Home / Nutrizione / Dietologo, dietista o biologo nutrizionista? Come scegliere il professionista giusto ed evitare l’abusivismo

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petizione olio palma  2

Olio di palma: abbiamo vinto. Le aziende alimentari dicono addio al grasso tropicale. Successo della nostra petizione con 176 mila firme

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46 Commenti

  1. il biologo nutrizionista e ancora meno il dietologo, hanno pochissima pratica nel fare le diete, e troppa teoria non applicata. il dietologo è specializzato nella diagnosi specialmente in malattie metaboliche, il biologo è un ottimo conoscitore a livello biochimico degli alimenti e del loro destino nell’organismo (si spera), ma è il dietista il vero tecnico delle diete personalizzate!!!!

    • Penso dipenda dal percorso che il professionista ha fatto. Non si può generalizzare in questo modo.

    • Più che altro per legge i biologi non potrebbero nè prescrivere nè elaborare diete

    • Guardi, io sono medico,specialista e docente di dietoterapia specialistica tra gli altri per il corso di laurea in Dietistica. Mi permetto di dissentire e ricordo che il dietista, eccellente professionista, dovrebbe stilare diete su indicazioni del medico.

    • Assolutamente condivido il suo discorso, e denuncio anche io tutti i dietisti (davvero tantissimi) che operano senza prima la visita di un medico e la sua prescrizione

  2. Non ho parole su quanto ho letto. Siamo al ridicolo, ormai, purtroppo. Secondo chi scrive il biologo sarebbe dopo la laurea tout court insignito della qualifica di “nutrizionista”. Peraltro suppone che il medico non abbia la formazione necessaria per poter valutare uno stato nutrizionale e/o elaborare una dieta. Credo che quando l’Ordine dei Medici si sveglierà dal torpore ci saranno tante le denunce per usurpazione della professione medica e gli studi professionali di tanti “nutrizionisti”, biologi e non, saranno chiusi per mancanza di requisiti professionali e tecnici.
    Buona fortuna

    • Antonio Pratesi

      Cerco di essere più chiaro:
      1) La prescrizione della dieta è un atto che spetta solo al medico.
      2) La figura del “dietista” è ben definita e riconosciuta dalla legge Italiana.
      3) Il termine “nutrizionista” è generico e non identificabile con una figura specifica. L’ordine nazionale dei biologi dichiara che chi è iscritto all’ordine può fare il “nutrizionista”. Il Ministero della Salute (http://www.onb.it/wp-content/uploads/2013/10/parere_css_2.pdf) ritiene “che sia preferibile che il biologo per esercitare l’attività di nutrizionista in ambito privato, abbia conseguito il diploma di specializzazione universitaria in Scienza dell’Alimentazione.”

      Quindi il “tout court” è un po’ ironico. Anch’io sono stato stupito dal fatto che non venga richiesta una specializzazione. Forse andrebbe specificato meglio nell’articolo che è preferibile valutare il curriculum post laurea del biologo “nutrizionista” e cioè se ha conseguito Master in nutrizione e/o Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione.

    • Antonio Pratesi

      Cosa può fare il biologo secondo il Ministero della Salute: “è corretto ritenere che il biologo possa elaborare e determinare diete in soggetti sani e malati”…solo dopo valutazione di un medico chirurgo. Inoltre…” può elaborare autonomamente dei “profili nutrizionali” al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio “benessere”, quale orientamento nutrizionale finalizzato al miglioramento dello stato di salute”.

      E qui la questione si fa intricata perché i “profili nutrizionali” in realtà appartengono all’ambito dell’industria alimentare (per stabilire se un prodotto può riportare in etichetta ad esempio un messaggio salutistico), quindi la cosa non pare avere molto senso. Bisognerebbe chiedere al Ministero cosa intende.

    • Antonio Pratesi

      Gli Ordini dei Medici non si sono mai mossi per cose MOLTO GRAVI. Mi riferisco ai medici che per decenni hanno continuato a prescrivere cocktail di pillole dimagranti con anfetamine, ormoni tiroidei, lassativi e antidepressivi. Quando ero iscritto all’ordine dei medici inglese ricordo un bollettino in cui comunicavano la radiazione dall’albo di due medici per pratiche come queste. In Italia hanno continuato ad operare indisturbati per anni. E che dire dei “centri di dimagramento” gestiti da chiunque dove forniscono delle indicazioni dietetiche oscene? I cittadini andrebbero tutelati chiudendo questi centri.

      Se gli Ordini dei Medici reputano che i biologi nutrizionisti non debbano lavorare, che intervengano subito, perché i biologi sono tanti e stanno già lavorando come “nutrizionisti” in Italia alla luce del sole, con siti internet, tariffari pubblici ecc.

      Penso che sia bene che i biologi, come i dietisti, nel dubbio facciano SEMPRE riferimento a qualche medico per stabilire se le persone che seguono siano sane o malate. Ma ritengo che in Italia ci siano così tanti ciarlatani (i più pericolosi in passato sono stati medici) che i biologi “nutrizionisti” siano l’ultimo dei problemi e tutto sommato un’utile risorsa. E lo dico contro il mio interesse di medico dietologo.

