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I numeri dell’agricoltura biologica nel mondo: la mappa delle colture bio paese per paese in un’infografica di Valori

agricoltura verdura
Oltre 43 milioni di ettari di superficie agricola è dedicata a colture biologiche

Sono oltre 43 milioni gli ettari di coltivazioni biologiche in tutto il mondo, circa l’1% di tutti i terreni agricoli. Come riporta il periodico Valori con una semplice mappa, questi sono i numeri che emergono dall’ultimo rapporto congiunto di FiBL (Forschunginstitut für biologischen Landbau) e Ifoam (International federation of organic agriculture movements) sull’agricoltura biologica.

Da questi dati emerge che l’Australia, con il suoi oltre 17 milioni di ettari di campi bio, è il paese con la maggiore estensione seguita dall’Argentina, con più di 3 milioni ettari di colture, da Stati Uniti e Cina, ciascuna con oltre 2 milioni ettari. L’Italia occupa una buona posizione con i suoi 1.317.000 ettari inferiori a quelli della Spagna (1.610.000 ettari), ma superiori a Francia e Germania (1.061.000 ettari).

La classifica si ribalta se guardiamo i numeri da un altro punto di vista, quello degli ettari di coltivazioni bio in rapporto ai terreni agricoli del paese. In testa troviamo le Isole Falkland, dove il 36% delle colture sono biologiche, seguite dal piccolissimo Liechtenstein, dove con solo mille ettari coltivati a bio fa schizzare la percentuale al 31%, e dall’Austria (19%). Gli ettari dedicati all’agricoltura biologica in Italia sono il 10% del totale.

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mappa valori biologico

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5 Commenti

  1. perchè non viene citata l’India che è il paese che ha il maggior numero al mondo di coltivatori bio?

  2. Qualche errore di battuta.

    Gli ettari biologici in Italia nel 2014 in Australia non erano 17.000, ma 17.150.000 (anche se in prevalenza a pascolo per il bestiame), in Argentina non erano 3.000, ma 3.061.965, negli Stati Uniti si era sì sopra i 2.000 ettari, ma …molto sopra: 2.178.471 , mentre in Cina gli ettari erano 1.925.000.
    Gli ettari biologici in Italia erano non 1.317, ma 1.387.913, differenza nion dipoco conto: per capirci, solo gli ettari ad asparagi, carciofi e spinaci erano 1.438…

    I dati 2015 registrano un ulteriore sviluppo: gli ettari totali son passati a 1.429.579, che pesano per il 12% dell’intera superficie agricola nazionale, con una crescita di quasi di un punto percentuale.

    Chiave di lettura da tener presente: oltre che a un certo moderato aumento della sensibilità ambientale (e di tutela della propria salute) tra i produttori agricoli e a un costante aumento della domanda, lo sviluppo del numero di aziende biologiche e delle superfici in una certa parte dipende dai prezzi insostenibili che l’industria e la distribuzione impongono agli agricoltori convenzionali, prezzi che non coprono i costi di produzione (in particolare per cereali, latte, oli d’oliva, pomodoro da industria, ma si tratta solo dei casi più eclatanti, non è che per altre produzioni vada molto meglio) e li accompagnano inesorabilmente alla chiusura.
    Una certa parte delle new entries nel biologico è costituita da imprese che cercano di affrancarsi da un mercato convenzionale che li strozza e li scanna.
    Sono i risultati della ricerca del prodotto più low cost possibile, anche se i prezzi non sono assolutamente sostenibili da parte di chi i prodotti li fa: è una sanguinosa guerra tra poveracci.

    Non si può pretendere “prodotto italiano” senza esser disposti a pagare i costi che produrre in Italia comporta.
    Al censimento 1990 in Italia avevamo 3.023.344 aziende agricole, a quello 2010 ne avevamo 1.630.420: in vent’anni ne abbiamo perse un milione e quattrocentomila.
    Quello dei prezzi non è l’unico motivo (sarebbe un discorso lungo), ma se si fossero pagati prezzi equi (l’equo e solidale non può valere solo per i prodotti dei Paesi in via di sviluppo) in soli vent’anni non avrebbe chiuso i battenti un numero di agricoltori superiore a quello dei residenti del comune di Milano.

    Motivo per cui ragionamenti tipo “i prodotti biologici sono cari” van presi con pinze molto lunghe: sono i prezzi dei prodotti convenzionali a esser troppo bassi, al punto di strangolare gli agricoltori e a far loro chiudere baracca e burattini.

    .

    • Giulia Crepaldi

      Abbiamo provveduto a correggere gli errori nel testo.
      Grazie della segnalazione e degli interessanti spunti di riflessione.

  3. assolutamente d’accordo con Pinton.

  4. anche io sono d’accordo con il Sig. Pinton………..”gli altri prezzi sono troppo bassi” … ma è anche vero che “certi BIO” approfittano di tale “qualifica” anche quando c’è poco merito …..