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Casa Trendy: censurati i cartelloni pubblicitari a Palermo lesivi della dignità della donna

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Lo IAP ha censurato i cartelloni di Casa Trendy perché lesivi della dignità delle donne

Il messaggio pubblicitario “Tua moglie non sarà più la stessa perché la Spesa da noi vale Doppio”, diffuso poche settimane fa attraverso cartelloni affissi nella città di Palermo è stato censurato  dal Comitato di controllo dello Iap in palese violazione all’art. 10 (*) (Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona  del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

I cartelloni che promuovevano Casa Trendy (una catena di negozi di articoli per la casa che fa parte di Gamac Gorup insieme a Conad, Iperbimbo e Todis), accompagnavano il messaggio alla fotografia di una donna con trucco pesante e semivestita mentre si versava un bicchiere di vino seduta su un tavolo da cucina.

Side View Shot of Young Woman in Long Sleeves Silk Shirt, Shouting with Megaphone on an Abstract Background.
Lo IAP è sempre molto attento alle pubblicità che sviliscono la dignità femminile

Secondo il Comitato di Controllo, il messaggio propone una rappresentazione svilente della donna, in piena violazione dell’art. 10 del Codice. La figura femminile viene strumentalizzata al solo scopo di attirare l’attenzione dei passanti. In casi come questo, il corpo femminile viene esposto al pubblico senza collegamenti  legati al prodotto reclamizzato, ma solamente per richiamare l’attenzione. Questo genere di rappresentazione riduce la figura della donna a semplice oggetto e favorisce interpretazioni svilenti per la dignità.

(*) “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere”. 

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

  1. Da anni Saratoga propone un’immagine della donna come mero oggetto sessuale che nulla ha a che vedere con il prodotto pubblicizzato

  2. Non sono questi cartelloni che ledono la dignità della donna…ma i comportamenti quotidiani che ogni donna subisce per strada o in ufficio, anche il semplice stipendio che con mansioni uguali ancora nella maggior parte delle aziende tra donna e uomo è diverso. La dignità ci viene lesa quando nelle aziende ci “obbligano” in maniera subdola a non far figli perché altrimenti si rischia che dopo una maternità non ci sia più lo stesso posto di prima. Oppure quando ad un colloquio di lavoro quando “ti chiedono se hai figli e se penserai di averli a breve termine”. Oppure quando in ufficio non fai la “simpatica” con il tuo capo e rischi magari di subire mobbing per anni! Questi sono ATTI CHE LEDONO LA NOSTRA DIGNITA’!!!Per non parlare che al giorno d’oggi non si può uscire in minigonna senza che qualche uomo, sopratutto i nostri nuovi migranti, si permettono di fare commenti volgari e ad alta voce per strada. Queste e molte altre sono secondo me i comportamenti lesivi la DIGNITA’ della DONNA e non un cartellone per strada che mette in luce una femminilità meravigliosa di una donna tutte curve. Saluti!

    • Lucia Ballarin…concordo con te in tutto, tranne che il tuo giudizio su i “nuovi migranti”. La censura applicata in merito alla pubblicità è ipocrita in quanto perfettamente in linea con i costumi nazionali. Le lesività applicate alle donne sono ben altre e ben più gravi.

    • Grazie Roberto, felice che tu sia d’accordo con me su quasi tutto. Non concordo al 100% nemmeno con il mio compagno quindi con te, che non ti conosco, è già un buon risultato! 🙂 A parte la battuta, solo per dirti che ciascuno comunica ciò che vive sulla sua pelle senza pregiudizio e demagogia ma attraverso la realtà quotidiana. La realtà che vivo io ogni giorno rispetto ai “nuovi migranti” è sicuramente diversa rispetto a quella che vivrai tu! Io sono donna e tu uomo…inevitabilmente l’impatto sociale nel mondo è diverso. Grazie per la tua condivisione! Shalom!

    • Silvia Bonivento

      Silvia. E allora LUCIA basta a tutto! La pubblicità è uno degli strumenti, tra i tanti, ad educare anche i bambini, pensiamoci, alla donna “oggetto”, la donna che si propone al maschio senza ma e senza una sua dignità , senza privacy. No a tutto: mobbing sul posto del lavoro, molestie per strada e sul’autobus, contratti di lavoro che pretendono la rinuncia ai diritti femminili, anche la parità sessuale. Basta!

  3. Cara Lucia, sicuramente è come dici tu essendo probabilmente e sfortunatamente oggetto (che brutta parola) di commenti o giudizi altrui. Purtroppo il sessismo e la discriminazione è ancora presente in grande quantità nonostante i più reputano la nostra società progredita e moderna. Non è affatto così e la cronaca giornaliera riporta un brutto bollettino di crimini a sfondo sessuale o peggio derivato da incomprensioni domestische (altra brutta parola).
    Un caro saluto anche a te!

  4. Lucia ha ragioni da vendere…