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Stop Glifosato: superato il milione di firme! Il quorum raggiunto in più di sette paesi, Italia compresa. Gli organizzatori chiedono una risposta formale alla Commissione

Raggiunto il milione di firme per l’iniziativa dei cittadini europei contro il glifosato

Più di un milione di cittadini europei hanno firmato l’iniziativa dei cittadine europei (ICE) contro il glifosato, superando anche il quorum in sette Stati membri (Italia compresa), come richiesto dalla normativa comunitaria, in tempi da record. I numeri per poter presentare la petizione alla Commissione sono stati raggiunti in soli cinque mesi.

Ora le istituzioni europee sono legalmente tenute a rispondere all’iniziativa e tenere in considerazione le richieste dei cittadini. La petizione chiede alla Commissione di vietare il glifosato sul territorio europeo in virtù del principio di precauzione, rivedere le procedure di autorizzazione dei pesticidi e stabilire nuovi obiettivi per un riduzione del loro uso in agricoltura. Il glifosato, presente in oltre 750 formulazioni, è al centro di controversie perché sospettato di essere cancerogeno. Nonostante ciò, la Commissione europea è intenzionata a rinnovare l’autorizzazione all’erbicida per altri dieci anni.

Il comitato organizzatore chiederà alla Commissione una risposta prima della decisione sul rinnovo del glifosato

All’inizio di luglio le firme raccolte nei 28 Paesi dell’Unione saranno consegnate alla Commissione europea e il comitato organizzatore dell’iniziativa “ICE StopGlyphosate” chiederà una risposta formale alla petizione prima della decisione finale sul rinnovo della licenza all’erbicida. Intanto la raccolta firme resta aperta, per dare un forte segnale all’Europa e permettere di esprimere la propria opinione sul glifosato a chi ancora non lo avesse fatto.

La petizione è stata sostenuta da un coalizione di oltre 100 tra associazioni, ONG ambientaliste, sociali e di agricoltura biologica, come Greenpeace, Pesticide Action Network Europe e We Move Europe, che ha coordinato la campagna. Il Fatto Alimentare ha aderito alla Coalizione italiana #StopGlifosato insieme a Fai, Federbio, Istituto Ramazzini, Legambiente e molti altri.

Firma anche tu la petizione #StopGlyphosate

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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9 Commenti

  1. Splendida notizia. Adesso vedremo se l’Europa farà spallucce come il solito.

  2. appunto ..cosi come il CETA ……appena ratificato ..anche in italia
    grazie classe politica italiana ……consideriamo anche lo scandallo degli IGP DOP in maggioranza del “solo nord” …
    altro che spallucce…..

    la politica ..tutela solo gli “interessi dei forti” …a noi …ci butta ogni tanto un po di fumo negli occhi…

  3. Tentar non nuoce ed è doveroso, ma gli enormi interessi in gioco e i controversi pareri scientifici, temo produrranno il rinnovo dell’autorizzazione, in barba al principio di precauzione che troppo spesso rimane solo una teorica e vana speranza.

  4. Ezio ……….sicuro …………e chi “molla”
    ho inoltrato …..cercato di far capire ..a quanti piu amici e parenti ……….quanto era importante …….ATTENZIONARE :
    1) la questione
    2) sottoscriverla e promuoverla

    qualche cosa , con il proprio voto ……..dobbiamo pure riuscire a fare ….. dando forza a chi protende più verso il principio di precauzione!!!
    per questo penso siano state importantissime alcune campagne con le quali si “spingeva” i diversi rappresentanti politici ad esternare le loro posizioni in merito

    e se alla fine …..verrà rinnovato ……..potremo ancora scegliere e fare qualcosa….. nei limiti del possibile .. quando ANDREMO AD ACQUISTARE PRODOTTI ALIMENTARI …

  5. Dei diserbanti non se ne può’ fare a meno,quindi è giusto “rivedere le procedure di autorizzazione dei pesticidi e stabilire nuovi obiettivi per un riduzione del loro uso in agricoltura.”
    Ma bisogna notare che il brevetto della Monsanto del glifosate è scaduto da molto tempo,e può essere prodotto da altre aziende è per questo che costa relativamente poco.
    Proprio la Monsanto ha tutto l interesse che venga ritirato dal comercio per poter mettere sul mercato un altro diserbante sotto brevetto e farselo pagare come vuole,e magari può anche essere peggio del glifosate.

    • il vero problema non è il glifosato ma l’uso che se ne fà. Monsanto produce sementi OGM glifosato resistenti in modo che in agricoltura intensiva si possa spruzzare direttamente sopra uccidendo solo le erbacce e non le piante modificate ad hoc. questo ne ha enormemente esteso l’utilizzo.
      Monsanto ha già pronto un sostituto, il dicamba, e ha anche pronte le piante OGM dicamba resistenti, e come giustamente sostiene Egidio non vede l’ora di metterlo sul mercato in esclusiva, a prezzo sicurmanete più elevato, e senza avere la minima conoscenza (per noi) se sia meglio o peggio del precedente.

  6. Nella guerra tra guardie e ladri vincono sempre questi ultimi, almeno per il primo periodo, poi c’è un recupero delle guardie che si organizzano, ma essendo in ritardo i ladri hanno già pronta un’alternativa di fuga.
    Quindi la morale non è la rincorsa ma l’anticipo con la prevenzione, che da noi in Europa si chiama principio di precauzione che Efsa e Commissione devono seguire e far rispettare.

    • Proprio una bella trama, vista centinaia di volte seduti in poltrona davanti a uno schermo, a volte tifiamo per gli uni a volte per gli altri, in ogni caso ci dobbiamo schierare e avere un nemico cattivo da battere.
      In questo caso. io non riesco a distinguere i buoni dai cattivi per potermi schierare.
      Certo che fa effetto sapere che la Multinazionale ha da guadagnare dall’azione di chi crede di battersi contro di essa o di un suo prodotto.
      Sarà un’alleanza consapevole? o qualcuno tira i fili nell’ombra? E a quale risultato si potrà arrivare?
      Non ci resta che attendere il finale…!!!

    • Ironia e fantaeconomia a parte, non credo proprio che Monsanto tifi per perdere l’enorme fatturato che sta facendo e continuerà a fare con il Glifosato, a favore di altro e nuovo diserbante, senza un valido motivo.
      Vedersi vietarne l’uso per tossicità non solo farà perdere l’enorme fatturato, ma anche la credibilità ed affidabilità del produttore per le prossime proposte ai clienti.
      Tutte le aziende di ricerca si mettono avanti per ogni evenienza e per essere pronti con nuove e più lucrative proposte. E’ la loro missione ed anche l’unico modo di rimanere sul mercato un passo avanti ai concorrenti.
      Il problema, se sarà dimostrata la tossicità dell’erbicida, è solo il nostro per la sua grande diffusione, ma ufficialmente anche se in colpevole ritardo di Efsa, che dovrà garantirci sull’innocuità nell’impiego del prodotto, applicando il principio di precauzione con troppo ritardo.
      Ma ribadisco la mia convinzione che ci sarà il rinnovo dell’autorizzazione, per forza maggiore a furor di popolo utilizzatore, per salvare il già fatto ed anche per mancanza di migliori alternative nell’agricoltura estensiva.