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Bisfenolo A: interferente endocrino dannoso per la salute. Anche il nuovo Bps potrebbe avere gli stessi effetti. I risultati di due studi statunitensi

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In molti paesi è vietato l’utilizzo di Bisfenolo A in alcuni oggetti per l’alimentazione infantile

Il bisfenolo A (Bpa), già vietato in molti paesi in alcuni oggetti come quelli per l’alimentazione dei bambini in quanto interferente endocrino, favorirebbe, negli animali esposti nei primi giorni di vita, l’accumulo di grasso nel fegato nell’età adulta. E il suo sostituto più popolare, spesso utilizzato nei prodotti Bpa-free, il bisfenolo S o Bps, promuoverebbe lo sviluppo di cellule di tumore al seno. Questo è il quadro sconfortante emerso in due diversi studi presentati nei giorni scorsi al congresso della Endocrine society statunitense di Orlando, in Florida.

Nel primo i ricercatori del Baylor college of medicine di Houston, in Texas, hanno trattato i ratti molto piccoli con il Bpa o con una sostanza inerte in dosi basse e simili a quelle di una contaminazione ambientale nei primi cinque giorni di vita, cruciali per il completamento dello sviluppo del fegato. Quindi hanno esaminato il tessuto epatico degli stessi animali diventati adulti scoprendo che, in quelli trattati, una dieta ad alte dosi di grassi si traduce nell’accumulo degli stessi, nell’aumento del colesterolo totale e di quello cosiddetto cattivo (le Ldl), nonché nell’espressione di alcuni geni associati alle patologie del fegato: tutte caratteristiche che predispongono alla steatosi epatica non alcolica, cioè a una condizione grave che molto spesso prelude alla cirrosi; niente di simile si verifica nei ratti non esposti al Bpa nei primi giorni.

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Il Bisfenolo A è considerato un interferente endocrino

Nel secondo studio condotto dai ricercatori della University school of medicine di Rochester, cellule di tumore al seno positivo agli estrogeni sono state trattate con diverse dosi di Bps e con estradiolo, il principale estrogeno coinvolto nello sviluppo delle cellule stesse. Il risultato è stato che, rispetto a cellule non trattate, le prime sono cresciute molto di più già dopo 24 ore, e dopo sei giorni l’aumento rispetto ai controlli era del 12% alle dosi più basse e del 60% a quelle più alte. Ulteriori prove hanno confermato la pericolosità della proliferazione, dal momento che le cellule hanno mostrato tutti i caratteri di una spiccata malignità.

Anche se si tratta di studi su modelli, entrambi confermano quanto emerso negli ultimi anni: i bisfenoli sono dannosi per la salute, e i sostituti del Bpa non dovrebbero essere impiegati fino a quando non si avranno dati più completi sui loro possibili effetti, anche perché la struttura chimica è molto simile in tutti i membri della categoria, ed è quindi logico aspettarsi che lo siano anche le azioni sui sistemi biologici.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola

giornalista scientifica

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2 Commenti

  1. notizie dalla Lorenzin?

  2. La plastica, questa maledetta!
    Cosa aspettano a vietarla, e ad usare della plastica di derivazione bio, e magari vietare plastiche da lavorazioni chimiche petrolifere?