    • Raffaella Pallavicini

      Scusate, ho una domanda: alla professione di nutrizionista, dopo l’esame di stato, possono accedere anche i laureati della facoltà di agraria, dopo aver conseguito una L.M. in scienze della nutrizione umana…questi nutrizionisti possono essere consultati e ritenuti professionisti?

    • Vorrei precisare che non tutti i biologi nutrizionisti iscritti all’albo hanno avuto un percorso di studi in biologia; io per esempio posso stilare diete in totale accordo con la legge ed il mio percorso di studi. Sono infatti una laureata in scienza della nutrizione. Inoltre vorrei ricordare che la figura del dietista altro non é che un laureato senza specializzazione (io biologa nutrizionista ho la specializzazione in scienza della nutrizione ed ho superato l’esame di stato per diventare biologa nutrizionista iscritta nella sez.a) che si iscrive all’albo nella sezione b e per tal motivo non può assolutamente stilare diete in autonomia; i dietisti che lo fanno agiscono contro la legge. In più vorrei ricordare che una volta iscritti all’albo noi biologi nutrizionisti abbiamo l’ obbligo di formazione continua; dobbiamo infatti nel corso di un anno accumulare un tot di crediti, chiamati Ecm, che vengono raggiunti seguendo corsi di aggiornamento, seminari e convegni. Quindi non é assolutamente vero che il termine nutrizionista si usa in modo generico, anzi é una delle poche figure, così come il dietologo, che per legge può lavorare in autonomia. Dire nutrizionista equivale a indicare un professionista specifico!! In più niente di più falso della mancanza di pratica, perché il suo aggiornamento e continuo e il mancato aggiornamento è motivo di esclusione dall’albo.

    • Massimo Carollo

      Mi spiace Teresa ma ti sbagli: il Dott.Pratesi ha spiegato bene che il nutrizionista non è una figura professionale ben precisa (non vi è una legge che ne descrive il profilo professionale) e per fare il lavoro di dietista non bisogna e non si può, ovviamente, essere iscritti all’albo dei biologi sezione b. Per essere dietista, bisogna aver consegito l’apposito esame di stato abilitante alla professione e non si è subordinati all’iscrizione di nessun albo. Inoltre, pare che un professionista che non sia nè medico nè dietista non possa nè prescrivere nè elaborare diete (ricordiamo che il biologo, a differenza di dietologo e dietista, NON è una professione sanitaria).

    • Lorella buzzarello

      Sono una farmacista e ritengo che una dieta per qualunque scopo sia fatta debba essere preceduta da una. valutazione del medico curante o specialista.purtroppo anche molti miei colleghi prescrivono e consegnano diete accompagnate da farmaci a volte pericolosi per la salute come ad esempio diuretici e ormoni tiroidei .la dieta va sempre vagliata dal medico il quale ha la responsabilità totale della salute del paziente

    • Ah Francè non t’allargà, molti medici non sanno cosa sia neanche legame idrogeno.

  3. “Il Biologo in possesso di laurea di cinque anni iscritto nella Sez.A dell’Ordine Nazionale dei Biologi può svolgere la professione di Biologo nutrizionista in totale autonomia e firmare diete e consulenze nutrizionali. Il Dietista è un professionista sanitario in possesso di laurea triennale (facoltà di medicina) che organizza e coordina le attività specifiche relative all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare; collabora con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico-sanitario del servizio di alimentazione; elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico e ne controlla l’accettabilità da parte del paziente; collabora con altre figure al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare (DM 2/4/01 MIUR – Suppl. Ord. alla G.U. n.128 del 5/6/2001, all.3, classe 3).”

  4. Parrucchiere che fanno test di intolleranza e in base al risultato rilasciano una dieta, estetiste che vendono prodotti tisanoreica alle loro clienti per raggiungere il più velocemente possibile il peso desiderato, ancora parrucchiere che vendono la caraffa per produrre acqua alcalina e nel loro salone bevi solo tisane da acqua alcalina, personal trainer che senza nessun titolo si spacciano per nutrizionisti e vendono vere e proprie diete e potrei continuare per ore a descrivere queste situazioni.
    Questi sono gli abusivi da combattere, attiviamoci contro questi soggetti.

  5. veramente scioccante che un biologo iscritto all’albo possa prescrivere diete senza avere alcuna conoscenza in campo alimentare.

    • Antonio Pratesi

      In effetti i potenziali biologi “nutrizionisti” che accedono all’esame di stato per l’iscrizione nella sezione A possono avere una laurea specialistica affine alla materia come quella in Scienze della nutrizione umana; però possono accedere allo stesso esame di stato anche biologi con laurea specialistica in Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio o in Biotecnologie industriali che nulla hanno a che vedere con la salute e la dietetica umana.

      Lo Stato italiano dovrebbe regolamentare in maniera più seria la materia permettendo di esercitare l’attività di nutrizionista solo ai biologi con un percorso di studi adeguato: 1) per tutelare la salute dei cittadini e 2) per tutelare i dietisti che sono gli unici professionisti (sanitari) preparati specificatamente in questo campo. I dietisti sono dei Super nutrizionisti.

