose infezioni che può provocare

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I pediatri americani sottolineano che il latte crudo, può contenere batteri che possono provocare aborti spontanei e parti prematuri

Non ci sono prove scientifiche che il consumo di latte crudo dia un qualsiasi maggior beneficio rispetto agli altri, mentre vediamo, in proporzione alla sua diffusione sul mercato, una quantità sproporzionata di focolai d’infezione dovuti a questo prodotto.” È quanto afferma l’American Academy of Pediatrics, che mette in guardia, in particolare, sui rischi per donne incinte, neonati e bambini, ma anche per anziani e persone con il sistema immunitario depresso.

 

La principale organizzazione dei pediatri statunitensi chiede che la vendita del latte crudo e dei suoi derivati, che è ancora autorizzata in trenta Stati Usa, sia vietata in tutto il Paese. Nel 1987, la Food and Drug Administration ha vietato il commercio di latte crudo tra i vari Stati, ma l’Agenzia non ha il potere di vietarne la vendita all’interno dei singoli Stati, alcuni dei quali, come la California, ne autorizzano anche la vendita al dettaglio.

I pediatri americani sottolineano che il latte crudo, cioè non sottoposto a processo di pastorizzazione, può contenere batteri come Listeria, Campylobacter, Escherichia coli, salmonella e brucella, che possono provocare aborti spontanei e parti prematuri, oltre che pericolose malattie neonatali, come meningite, setticemia e polmonite.

 

Beniamino Bonardi

©Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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11 Commenti

  1. Il latte “crudo” sarà anche più naturale ma, specie per i bambini e gli anziani, può essere meno salutare. Se NON viene bollito prima del consumo (di fatto annullandone i benefici intrinseci della “crudezza” e peggiorandone di molto la “palatabilità” con il velo di panna solidificata che ci galleggia sopra) espone chi lo consuma a gravi rischi di tossinfezione alimentare.
    A Torino lo scorso anno il Procurare Guariniello aveva aperto un’inchiesta dopo ripetuti casi di infezioni gastrointestinali gravi attribuite proprio al consumo di latte crudo non bollito.
    Tra l’altro, i consumatori, abituati alla “lunga conservabilità” del latte pastorizzato in frigorifero anche una volta aperto, pensano di poter consumare anche dopo giorni il latte “alla spina” senza pericoli, aumentandone di fatto la potenziale pericolosità di una carica batterica che continua ad aumentare.

    • condivido pienamente quanto dici e io stesso da allevatore non consumo latte se non pastorizzato o previa bollitura che come hai giustamente detto comunque deteriora quelle che sono le proprietà dell alimento. è giusto che il consumatore sia educato al consumo dell alimento e sia consapevole anche degli effetti collaterali che questo può portare. non è sempre detto che come natura crea sia sano e bello d’altra parte se l uomo oggi puo godere di una buona aspettativa di vita è perchè ha scoperto la cottura dei cibi… ci sarà un motivo no?

  2. Sono uno strenuo sostenitore delle tesi della Dott.ssa Villarini e del Dottor Berrino, in ordine al loro impegno per la lotta ai tumori, per cui il latte come alimento va assolutamente evitato. E se tanto tanto può andar bene per aiutare la crescita dei bambini, secondo me non deve essere assunto in età adulta.
    Ma nel caso non se ne potesse fare a meno, per un tempo adeguato alle necessità di crecita del bambino, il latte proveniente direttamente dall’allevatore, opportunamente bollito, secondo me è da preferire.
    Il latte crudo ritengo sia il peggio del peggio.

  3. Nella mia famiglia beviamo da 10 anni latte crudo freddo e stiamo benissimo. I miei bambini lo bevono da quando sono svezzati. Penso che sia grazie al latte crudo, oltre che alle altre sane abitudini alimentari che abbiamo (rifiuto del cibo industriale) che non ci ammaliamo mai.

    • il latte crudo che si produce in italia, e nella fattispecie in emilia romagna (realtà che conosco), non è minimamente paragonabile al latte americano.
      anche io bevo latte crudo da sempre, presso i distributori automatici regolarmente autorizzati e sottoposti a vigilanza continua e particolarmente intensa da parte della ASL, e godo di ottima salute!
      inoltre il regime alimentare e le condizioni di stabulazione delle bovine nel comprensorio del parmigiano reggiano sono tali da garantire benessere ed igiene

    • Concordo! E’ un modo anche per avvicinare i consumatori direttamente al produttore. Il latte delle centrali invece siamo sicuri che sia in toto Italiano?

  4. Ricordo che tempo fa Guariniello mise sotto inchiesta anche le caraffe filtranti, che adesso una nuova inchiesta di Altroconsumo ha completamente sdoganato.
    Ho letto diversi articoli a proposito del latte crudo, che ne garantiscono la sicurezza. Io stessa di tanto in tanto lo bevo, perché è molto più buono. Mio marito invece lo odia perché è già da sè ipersensibile al latte.
    Credo che il latte crudo sia un ottimo prodotto, da usarsi con un minimo di buon senso.

    • Roberto La Pira

      L’inchiesta di Guariniello ….. non credo che abbia avuto un seguito e il motivo lo abbiamo spiegato nei nostri articoli. Li vada a leggere, in quella nota avevamo intervistato l’autore del dossier sulle caraffe dell’Istituto superiore di sanità che ci ha confermato la sicurezza dei prodotti.

  5. abbiamo distributori automatici di latte crudo dal 2005 e dal primo giorno i nostri clienti sono rimasti entusiasti del servizio. Se ci fosse un approccio serio e + scientifico sul tema (e non come è stato fatto nel 2008, con l’obbligo della bollitura per motivi politico/economici e non sanitari!), potremmo benissimo proseguire la vendita senza essere additati periodicamente come responsabili di malattie e rischi sanitari mortali. Del resto, quanta carne e pesce ci piace mangiare cruda spesso, senza subire i divieti tendenziosi e manipolati dei mass-media? E’ solo una questione se l’iniziativa rompe le scatole ai poteri forti… Parola di uno che l’ha vissuta sulla sua pelle.

  6. La raccomandazione del ministero della salute di bollire il latte crudo prima del consumo e’ ancora valida ed operante per ovvie ragioni sanitarie che evidentemente qualcuno vuole ignorare, e, anche se non lo auguriamo, rischiano statisticamente di beccarsi liuteria, entro batteri patogeni, campylobacter e quant’altro, che giustamente i pediatri americani, suggeriscono di evitare per la sicurezza dei consumatori, in particolare di bambini, immunodepressi e donne incinta, nonostante, cara Elena, il latte crudo negli stati uniti, per generale maggiore igiene anche della pianura padana, abbiamo una carica batteria oltre 10 volte inferiore. Smettiamo di spargere bufale antiscientifiche e dannose al cervello ed alla salute dei consumatori!!!!

    • Lei, “costante”, e’ aggressivo con la sua risposta.
      Ho imparato che 2 tipi di persone sono aggressive:
      – quelle che vedono minacciata la propria liberta’; – quelle che vedono minacciato il proprio interesse personale.
      Io, e suppongo Elena, vediamo minacciata la nostra liberta’ di bere latte crudo per l’interesse personale (profitto) di pochi potenti produttori e distributori di latte pastorizzato. Nonostante cio’ non siamo stati aggressivi.
      Lei invece, che con aggressivita’ ribadisce rischi di malattie terribili, che per noi sono statisticamente irrisori o che per noi vale la pena di correre per bere un prodotto naturale e libero (sottolineo: libero!), chiedevo, Lei invece ha un interesse personale nel settore?