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Arriva Nutella Bready il nuovo biscotto per la colazione del mattino (in vendita solo a Bari). Ma i grassi sono troppi e anche le calorie (96)

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Gli appassionati dovranno aspettare: Nutella Bready per adesso è venduta a Bari e in una regione della Francia

Per gli amanti della Nutella è in arrivo una novità che la Ferrero ha chiamato Nutella Bready. Si tratta di «una mini baguette farcita con la famosa crema alle nocciole» che Il Fatto Alimentare è in grado di presentare in anteprima assoluta, dato che si tratta di un prodotto su cui l’azienda sembra voler mantenere un certo riserbo. Il nuovo snack è stato annunciato  all’inizio di aprile dal presidente della Ferrero Francesco Paolo Fulci, sottolineando la necessità di «resistere alla crisi inventando prodotti sempre nuovi».   Il prodotto è composto da una sottile cialda ripiena di Nutella che si può consumare in due modi o tal quale  in versione croccante o inzuppata nel latte caldo o freddo.   Dal punto di vista nutrizionale si tratta di uno snack di piccole dimensioni, ma inevitabilmente molto calorico.  Un biscotto di Nutella Bready pesa meno di 20 grammi e ma contiene 96 calorie, essendo costituito quasi interamente dalla crema (76% del totale), avvolta in una cialda sottile di pane all’olio. La confezione è un sacchetto in cartoncino leggero con all’interno 8 pezzi incartati singolarmente.

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Nutella Bready pesa meno di 20 grammi, contiene 96 calorie ed è  una sorta di cialda di pane all’olio farcito

In sostanza, zuccheri e grassi rappresentano il 70% dell’apporto calorico complessivo. Lo snack è sicuramente goloso ma bisogna stare attenti alle calorie. Due pezzi di Nutella Bready – che secondo quanto scritto sulla  confezione rappresentano un esempio di colazione ideale – accompagnati da una tazza di latte e da un frutto – coprono il 18% della dose giornaliera raccomandata di zuccheri e di grassi saturi. Uno spuntino sicuramente goloso, ma meno equilibrato rispetto a una fetta di pane, meglio se integrale o comunque non all’olio, spalmato con una piccola dose di Nutella. Come al solito nell’elenco degli ingredienti, Ferrero non specifica qual è l’olio vegetale della crema, anche se è noto l’utilizzo massiccio di olio di palma. Purtroppo anche per l’olio vegetale del pane non viene specificata la tipologia.   Il particolare che non piacerà certo ai fans della crema è sapere che Nutella Bready non si trova sugli scaffali del supermercato dove facciamo abitualmente la spesa. Ferrero per il momento vende il prodotto solo a bari e nell’area circostante ad un prezzo orientativo di 2 euro. Secondo alcune notizie lo snack si trova anche in una regione della Francia. Per i più curiosi i punti vendita sono segnalati sul sito internet la nuova colazione.it dove si trovano anche alcune foto e la descrizione accurata del prodotto.

Paola Emilia Cicerone

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© Riproduzione riservata Foto: Lanuovacolazione.it

 

 

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14 Commenti

  1. M. hatto detto:

    Ma anche di prodotto ce n’era bisogno?
    Nessuna qualità e tanti grassi. Inoltre se abituiamo i giovanissimi a questi sapori, col cavolo che la mattina gradiscono pane e marmellata…

  2. Valter Sottile hatto detto:

    In risposta a M., ma secondo te c’è qualcuno che con il fucile puntato obbligherà a comprare questo prodotto? Io a colazione mangio quello che più mi piace, poi tanto sport, uso la bici per andare al lavoro… 9 km andata e 9 km il ritorno, in definitiva mangiamo in modo equilibrato e muoviamoci. Io mangio nutella da almeno 45 anni e sono in forma.
    Ciao.

  3. M. hatto detto:

    Ma no, certo nessuno la obbliga. Mi riferivo alla formazione del gusto nella prima infanzia.
    E’ davvero molto difficile tornare indietro a sapori meno standard ed omogenei, soprattutto con i bambini.
    Alcuni/e bimbi/e sostengono che sono più gustose le merendine o le torte confenzionate e disdegnano quelle fatte in casa -anche quelle con tanto burro!-.
    Ci è cascato anche mio figlio, si figuri, nonostante non siamo preda della pubblicità, non avendo la tv…

    • Alessandro hatto detto:

      99 su 100 una merenda fatta in casa è più sana di una “merendina” industriale. E’ altrettanto vero che spesso una merendina industriale può risultare più “buona”. A mio parere spesso si confondono i termini e si considera più buono ciò che è più sano. Non è necessariamente così: il concetto di buono è parecchio soggettivo, il concetto di sano lo è molto meno. E’ qui che a mio parere devono svolgere il loro ruolo le famiglie e le istituzioni: questi sfizi vanno concessi ogni tanto, non devono diventare la regola della colazione o della merenda. Come ho scritto anche nella discussione sul vasetto di Nutella da 1 kg, non ha senso aspettarsi che Ferrero o qualunque altra azienda si sostituisca ai genitori. Ad ognuno il suo ruolo e le sue responsabilità.