  6. Credo in definitiva che non serva ne uno ne l’altro e ne l’altro ancora, se si è arrivati ad un peso spropositato è colpa delle abitudini alimentari sbagliate e questo parte dal nostro io, dall’interno, se non si cambia dall’interno non c’è dieta che tenga. RICORDIAMO IL SIGNIFICATO VERO DELLA PAROLA “DIETA” OSSIA “STILE DI VITA………..se non sbaglio è una parola greca. Correggere l’alimentazione è relativamente semplice, aumentare l’attività fisica pure tutto stá nella VOLONTÀ E NEL SUICIDIO DELLA PIGRIZIA. È ovvio che il mio discorso è valido solo per persone prive di patologie profonde ma non bisogna mai scordare che (NOI SIAMO CIÒ CHE MANGIAMO) -25kg in 8 mesi ho corretto l’alimentazione con intelligenza equilibrandola è mi sono riavvicinato al ciclismo, 48anni peso forma 75kg m1,80……………EXIPERTESO

    • Antonio Pratesi

      E’ vero! Lo stile di vita è la chiave del successo. I professionisti possono aiutare indicando la retta via cioè un modo sano di dimagrire. Ma spesso non basta.

      Ecco un esempio molto bello di una signora che ha perso 52 Kg in maniera sana senza dietologi o dietisti, ma con l’aiuto di persone che con lei condividevano lo stesso problema (gruppi di automutuoaiuto ). https://www.youtube.com/watch?v=2NsNuSDguuw

  7. IL sistema italiano anche in questo campo è assurdo. Possono prescrivere diete professionalità che non studiano nutrizione (tipo medici, i “nuovi” nutrizionisti e i biologi). Non possono farlo autonomamente i dietisti che studiano solo nutrizione e fanno tirocini in reparti o ambulatori sempre a contatto con pazienti. Se lo racconti all’estero non ci credono!

    • Antonio Pratesi

      Concordo! Quando ero in UK ho frequentato un nutritional team che gestiva tutte le nutrizioni artificiali di un ospedale (Aberdeen Royal Infirmary). Giravamo tutti i reparti. Solo il nutrition team decideva se il paziente doveva essere messo in nutrizione artificiale. In Italia sono i medici dei vari reparti che decidono (urologi, ginecologi, internisti, chirurghi e tante volte non in modo appropriato con spreco di enormi risorse). Quello che mi aveva colpito era che la dietista del team seguiva in maniera autonoma le nutrizioni enterali (con sondino) mentre il team discuteva solo le parenterali (nutrizione endovenosa).

      Basta leggere questo documento per capire il ruolo che hanno i dietisti in UK (possibilià di fare diagnosi e trattamenti in ambito nutrizionale, di somministrare ed aggiustare alcuni farmaci come l’insulina…) e il ruolo distinto che hanno invece i nutrizionisti.
      https://www.bda.uk.com/publications/dietitian_nutritionist.pdf

  8. Caro Pratesi mi spiace ma lei si sbaglia …innanzituto ebbene ribadire che in italia ciò che abilita un professionista a compiere determinati atti è la legge primaria diritto che si acquisisce con l iscrizione all ordine professionale e questo vale per tutte le professioni ordinistiche ..quindi anche lei pur essendo un dietologo può eseguire interventi di cardiochirurgia o ortopedia in libera professione in quanto e abilitato all esercizio dell professione medica (cosa che lascia terrorizzato anche a me ) il requisito della specializzazione post laurea e d obbligo solo se si lavora con il ssn ..quindi quello che lei riporta sui biologi i non e corretto in quanto contrasta con la normativa vigente …..inoltre sul punto si e gia espressa la corte costituzionale chiamata a pronunciarsi sulla leggitimita costituzionale dell art.3 della 396/67 in riferimento agli art 3 ,33 quinti comma della costituzione,a fronte della lamentata illegittima espansione della professione dei biologi in settori di competenza di altri professionisti dichiarando infondata la questione(sentenza n.345 21/07/1995) …le ricordo che il consiglio di stato con sentenza numero n.6394/05 ha affermato …che le competenze del biologo in campo nutrizionale afferiscono ad una serie di atti e attività, fra le quali: la prescrizione della dieta in funzione dei fabbisogni nutritivi e in funzione delle intolleranze alimentari, l’elaborazione di diete destinate sia a soggetti sani sia a soggetti cui è stata destinata una patologia; in ultimo la corte di cassazione con sentenza n.17378 16/04/2015 condanna un naturopata per abuso di professione di biologo in quanto prescriveva vere e proprie diete, come confermato dal rinvenimento di numerose schede pazienti e di specifiche prescrizioni alimentari. Ebbene tale attività – con la connessa precedente anamnesi e successivo controllo e misurazione dei risultati -, alla stregua del parere del Consiglio Superiore della sanità, è attività riservata al medico chirurgo nutrizionista e al biologo. Aggiungo che la prestazione del biologo al singolo e considerata prestazione sanitaria ..pertanto risulta essere esente iva e detraibile ai fini irpef al pari di quella di un medico…Da quanto esposto può notare che la professione di biologo in materia di nutrizione ha pieno riconoscimento tanto dalla legge primaria che dalla giurisprudenza e non spetta di certo alla fnomceo decidere se i biologi si possono occupare di nutrizione o meno ..poiche non gli compete ..le ricordo che l attività legislativa spetta al parlamento e non agli ordini pertanto la sua frase “Se gli Ordini dei Medici reputano che i biologi nutrizionisti non debbano lavorare” e totalmente priva di senso logico per le ragione di cui sopra .

