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Le diete "fai da te" non fanno dimagrire e possono essere rischiose. Dura condanna dall`Agenzia francese per la sicurezza alimentare

Le diete fai da te sono pericolose e prima o poi fanno riacquistare i chili persi, a volte con gli interessi. È questa una delle conclusioni espresse dagli esperti dell’Anses (l’Agenzia nazionale della sicurezza sanitaria dell’alimentazione francese), in un documento uscito all’inizio dell’estate, quando sulle riviste e nel web impazzano diete di ogni tipo, destinate alle molte persone che vogliono perdere qualche chilo.

 

L’Agenzia ha diffuso un comunicato in cui Irène Margaritis, capo dell’unità di valutazione dei rischi legati alla nutrizione dell’Anses, spiega perché queste diete non vanno prese alla leggera.

«Il sovrappeso e l’obesità sono un problema reale di salute pubblica – spiega l’esperta – che richiede il supporto di un operatore sanitario, e la dieta va fatta solo sotto la sua supervisione. Purtroppo siamo di fronte al paradosso che sempre più persone provano da sole a perdere peso senza alcuna indicazione medica, principalmente per motivi estetici.»

 

Spesso non si può neppure parlare di “chili di troppo”, visto che secondo una ricerca della stessa Agenzia francese, molte persone volontariamente a dieta non ne avrebbero bisogno. Si è dimostrato che oltre il 30% di donne con un peso “normale” e il 15% delle signore “magre”, erano a dieta durante l’inchiesta o ne avevano seguita una l’anno precedente. Recentemente lo studio Nutrinet ha dimostrato (prendendo come riferimento solo persone “normopeso”) che quasi due donne su tre intraprendono cure dimagranti mentre il 27% degli uomini afferma di voler perdere peso.

 

Purtroppo la riduzione ossessiva dei chili in eccesso viene portata avanti attraverso diete avvallate da personaggi famosi, quasi sempre sbilanciate e prive di fondamento scientifico. L’Anses ha indagato  sulle conseguenze di questi comportamenti, e ha cercato di capire se la gente nel periodo successivo si allontana da un’alimentazione equilibrata. Sono state individuate quindici tra le diete più diffuse e calcolando l’assunzione di nutrienti sono emersi squilibri nutrizionali e un insufficiente apporto di vitamine e sali minerali oltre all’eventuale sviluppo di patologie e disturbi psico-comportamentali.

 

«La  conclusione – continua Irène Margaritis – è che limitare la propria alimentazione, a volte drasticamente, per perdere peso è una decisione  rilevante. Lo studio evidenza gli effetti negativi di molte diete, soprattutto a carico di ossa, cuore e reni, così come disturbi psicologici, tra cui gravi turbe del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, …).

 

Ci sono numerosi studi scientifici che segnalano la possibilità, in seguito alle diete squilibrate, di modificare profondamente il metabolismo energetico. Questi cambiamenti sono spesso la causa di un circolo vizioso che vede in una fase successiva il recupero del peso, talvolta in misura maggiore (il famoso effetto yo-yo). Alcune conseguenze ricorrenti di queste diete basate su deprivazione ed esclusione, sono paradossalmente il recupero dei chili persi. Più si fanno le diete, più si favorisce l’aumento del peso.»

 

L’esperta non lascia spazio ai dubbi: le diete auto-imposte non fanno dimagrire, ma anzi potrebbero portare a sviluppare delle situazioni patologiche. Occorre quindi valutare in modo serio se e come intraprendere un percorso per perdere chili. «Per alcune situazioni (obesità, sovrappeso…) serve una diagnosi accurata delle cause fatta da un professionista che analizza il contesto, valuta il regime e definisce gli strumenti e gli obiettivi da raggiungere.

 

Per concludere l’Anses regala alcuni consigli, che forse non brillano per originalità, ma se messi in pratica, eviterebbero l’insorgenza di molti grattacapi.

«Nulla può sostituire un’alimentazione equilibrata e varia. La chiave per non prendere o ri-prendere chili è garantire un apporto energetico giornaliero non superiore a quello  necessario stando attenti ai segnali di fame e sazietà.

Infine, così come si presta attenzione alle abitudini alimentari, bisogna limitare la sedentarietà, privilegiare gli spostamenti a piedi o in bicicletta, e praticare regolarmente un’attività fisica piacevole».

 

Valeria Nardi

Foto: Photos.com

 

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