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Uno studio spagnolo assolve i fritti ma solo se scegliamo
ingredienti di qualità e si cucina con l’olio giusto. La tesi viene ripresa da Günther Karl Fuchs nel suo blog Papille Vagabonde, in
un articolo che vogliamo condividere.
Tutti sappiamo che gli alimenti fritti sono più calorici perché assorbono una considerevole quantità di olio utilizzato in cottura. Questo elemento associato ad un'alimentazione poco equilibrata e a poco movimento fisico, può diventare nel tempo un fattore di rischio per la salute.
Spesso si sconsiglia di consumare cibi fritti perché possono condurre all'aumento del colesterolo, della pressione sanguigna e dell'obesità con seri rischi cardiovascolari. Uno studio pubblicato su British Medical Journal e firmato dall'Università Autonoma di Madrid, sostiene che mangiare cibi fritti non è necessariamente negativo per la salute, a condizione di usare l'olio di oliva.
Per vedere se gli alimenti fritti sono dannosi, i ricercatori hanno monitorato per un periodo di undici anni la dieta di 48.000 adulti sani di età compresa tra 29 e 59 anni senza particolari patologie. Alla fine del monitoraggio il panorama era cambiato e si registravano 606 decessi e 1134 casi di problemi cardiovascolari.
Un accurato esame della dieta
e di come gli alimenti
venivano cucinati, non ha mostrato alcuna differenza tra le persone che mangiavano
frequentemente cibi fritti e le altre, abituate a consumarli saltuariamente. Non
sembrerebbe esserci alcuna relazione tra questa abitudine e gli attacchi di
cuore, almeno nel gruppo di rilevamento.
Gli autori hanno pubblicato la loro ricerca sul British Medical Journal, sottolienando il fatto che in Spagna si frigge con l'olio di oliva (qualche volta con olio di girasole), mentre in altri paesi come l'Inghilterra i famosi “fish and chips” utilizzano olio di palma o altre miscele di oli di semi.
Conclusione: gli alimenti fritti non vanno demonizzati. Carnevale viene una volta all'anno, si possono mangiare chiacchiere e frittelle senza troppi sensi di colpa, meglio però se cotte in olio di oliva. Nella dieta non c'è solo un problema di colesterolo, è importante valutare anche la qualità degli ingredienti, il cibo e il tipo di olio adoperato (meglio se con un alto punto di fumo e una buona composizione di acidi grassi), le modalità di cottura ma soprattutto la frequenza e la quantità di ciò che si mangia.
Qualcuno sostiene che e l'olio di oliva è molto più caro, ma non è vero. Nei supermercati si trovano oli di oliva a un prezzo leggermente superiore rispetto alle miscele di olio indicato appositamente per le fritture.
Per saperne di più:
| Tipo di olio | Punto di fumo | Acidi grassi polinsaturi per 100g |
Acidi grassi monoinsaturi | Acidi grassi saturi |
| Olio di girasole | 130 °C | 65 | 24 | 11,9 |
| Olio di arachide | 180 °C | 30 | 50 | 20 |
| Olio di oliva | 210 °C | 10 | 75 | 14 |
| Olio di palma raffinato | 240 °C | 8,3 | 41,6 | 45,3 |
Suggerimenti per una buona frittura:
- ridurre le dimensioni degli alimenti per abbreviare i tempi di cottura
- asciugare bene il cibo prima di immergerlo nell’olio
- non superare i 180°C
- evitare di cucinare cibi freddi o congelati, mglio tenerli qualche ora a temperatura ambiente
- mantenere costante la temperatura
- a fine cottura scolare bene il cibo e asciugarlo su carta assorbente
- salare e/o zuccherare solo alla fine
- non riutilizzate lo stesso olio per friggere
Günther Karl Fuchs (autore del blog: Papille Vagabonde)
Le chiacchiere sono i dolci di carnevale più diffusi, ma attenzione, perchè ci sono quelle "fritte" e quelle "cotte al forno", che nell'immaginario collettivo sono più “leggere”.
La realtà è un po' diversa, visto che tutte le chiacchiere vengono comunque fritte. Dopo questa prima fase alcune vengono anche passate al forno, per dare al dolce un gusto biscottato. Alla fine il sapore è diverso ma il contenuto di calorie risulta pressoché identico.
Per rendersi conto basta leggere le diciture sulle confezioni che in alcuni casi indicano chiaramente il doppio trattamento della lavorazione (vedi fotografia). "Chiacchiere: prodotto dolciario fritto e poi passato al forno"
Un aspetto poco considerato
riguarda il tipo di grassi
utilizzati per la frittura. Spesso si tratta di oli vegetali e di margarine
vegetali ricavate da grassi sconosciuti non indicati sull'e t ichetta (la legge
per il momento non lo prevede). In genere sono oli di mediocre qualità come quelli di palma, colza, e altri oli tropicali sconsigliati dai nutrizionisti. Per
rendersi conto della mediocre qualità basta ricordare che questi oli non sono venduti in bottiglia nei supermercati come avviene per gli altri.
Roberto La Pira
Foto: Photos.com