    Per quanto riguarda il termine profili nutrizionali si riferisce alla composizione nutrizionale di un alimen- to o di una dieta.
    Il profilo nutrizionale di una dieta è un fattore determinante e importante per la salute e deve essere definito sulla base di raccomandazioni scientifiche riferite all’assunzione calorica e nutrizionale.
    Non si può elaborare/determinare una dieta senza valutare i bisogni energetici e nutritivi, sulla base dei quali si stabilisce il profilo nutrizionale otti- male individuale o per una collettività.

    • Purtroppo ti sbagli: “il dietista e’ l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, competente per tutte le attivita’ finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione ivi compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari” (DECRETO 14 settembre 1994, n. 744 ). L’Accordo Stato Regioni del febbraio 2013: “le attività di diagnosi, cura, assistenza, riabilitazione e prevenzione sono riservate alle PROFESSIONI SANITARIE” (Rep. Atti n. 47/CSR del 7 febbraio 2013). Il biologo NON è una professione sanitaria. Inoltre, per quanto riguarda l’abuso di professione che il biologo compie quando elabora diete, lo fa nei confronti del dietista (cfr il codice penale, abuso di esercizio di professione, quando cioè una figura compie attività che per legge spettano ad altre figure professionali). Per quanto riguarda le competenze in materia nutrizionale, se vogliamo, non c’è paragone fra Dietisti e Biologi. Ps. i profili nutrizionali hanno a che fare con le indicazioni in etichetta degli alimenti, come spiega il Dr. Pratesi. (http://www.efsa.europa.eu/it/node/913396)

    • e allora perché i dietisti non denunciano i biologi? semplicemente perché si prenderebbero una pernacchia, come è già successo

    • Massimo Carollo

      è una domanda interessante.. è da tenere conto che spesso i dietisti sono male informati circa i loro diritti e prerogative, comunque in genere vengono denunciati pochissimi o nessuno personal trainer, estetista, ecc., nonostante i vari abusi noti. Credo comunque in un futuro diverso, dove tutto sarà più chiaro. “come è già successo” non credo proprio, non ci sono precedenti.
      Aggiungo: organizzazioni nazionali importanti (e non mi riferisco ad Andid) si stanno muovendo per prendere posizione in materia.
      Aggiungo bis: se c’è una cosa che non capisco, è perché un biologo ed altre figure bramano la professione altrui in questo modo. Mi chiedo: prima di “nutrizione umana” hanno scelto biologia o altro, e non dietistica, perché la loro triennale prepara meglio in ambito nutrizionale (ed in questo caso mi chiedo come mai il cdl in dietistica non venga soppresso), oppure perché biologia o altre triennali sono a numero aperto e comunque più facilmente accessibili (ed in questo caso mi spiace per coloro che per diventare qualcuno preferiscono la strada più facile anziché la migliore)?

    • ah certo solo che i dietisti si iscrivono alla specialistica in scienze dell’alimentazione pur di diventare biologi e accedere all’albo che permette loro di prescrivere diete in autonomia, cosa che non potrebbero fare da dietisti… quindi nessun abuso. E ribadisco: nessuna associazione andid o chicchessia sarà in grado di cambiare le regole, metteteci una pietra sopra il biologo elabora diete dal 1967 voi siete arrivati dopo

    • Massimo Carollo

      Andrea, ti rispondo solo dicendo come dici tu “metteteci una pietra sopra”, che le regole son regole. Di certo “valutazione dei fabbisogni nutrizionali di uomini, animali e piante” non implica poter fare diete o addirittura prescriverle, come spesso date ad intendere (http://www.altalex.com/documents/news/2011/03/31/salute-tribunale-di-roma-solo-medico-puo-prescrivere-una-dieta). Io mi chiedo se sai cosa significa ed implica “prescrivere una dieta” dato che lo scrivi così liberamente. E mi chiedo anche perché un biologo che durante la triennale studia ecologia, botanica, piante e biologia marina dovrebbe voler prescrivere ed elaborare diete post-laurea, senza fare medicina o DIETistica. Ahhh, la crisi.. Il resto che scrivi sono non sequitur a cui ovviamente non rispondo

  9. Credo che molti che scrivono hanno le idee un po ‘ confuse sulla preparazione di un medico. Nel vecchio e nel nuovo ordinamento esami come clinica medica, patologia medica, tutti gli esami afferenti alla gastroenterologia, all’igiene, all’endocrinologia, prevedono tutti una profonda conoscenza dell’applicazione della dieta alle condizioni patologiche. Per non parlare della biochimica e della fisiologia. Poi una volta laureato il medico si specializza (altri 4 o 5 anni di studio dopo i 6 della facoltà) e specializzazioni come scienze dell’alimentazione, igiene, gastroenterologia, endocrinologia, medicina interna sono tutte specializzazioni dove la nutrizione umana si approfondisce e vi posso assicurare, anche parecchio. Poi ci sono master di primo e secondo livello, corsi di perfezionamento vari e tanti convegni ecm. È chiaro che i tuttologi non esistono, ma addirittura mettere in dubbio che un medico non abbia la capacità professionale per poter fare quello che è il proprio pane quotidiano, cioè visitare il paziente con problemi nutrizionali mi sembra troppo. Non è il camice bianco o il generico “dottore” che fa la differenza… personalmente ho visto una serie infinita di diete assurde prescritte da sedicenti nutrizionisti, che solo perché hanno un camice bianco in uno pseudo studio professionale, effettuano una attività molto lontana da quello che hanno effettivamente studiato…fino a quando i problemi si fanno più seri ed allora “è meglio consultare un medico”. Anche questo fa ridere se lo raccontiamo in giro in Europa…

