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Bisfenolo A: una petizione per segnalare la presenza in etichetta del pericoloso interferente endocrino. Lo fa già mezza Europa

Colored plastic tableware: bowls, forks, spoons on abstract green .
Il bisfenolo A è una sostanza chimica pericolosa contenuta in molti imballaggi alimentari e materiali plastici

Il bisfenolo A o BPA è un interferente endocrino in grado di alterare l’equilibrio ormonale e il metabolismo, utilizzato nei rivestimenti interni delle lattine di bibite e dei cibi in scatola. Questa sostanza può migrare in piccole quantità nel cibo, soprattutto quando si creano alcune condizioni (conservazione prolungata, alte temperature, alimenti con elevata presenza di grassi), mettendo a rischio la salute dei soggetti più vulnerabili come neonati, bambini e donne incinte. Secondo la legge europea, il bisfenolo A può essere usato per la produzione di imballaggi, articoli da cucina e materiali a contatto con alimenti (fino al 2011 era impiegato anche per la realizzazione di biberon), purché non vi sia una migrazione eccessiva (0,6 mg/kg di alimento).

In assenza di decisioni a livello europeo, e a fronte di diversi studi che suggeriscono l’esistenza di un collegamento tra l’aumento dei livelli di BPA nelle urine e la maggiore incidenza di gravi patologie (*), molti paesi hanno adottato delle restrizioni. Francia, Svezia, California, Austria, Belgio, Danimarca, oltre agli Stati Uniti, Canada e altre nazioni nel mondo hanno deciso di limitare l’esposizione dei consumatori, in virtù del principio di precauzione. In Francia per esempio è vietato o soggetto a forti restrizioni, in altri paesi viene indicata la presenza in etichetta ecc.

Mother Feeding Baby Boy In High Chair
La petizione chiede di segnalare in etichetta la presenza di BPA negli imballaggi di cibi e stoviglie per bambini

L’Italia non ha adottato misure restrittive e per questo i consumatori non possono sapere quali sono i prodotti senza bisfenolo A anche perché non esiste un sistema ufficiale in grado di certificarne l’assenza negli articoli in vendita.

Chiediamo alla Ministra della salute Beatrice Lorenzin un provvedimento legislativo per segnalare  sulle etichette dei prodotti e degli alimenti la presenza di bisfenolo A. Vogliamo che il consumatore sia libero di scegliere cosa acquistare, conscio della presenza di questa sostanza, perlomeno in articoli destinati all’alimentazione di bambini e negli imballaggi per alimenti destinati a neonati.

Firma la petizione: Bisfenolo A (BPA) in etichetta in imballaggi e articoli per la nutrizione di bambini.

(*) cardiopatie e diabete, difetti nello sviluppo del cervello dei bambini, danni al sistema nervoso centrale degli adulti e al sistema immunitario, maggior predisposizione al tumore della mammella

  Luca Foltran

Luca Foltran
esperto sicurezza dei materiali

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9 Commenti

  1. Ma il bisfenolo A non è stato sostituito con l’altrettanto periicoloso bisfenolo S??

  2. Quello che intendevo dire è che se il bisfenolo A (BPA) è sostituito con il bisfenolo S (BPS)…qual è il vantaggio? Secondo uno studio dell’Environ. Health Perspect. (http://ehp.niehs.nih.gov/1205826/) trattasi di una molecola che produce gli stessi identici effetti del BPA e,nei prodotti BPA free è presente proprio il BPS.

  3. Non so su quale base Lei affermi che il BPA sia stato sostituito con il BPS o che nei prodotti BPA free sia presente il BPS. Non mi risulta siano presenti studi in questo senso.
    Diversi Paesi europei e mondiali hanno messo al bando il BPA proprio perché, attualmente, vi sono diverse alternative che permettono di evitare questa sostanza.

    • La mia prima fonte è una puntata di report di qualche settimana fa…E’ dichiarato da uno dei produttori (se non ricordo male, penso sia facile recuperare tale puntata e controllare).Inoltre online si trova molto materiale che,ovviamente, deve essere accuratamente vagliato per stabilire se è effettivamente così (ovvero se il BPS sostituisce il BPA in ogni prodotto BPA-free). Sul fatto che il BPS sia tossico quanto il BPA non sembra esserci alcun dubbio.

  4. Non vedo ragione, da parte di un produttore, di affermare che il BPA (che fa male) è stato sostituito con BPS (che fa altrettanto male), se non quella di auto-danneggiarsi e danneggiare un intero settore di cui fa parte. Settore a cui invece gioverebbe confermare che esistono alternative ed impiegarle.

  5. Il solito problema che non si può lavorare solo con aria fresca. Anche se secondo l’EFSA il BPA non è pericolosa purchè assorbita nelle concentrazioni ammesse, si pone la domanda è con cosa viene sostituita. Il BPA ha una funzione tecnica che dovrà svolgere anche il sostituto. Di sostituto sappiamo ancora meno che non della sostanza originale sostituita.

    • Bisogna confrontarsi e sicuramente le alternative al BPA esistono. Purtroppo le competenze devono essere messe al servizio della ricerca non condizionate da interessi personali ma per il bene comune.
      Mi auguro che questo possa avvenire in tempi non molto lunghi. Tutelare la salute dei nostri bambini è sicuramente più importante che far arricchire qualche imprenditore.
      Non sono un addetto ai lavori ma spero che le persone preparate lavorino con questi principi.

  6. mi risulta che il BPA sia contenuto anche negli scontrini e in tutta la carta chimica: cose che molti di noi maneggiano ogni giorno e più volte, come i biglietti dei mezzi pubblici, treni, aerei, i biglietti per fare la coda in posta o al supermarket, eccetera. e questa sostanza migra facilmente se è posta a contatto con i grassi: pensiamo a chi maneggia queste cose con le mani “naturalmente sporche” o con le mani unte di crema, ipotesi tutt’altro che remota.
    Non sarebbe il caso di chiederne l’eliminazione?
    Domanda per i tecnici: in passato gli scontrini non erano fatti di carta chimica, mentre oggi sì. C’è un obbligo legale in tal senso? Non si potrebbe tornare alla normale carta?