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Additivo alimentare non consentito in agente per il trattamento esterno dei formaggi proveniente dalla Spagna. Può lasciare residui sulle croste

formaggio
Un agente protettivo esterno per formaggi usato usato in Italia contiene pun additivo non autorizzato, scatta allerta al Rasff

Giunge notizia attraverso il sistema europeo di allerta alimentare rapido (Rasff) del ritiro di alcuni lotti di un agente protettivo esterno per formaggi proveniente dalla Spagna distribuito anche in Italia. L’allerta è legata alla presenza di un additivo alimentare non autorizzato, l’acido deidroacetico (DHA), nel Readom Alimentario S/S E-Pro Plus della Domca. La presenza di questa sostanza è il frutto di un grave errore in fase di produzione che va avanti dal mese di febbraio 2017. La contaminazione è stata scoperta dopo oltre tre mesi  in seguito  controlli interni realizzati dall’azienda.

L’additivo ( E256) viene utilizzato per prodotti a base di acidi grassi destinati al mercato asiatico, nordamericano e sudamericano, dove è ammesso l’uso alimentare. L’acido deidroacetico è una sostanza comunemente usata come conservante e antimicrobico, in prodotti come dentifrici e rivestimenti plastici per formaggi, ma anche come battericida post-raccolta per fragole e altri frutti. Negli ultimi anni il suo impiego è cresciuto nel settore della cosmesi biologica e dei detersivi ecologici, per la sua rapida biodegradabilità.

L’additivo può lasciare residui sulla crosta dei formaggi, che è comunque non edibile

Per l’azienda il rischio per la salute umana dovuto a questa contaminazione è molto basso: secondo le stime più pessimistiche, il DHA presente nel prodotto può lasciare un residuo sulla crosta dei formaggi di massimo 70 mg/kg, molto al di sotto dei livelli consentiti per l’uso alimentare in altri paesi. L’azienda ricorda anche che il prodotto è usato solo per formaggi con crosta non edibile. Resta, tuttavia, il dubbio se l’additivo sia in grado o meno di attraversare la crosta e contaminare la pasta del formaggio. Questa incertezza e alcuni effetti sulla salute riscontrati negli animali dopo un’esposizione prolungata al DHA sono alla base dell’allerta.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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