    • Antonio Pratesi

      Attenzione, non ho detto che il medico non sa far diagnosi (anche in ambito nutrizionale) o terapia. Concordo con quanto detto sulla lunga ed articolata preparazione che ha. So bene quanto deve studiare per aggiornasi, io stesso sono un eterno studente.

      Per quanto riguarda le competenze in ambito dietetico confermo che i medici sono poco preparati. Potrei scrivere un libro in proposito citando un sacco di aneddoti e qualche studio in letteratura. E’ un problema strutturale all’interno dei corsi di studio delle università italiane e straniere. Provo a fare comunque qualche esempio.

      1) Ho frequentato un ambulatorio di alta specializzazione per il trattamento di gravi obesità ove si facevano delle visite collegiali. Era presente una dietista, diversi internisti MOLTO preparati (gestione del diabete, ipertensione, ipercolesterolemie, malattie endocrine ecc) ed un chirurgo bariatrico (per la chirurgia dell’obesità). Ebbene rimanendo a contatto per più tempo con i vari colleghi era emerso che il chirurgo stava provando la dieta Ducan per perdere un po’ di peso, mentre uno degli internisti stava lui stesso provando una “fad diet” (dieta alla moda).

      Che un medico segua la dieta Ducan la dice lunga sulla preparazione dietetica della categoria specie quando ci si interessa di obesità.

      2) Altro esempio: quanti anni sono che i medici continuano a ripetere che bere un bicchiere di vino rosso fa bene? Eppure un medico preparato sa da oltre 10 anni che è una favola priva di fondamento. (l’alcol etilico è uno stupefacente cancerogeno!)

      3) Se i medici fossero realmente competenti in dietetica ci sarebbe un’ondata di proteste ogni volta che Vespa tratta a Porta a Porta diete farlocche come la dieta dei gruppi sanguigni o la Ducan. Gli ordini dei medici dovrebbero indignarsi e protestare con la Rai. Invece nessuno dice nulla perché i medici in generale non hanno competenze di dietetica/nutrizione umana, cioè non hanno gli strumenti culturali per capire che quelle diete non andrebbero mai pubblicizzate alla TV.
      Per tutelare la salute dei cittadini.

    • Mai sentito parlare di Resveratrolo?

  10. Giuseppe Pastori

    Che l’Ordine dei Biologi tiri l’acqua a suo mulino ci può anche stare e che il sistema dei nutrizionisti sia inflazionato, specie da quando sono apparsi sul mercato organizzazioni o vere e proprie catene commerciali che ci propongono un loro metodo per dimagrire con supplemento di loro prodotti, è una verità.
    Che esercitino il ruolo di nutrizionista personaggi con laurea o praticantato similmedico non riconosciuta in Italia, che pure si appoggiano nell’esercizio della loro attività a studi medici e equiparati ma con direttore sanitario (che pure devono specificare che il loro esercizio non è un’attività medica), è un’altra verità.
    Però in Italia ci sono altri ordini professionali, che possono vantare il diritto di esercitare l’attività di nutrizionista, avendone titoli e competenze: i Tecnologi Alimentari.
    Questi hanno sicuramente più esami di tipo fisiologico e nutrizionale di qualunque biologo; ho pure ben presente che molti esperti della scienza dell’alimentazione e della nutrizione sia in campo italiano (vedi SINU e MinSan) che internazionale provengono dal corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari.
    Non intendo qui fare una polemica, anche perché la mia è attività in campo industriale e non nutrizionale, ma quanto meno il Fatto Alimentare dovrebbe fare più chiarezza.