  4. Angela hatto detto:

    io questa merenda è già un mese che la vedo in vendita in un bar a Genova!

  5. Laura hatto detto:

    A me non sembra crema alle nocciole, direi ‘crema allo zucchero e olio vegetale, 13% di nocciole’. In Italia si indicano gli ingredienti a scalare.
    Prodotto perfettamente inutile.

    • Francesca hatto detto:

      Concordo completamente.
      Perchè la Ferrero non si INVENTA una versione di Nutella senza olio di palma e con molta più nocciola?
      Vanno tanto queste “green wash” dei brand, magari per una volta otterrebbero un prodotto meno criticabile e sano.
      Certo, alzandone il prezzo se necessario, ma con la distribuzione e gli impianti a disposizione dalla suddetta azienda i costi per convertire un impianto di produzione sarebbero DAVVERO tanto alti da incidere in modo così significativo?

      Io non credo.
      E probabilmente molti nuovi consumatori sarebbero invogliati all’acquisto della “nuova nutella”(e tra questi anche coloro che per questioni etiche/nutrizionali/vatelapesca, negli ultimi anni hanno completamente smesso di acquistarla).

    • Alessandro hatto detto:

      A tal proposito mi viene in mente un episodio relativo a Coca Cola che ho visto ieri in tv. Quando la Coca Cola negli USA è stata superata dalla Pepsi, negli anni ’80, i dirigenti pensarono bene di modificare la ricetta. Risultato: fallimento completo, tanto che sono dovuti ritornare alla versione precedente. Al di là del paragone, che ad alcuni potrà far storcere il naso, come ho già scritto nell’altra discussione: per quale motivo io, azienda a scopo di lucro che produce una crema spalmabile di successo, con caratteristiche ben riconosciute ed apprezzate da chi acquista dovrei cambiare ricetta? Non c’è un solo motivo ragionevole. Perchè non si riesce ad accettare che il gusto è soggettivo? Perchè non si può accettare che magari, chi apprezza il gusto di Nutella non è interessato ad una crema di nocciole che ne contiene 3 volte tanto? I discorsi sul gusto non hanno senso, mi spiace. Nutella vende perchè piace così. Possiamo discutere sugli aspetti nutrizionali di Nutella…quelli sono decisamente meno soggettivi. Ma non è Ferrero a doversene preoccupare, siamo noi consumatori che dobbiamo usare il cervello e fare acquisti e consumi consapevoli visto che abbiamo tutti i mezzi per poterlo fare. Quando e se Nutella non si venderà più e se davvero sarà a causa dei suoi valori nutrizionali, allora sì che Ferrero non esiterà a cambiare ricetta. O quando l’olio di palma sarà vietato…fino ad allora, Ferrero (e chiunque farebbe così, non siamo ipocriti) continuerà a produrre la sua crema come ha sempre fatto e i numeri continueranno a dargli ragione. Legittimamente tra l’altro.

  6. fulvio hatto detto:

    Premesso che concordo con M,Alessandro e Francesca, suggerisco che chi proprio vuole mantenersi su colazioni “industriali” perchè non scegliere invece la Crema Novi che contiene 3 volte il quantitativo di Nocciole ed il cui grasso è solo l’olio delle stesse senza il, giustamente tanto disprezzato, olio di palma:se ne avvantaggia la qualità, il gusto e meno calorie.
    fulvio

    • Alessandro hatto detto:

      Personalmente ho fatto e continuo a fare percorsi formativi sugli aspetti del gusto, corsi assaggiatori e quant’altro. Non mi ritengo uno sprovveduto, anche se di certo non posso ritenermi un esperto. Nonostante questo, per me il gusto di Nutella supera tutte le creme concorrenti (la crema di Novi, la nocciolata di Rigoni…). e le ho provate eh…Ci sono meno nocciole? c’è l’olio di palma? ok, indiscutibile. Ma altrettanto indiscutibilmente il mio palato me la fa preferire alle altre.
      Crema Novi = + qualità? non necessariamente, anzi, no, se ci atteniamo alla definizione di qualità di Juran ad esempio.
      Crema Novi = gusto migliore? per Fulvio sì, per me no. quindi anche questa affermazione non è oggettiva.
      Crema Novi = meno calorie? non ho l’etichetta sottomano, ma non fatico a pensare che sia così. Questo è un dato oggettivo e inconfutabile. L’unico direi. E con questo ritorno a quanto ho scritto sopra.

    • Valter Sottile hatto detto:

      Lavori alla Novi??

    • Alessandro hatto detto:

      No, perchè?

  7. Antonio hatto detto:

    Io consiglio anche la nocciolata di rigoni d’asiago .

  8. Monica hatto detto:

    Ma abbiamo davvero bisogno di uno snack confezionato di pane e nutella. Se facciamo colazione al bar un cornetto al cioccolato è sicuramente più buono. Se facciamo colazione a casa una fetta di pane con la nutella spalmata è sicuramente meglio. Questa necessità di avere sempre tutto a portata di mano e in piccole confezioni che non assicurano qualità e nutrizione, inquinano l’ambiente e sprecano un sacco di risorse mi sembra davvero immorale.