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“Giù le mani dalla salute”: ANDID contro Panzironi, le diete pericolose e le fake news. Intervenga il Ministero

dieteSempre più specialisti e associazioni di medici stanno prendendo posizione contro le false notizie e le diete pericolose diffuse da improvvisati “esperti” in nutrizione sui social e in tv. Si tratta di un problema serio visto che questi fantasiosi regimi alimentari sono proposti non solo per dimagrire, ma anche per “curare” le più disparate malattie: dall’Alzheimer alle malattie autoimmuni. Ad esempio in alcuni casi si propongono diete in grado di “curare” il diabete tipo 1 e di sospendere la cura insulinica, con conseguenze anche mortali (leggi articolo).

In questi giorni l’ADI ha preso posizione nei confronti del giornalista Adriano Panzironi che si presenta in tv come dispensatore di diete. Non si tratta del primo caso, già in passato l’Ordine dei medici aveva attaccato le teorie nutrizionali e le diete del farmacista Alberico Lemme (leggi articolo).

Adesso anche l’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID) ha preso posizione contro diete fasulle, fake news, informazioni pericolose e consigli miracolosi forniti da sedicenti esperti.

“Dopo l’ulteriore ed eclatante caso “del metodo Panzironi”, giornalista che dispensa consigli, alcuni dei quali ad alto tasso di pericolosità, in merito alla gestione della salute nutrizionale, in particolare connessa a specifiche patologie croniche, abbiamo il dovere di ricordare che nell’ambito della medicina e della nutrizione ciò che conta è l’evidenza scientifica: fatti, prove.” Sottolinea Ersilia Troiano, Presidente ANDID. In sintesi, bisogna avere cura della propria salute affidandosi a professionisti sanitari competenti e a strutture di riferimento, soprattutto quando si tratta di malattie croniche di gestione complessa, quali ad esempio il diabete.

“Quando al praticone di turno e agli “influencer” si aggiungono i nuovi “santoni” che, incuranti del significato profondo delle parole cura, salute e responsabilità, suggeriscono addirittura di sospendere terapie farmacologiche salvavita, come ad esempio l’insulina, restiamo basiti e profondamente indignati ma non disarmati perché crediamo che una comunicazione corretta e semplice possa aiutare i cittadini a districarsi nelle maglie di un sistema complesso e multidiretto come quello della salute e dell’alimentazione.

L’ANDID rivolge un appello al Ministero della salute e agli enti istituzionali preposti alla tutela della salute pubblica affinché intervengano con una strategia per aumentare la consapevolezza della popolazione e tutelare i cittadini da pericolosissime comunicazioni infondate che rappresentano dei veri e propri attacchi lesivi del diritto costituzionale alla salute.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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ANSISA contro le diete pericolose e le fake news. Le società scientifiche stanno prendendo posizione. Intervenga anche il Ministero della salute

Negli scorsi giorni Il Fatto Alimentare ha chiesto alle società scientifiche che si occupano di …

4 Commenti

  1. Più conoscenza e consapevolezza da parte dei cittadini per tutelare la propria salute deve essere uno dei principali obbiettivi del Ministero della Salute e va fatto adesso. La giungla delle diete pericolose del web va arginato perché è in corso un vero e proprio attacco alla salute dei cittadini che non sanno che gli unici professionisti abilitati alla prescrizione delle diete o piani alimentari personalizzati, in condizioni patologiche o non, sono i medici, i biologi nutrizionisti e i dietisti. Con la salute non si scherza ed è reato ma qua nessuno sembra pagare…

  2. Chi ha a cuore la salute delle persone, anche e soprattutto per ruolo professionale, dovrebbe battere un colpo anche nei riguardi della qualità e sicurezza degli alimenti che vengono propinati ai consumatori, prima che divengano pazienti patologici loro clienti.
    Perché della cenerentola della prevenzione pochi si occupano e spesso quei pochi finiscono per occupare spazi appartenenti ai professionisti abilitati, facendo danni di cui poi ci si lamenta e si condanna.
    Quindi invitiamo gli addetti ai lavori a non vivere di rendita della loro posizione, ma a farsi promotori d’iniziative preventive nei riguardi dello stile alimentare dei consumatori, avendo il coraggio quando serve, di prendere posizione ed esprimere dissenso per molti alimenti ed ingredienti squilibrati causanti gli stessi danni che poi attribuiamo anche ai falsi profeti della nutrizione.

    • Concordo con Ezio. La prevenzione ha vissuto una parentesi positiva negli anni ’70 e ’80 poi è tornata ad essere la più disconosciuta e misconosciuta di sempre. Lasciata al volontario, al medico attento, alle situazioni cliniche più delicate; e spesso in fasi in cui quella primaria, la più importante, non aveva più senso e per forza di cose si interveniva su situazione già avviate o conclamate. Fare prevenzione implica un insieme d’ingredienti che mal si conciliano con la nostra cultura e il nostro approccio economico: formazione degli operatori sia sui contenuti che sulle competenze comunicativo/educative, visione sul medio-lungo periodo, cultura dei servizi improntata alla pianificazione e al controllo di gestione delle attività. E poi l’orientamento della spesa sanitaria verso professionalità non sanitarie o comunque non solo mediche. Perchè una concezione della malattia basata concepita come continuum (ricordate la definizione di salute dell’OMS del secolo scorso? “… NON SOLO ASSENZA DI MALATTIA…”) non può prescindere da un intervento tecnico sì, ma pure culturale nel quale anche altri tecnici (educatori professionali, assistenti sanitari, sociologi, fisioterapisti, psicologi, infermieri, e potenzialmente ogni altra figura sociosanitaria, persino gli antropologi). Ricordate i medici scolastici? Erano sentinelle della prevenione nelle scuole, intorno a loro ruotavano gli interventi educativo-sanitari per la prevenzione dentale, della scoliosi, delle posture scorrette e persino del tabagismo e delle dipendenze. Oppure le operatrici dei consultori per l’infanzia che seguivano (non farmacologicamente) le mamme in difficoltà per le coliche del neonato o l’inversione del ritmo sonno-veglia? O l’educazione alla contraccezione per la prevenzione dell’I.G.V. (interruzione volontaria di gravidanza) fatta dagli operatori (ginecologi compresi) nei consultori familiari? Spesso interventi a basso costo, che implicano un costo formativo iniziale irriorio in confronto ai benefici, un vero e proprio investimento sulla salute. In Itala, peraltro, abbiamo una delle scuole più qualificate del mondo in educazione sanitaria e promozione della salute, dove grandi esperti e professori hanno insegnato e formato centinaia di italiani.
      Ma è storia, recente, ma storia …

  3. Beh, ma gli utenti che credono a tutto quanto viene propinato via TV o via assolutamente ridicoli, se non fosse internet? Possibile che non si facciano due domande? Hai voglia di formare la classe medica a dovere, se poi il primo Dukan che arriva riesce ad avere così tanto seguito. Ora arriva quest’altro a propagandare una dieta per vivere fino a non 100, ma addirittura 120 anni! La dieta del paleolitico! Assolutamente ridicolo, se non fosse tragico e pericoloso!

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