    • Chiara Campanella

      Concordo col fatto che una disamina sui professionisti dell’alimentazione (e della sicurezza alimentare) non può non comprendere la figura del Tecnologo alimentare. A questo proposito riporto un estratto della Legge 18/01/1984 n° 59 che definisce le competenze del Tecnologo Alimentare e tra le altre elenca:
      […] lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la stima, la contabilità ed il collaudo, in collaborazione con altri professionisti, dei lavori necessari ai fini della pianificazione alimentare, con riguardo alla valutazione delle risorse esistenti, alla loro utilizzazione e alle esigenze alimentari e nutrizionali dei consumatori;
      lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la gestione, la contabilità ed il collaudo, in collaborazione con altri professionisti, dei lavori che attengono alla ristorazione collettiva in mense aziendali, mense pubbliche, mense ospedaliere e qualsivoglia tipo di servizio di mensa, e ristorazione;
      Il Tecnologo alimentare per il nostro ordinamento NON è un professionista sanitario così come NON lo è il Biologo e come tale non può trattare persone in stato patologico (diabetici, obesi, cardiopatici, celiaci ecc ecc.).
      Tuttavia nel suo piano di studi il Tecnologo alimentare annovera esami di biochimica, chimica, chimica e igiene degli alimenti, fisiologia e nutrizione ben più caratterizzanti l’ambito nutrizionale di quelli sostenuti per ottenere la laurea in Biologia.
      Ciononostante la legge italiana consente al Biologo di fregiarsi del titolo di Nutrizionista (con l’unico requisito di essere iscritto all’Ordine dei Biologi), mentre per il Tecnologo alimentare la laurea e l’iscrizione all’Ordine non sono sufficienti.
      Mi piacerebbe che le Istituzioni dessero una motivazione per questo trattamento iniquo e che la stampa facesse circolare corrette informazioni a riguardo.
      Il fatto che in Italia il corporativismo (ossia l’Ordine professionale che ha più potere e riesce ad esercitare maggiori pressioni) e non la coerenza e la tutela (reale) della salute del cittadino, dirigano l’approvazione delle leggi in una direzione piuttosto che in un’altra, è un’amaro dato di fatto, a cui nessuno ha interesse a porre rimedio.

    • Antonio Pratesi

      Nel mondo anglosassone la figura del nutrizionista è chiara e distinta rispetto al dietista che lavora a diretto contatto con l’individuo-paziente. Il nutrizionista lavora per l’industria, per i governi (ad es. per stilare le linee guida nazionali), o organizzazioni internazionali… Ad esempio ho conosciuto dei professori “nutritionist” consulenti della WHO (organizzazione mondiale della sanità) che seguivano le aree di crisi che si venivano a creare nel mondo in seguito a calamità naturali o guerre con enormi flussi di rifugiati in campi profughi. In quelle circostanze bisognava coordinare gli interventi per evitare la malnutrizione individuando carenze specifiche (in anticipo).

      In UK il nutrizionista di rado lavora a contatto con il singolo paziente all’interno del servizio sanitario nazionale e quando lo fa è supervisionato dal dietista. Questo documento spiega bene quali sono i compiti del dietista e del nutrizionista:
      https://www.bda.uk.com/publications/dietitian_nutritionist.pdf

      In Italia la situazione come si può vedere dai commenti è un po’ confusa.

  11. La mia sintesi è che paradossalmente, quando si va in erboristeria si sa bene di avere di fronte solo un erborista, ma quando si entra in uno studio medico, come avete ampiamente dimostrato e testimoniato, non si sa proprio con chi si ha a che fare, ma chiamandosi dottore ci si fida.
    Penso che l’ordine dei medici, prima di scatenare battaglie contro gli abusivi, debba prima guardare al proprio interno.

    • Antonio Pratesi

      E’ proprio vero, per questo dico di controllare se è medico, che specialità ha, se è dietista, se è biologo e che curriculum ha. Pensi che in una città del veneto ha operato per 10 anni un “nutrizionista” di grande successo che dicevano provenisse da una università a 200 km di distanza. Operava presso un ambulatorio di un medico che era completamente ignaro sui titoli formali di questo personaggio.

      Ebbene era un laureato in chimica e richiedeva gli esami ai medici di famiglia che tra l’altro gli inviavano anche i pazienti e le mogli, leggeva e interpretava anche gli esami del sangue, oltre a prescrivere le diete!

  12. Egr. Dott. Antonio Pratesi
    Sono laureato in Naturopatia, laurea conseguita in un paese Europeo ed ho conseguito una specializzazione in Operatore della Nutrizione rilasciato dalla Regione Veneto con validità Europea tradotto 4 lingue dove è scritto a chiare lettere che sono escluse dalla mia attività le diete per patologie metaboliche e che non posso operare nelle strutture sanitarie.
    La figura del Naturopata è riconosciuta in USA, Canada ecc. e come ben saprà la distinzione è ND (Natural Doctor) e MD (Medica Doctor)
    In Italia questa professione di Medicina Complementare (che dovrebbe essere di supporto al medicina allopatica) e chiamata Alternativa termine denigrante che la fa sentire “diversa” sia per chi la esercita che per chi la pratica.
    In Italia ho esercitato la mia professione per più di 10 anni e ho sempre avuto medici che hanno tentato in ogni modo di bloccare la mia professione, denunciandomi all’Ordine dei Medici per abuso di professione medica.
    Più di una volta, per queste denunce, ho avuto la visita dei carabinieri del NAS, ma purtroppo per l’Ordine dei Medici e per i medici che mi hanno denunciato, il giudici per le indagini preliminari hanno sempre riscontrato che avevo le qualifiche per operare non solo in italia, ma in tutta Europa.
    Oggi professo la mia professione lontano dall’Italia, dove sono riconosciuto per quello che sono e non perché sono iscritto ad una lobby di un Ordine
    Le Università e la Sanità italiane dovrebbero fare un suo salto di qualità, modernizzarsi ed uscire dal loro “provincialismo”, solo in questo non ci sarebbe più abusivismo e non solo queste tre figure professionali.

  13. Antonio Pratesi

    Rispondo a Raffaella Pallavicini riportando quanto mi ha scritto uno studente che frequentava il primo anno della L.M. in Alimentazione e Nutrizione Umana alla facoltà di Milano cui possono accedere studenti con un background culturale molto variegato (si veda http://www.agraria.unimi.it/K05/criteri_ammissione.pdf). Ecco cosa mi ha scritto:

    “Al corso di laurea magistrale in Scienze della nutrizione umana (il quale poi consente l’accesso all’esame di stato per biologo categoriaA) si possono iscrivere una svariata classe di lauree triennali. L’anno che ho frequentato il corso io, a Milano, più della metà degli studenti erano farmacisti, tecnici radiologi, assistenti sanitari, tecnologi alimentari, laureati in scienze della ristorazione, tecniche erboristiche, gastronomia mediterranea, sicurezza alimentare, igiene degli alimenti. Spesso questi presentavano grosse lacune in ambito biochimico e non solo, non colmate e non colmabili dagli esami presenti nel corso del biennio magistrale.
    Mi dispiace molto che sia così: i professori impostavano i corsi, purtroppo, ad un livello più basso. Io lo dico con dispiacere, non con arroganza: mi ero iscritto per aumentare le mie conoscenze, non per perdere un anno e criticare il corso.. Io son dell’idea che dovrebbe esserci un corso di laurea unico, di 5 anni, in questo modo sarebbe tutto migliore: professionisti più competenti, una sola figura professionale, ecc”…

    “Ho conosciuto anche radiologi e assistenti sanitari, anche se dal bando sembra siano esclusi..
    Il primo giorno di lezione la professoressa Casiraghi, direttrice del corso di laurea, ha spiegato che il Corso di laurea è nato per formare professionisti in ambito di promozione della salute. Credo che questo sia molto lontano da “elaborare diete per pazienti con patologie”, “eseguire consulenze nutrizionali”. In effetti, un corso di laurea biennale per formare farmacisti o tecnici erboristici in ambito nutrizionale trovo sia una qualifica utilissima, perché nel loro lavoro possono trovare molto utili le nozioni acquisite. Ma da questo a volersi sostituire alle figure del medico e del dietista esiste un abisso.

    Ah, il corso di laurea in nutrizione umana non ha frequenze obbligatorie nè particolari tirocini. Perciò, un qualunque professionista con una laurea scientifica può comodamente lavorare e studiare da casa, recandosi a Milano solamente per gli esami.”

  14. Cosa aspettano ad abolire gli ordini professionali? Sono associazioni che in realtà non garantiscono nessuna qualità del lavoro degli iscritti, difendono posizioni di monopolio o quasi e costano soldi ai loro iscritti. E lo dice uno che purtroppo è iscritto a un ordine professionale…

  15. Cari amici sono un Biologo Nutrizionista. In Italia, come anche all’estero ci sono le stesse figure professionali (ho un collega in america, lavora lì e guadagna solo 3 volte a noi, ma fa le stesse cose). I dietisti i medici e i biologi (Nutrizionisti tutti e tre) sono coloro che devono tutelare la salute nutrizionale dei cittadini/pazienti. Dobbiamo combattere, insieme, contro gli abusivi della professione non contro noi stessi perchè sebbene proveniamo da formazioni di base diverse esse sono inscindibili. Es. la biochimica, la biochimica clinica, la fisiologia, la fisiopatologia, la patologia, dietetica sono materie appartenenti alla biologia e alla medicina. La scienza dell’alimentazione è una scienza biomedica praticata da biologi e da medici in tutto il mondo! Attualmente sono all’istituto di fisiologia e nutrizione umana e mi sto ulteriormente perfezionando con medici e biologi e studiamo e lavoriamo insieme senza problemi; c’è il rigore scientifico dei biologi e la visione clinica dei medici e dunque un’ottima osmosi di crescita professionale e culturale. Dunque è il lavorare insieme che fa il valore aggiunto.

  16. Una sintesi che non emerge dalla discussione, è la distinzione netta tra scelta di stile di vita e dieta per patologie.
    – La dieta per patologie varie, è obbligatoriamente individuale e non generalizzabile, richiede diagnosi medica approfondita, terapie e prescrizioni dietetiche professionali (dietologo in Italia).
    – Uno stile di vita dietetico è generico e può essere filosofico, tradizionale, etico, religioso/spirituale, etnico, ecc…, ma non è mai patologico, se non sconfina nel fanatismo (in questo caso non serve il dietologo, ma lo psicanalista).
    La vegana, la macrobiotica, la paleolitica, la genetica dei gruppi sanguigni, ma anche la vegetariana, sono scelte di stili di vita, che hanno principi ispiratori che non hanno nulla a che vedere con il campo medico patologico individuale.
    Ecco perché la diatriba medica deve essere chiarita in ambito medico istituzionale, per non confondere ulteriormente l’argomento e le persone (dietologo, biologo, nutrizionista, tecnologo alimentare, naturopata, omeopata, psichiatra e perché no il dentista se medico).
    Poi tutto è criticabile, ma con le patologie (anche mentali) non si scherza e vanno affrontate con chiarezza ed uniformità d’intenti.

  17. Giuseppe Pastori

    Egr. Dott. Pratesi, concordo in tutto e per tutto con la distinzione che si fa tra nutrizionista e dietista se medico, ma la nota di fondo del suo articolo peccava comunque di scarsa informazione nel complesso della disciplina, da come viene gestita a livello accademico dal MIUR e da come determinati ordini ritengano esaustiva la loro professione per esercitare anche nell’ambito di nutrizione e di dietetica.
    Trattandosi questa disciplina di una specializzazione, anche un medico generico (o abilitato ad altro piuttosto che all’alimentazione) che non abbia fatto un percorso di specializzazione e pratica nell’esercizio di questa disciplina si troverebbe come un pesce fuor d’acqua nel dispensare consigli nutrizionali.
    Non è un caso che il MIUR abbia quindi definito di istituire una laurea Magistrale in scienza dell’alimentazione e della nutrizione, che è un percorso interdisciplinare della Facoltà di Agraria – la stessa che, almeno a Milano, istituisce quella Magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari e che tra l’altro è coordinata dagli stessi professori – con quella di Medicina.
    Non trovo nemmeno corretta la citazione dello studente L.M. del corso di Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione testé citato, in quanto fino a prova contraria l’accesso all’Università è garantito a diversi titoli di studio di scuola di secondo grado (quindi che ci sia qualcuno che ci studi con profitto e che venga, che ne so, da un titolo di geometra o dalla maturità classica scegliendo di fare poi medicina o fisica o agraria è del tutto secondario).
    Il problema di fondo è uno solo, ed è quasi esclusivamente di tipo politico, cioè la lobby di determinati ordini che impedisce che siano attuate scelte a favore di altri che abbiano uguali titoli per esercitare una determinata disciplina. Fermo restando che gli esami di tipo clinico e determinate patologie siano di esclusiva pertinenza del medico, ci sono molte altre figure professionali che possono avere diritto di esercitare l’attività di nutrizionista e dietologo.

  18. Caro Ezio E’ semplice, anche se siamo in Italia, capire che 3 sono le figure professionali che lavorano come Nutrizionisti, per Legge e per il Ministero della Salute.
    Nessuna filosofia e nessun dentista (se Medico è intuitivo vedere che curriculum abbia!).
    I Medici e i Biologi entrambi Nutrizionisti sono di base Laureati Magistrali, abilitati al rispettivo Ordine Professionale; alcuni hanno perfezionamenti, alcuni hanno la specializzazione in scienze dell’alimentazione, alcuni hanno un dottorato, altri possono avere entrambe le cose. Dunque puoi interagire con professionisti che al minimo hanno una laurea di 5 anni ( Biologi) o 6 anni (Medici), 10 o 11 anni , rispettivamente, se specializzati in scienze dell’alimentazione, fino ad arrivare a 12 e 13 anni se hanno anche un dottorato di ricerca.
    Il Biologo Nutrizionista si avvale sempre della diagnosi di un Medico in caso di patologia.
    Il Dietista ha una laurea triennale altamente specifica.
    Queste 3 professioni sono chiare nei loro ambiti professionali e si rispettano benissimo.
    La moda della dieta la puoi leggere anche on line o sui giornali e affidarsi ad un professionista serio (Medico, Biologo, Dietista Nutrizionisti) è una scelta del paziente. Costoro sono i legali, ma noi lottiamo contro l’abusivismo, insieme. Dunque lo stile di vita ( traduzione letterale del termine dieta) verrà perfettamente elaborata dai 3 chiari profili sotto controllo del medico curante, quando c’è patologia.

    • Il paziente che ha un disturbo fisico, metabolico e/o comportamentale, ha bisogno di una diagnosi medica e/o psicologica, prima di una dieta.
      Quindi in patologia serve un atto medico e la competizione tra diversi specialisti, più o meno abilitati, non aiuta il paziente.
      Per gli stili di vita, anche se riassumibili etimologicamente con il termine dieta, l’atto medico non c’entra ed il termine in questione non andrebbe usato ne abusato, perché genera solo confusione.
      Oggi tutto è dieta e tutti prescrivono diete a partire dall’inflazionata, ma sconosciuta e generica Dieta Mediterranea, sponsorizzata in tutto il mondo dai nostri dietologi più carismatici.
      Ma che c’azzecca con l’atto medico di cui parliamo?
      La prevenzione è invece un campo molto più esteso ed ampio e qui possono giocare numerosi attori e ricercatori, compresi gli stili di vita tradizionali, etnici, etici, religiosi, filosofici, ecc.., ma qui l’atto medico e le patologie c’entrano come i cavoli a merenda.

  19. Ezio, certamente la diagnosi medica o la visita dello psicologo sono fondamentali per il lavoro di un Nutrizionista. Per questo motivo è importante il lavoro in team e si spera che lo stato (poco ci credo) possa incoraggiare l’aggregazione tra professionisti della sanità per una migliore e fruttuosa collaborazione e servizio per i pazienti.

  20. ma perché non vi fidate di quello che scrive l’ordine dei medici stesso? medici e biologi prescrivono diete http://www.ordinemedicilatina.it/cassazione-penale-esercizio-abusivo-professione-medica-il-naturopata-non-puo-prescrivere-diete/