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Etiopia: il land-grabbing avanza. Una petizione al presidente Obama. In attesa che anche l?UE faccia qualcosa

Prosegue la rapina delle terre in Etiopia. Ilfattoalimentare.it ne ha trattato anche di recente, riportando le ultime notizie di “Human Rights Watch“. Ci sono altre novità, e una piccola occasione per provare a reagire.

Il 27 gennaio lo Oakland Institute ha pubblicato un breve video (riportato in fondo a questo articolo) su quanto sta accadendo nella fertile regione di Gambella. In modo che tutti noi possiamo vedere i villaggi, i volti sorridenti dei bimbi che li abitano, la natura florida. E poi, tabula rasa. I villaggi sgomberati, le gigantesche ruspe degli investitori sauditi e indiani, le nuove dighe e i canali.

Lo Oakland Institute ha anche lanciato una petizione, rivolta sia al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che a Rajiv Shah, amministratore dell’Agenzia governativa USA incaricata agli aiuti internazionali (Usaid). Affinché si attivino per fermare la rapina delle terre in Etiopia.

Possiamo unirci anche noi a questo appello, attraverso questo link.

Chiediamo a nostra volta al Governo italiano, alla Commissione europea e ai nostri rappresentanti politici in Italia e in Europa di volersi occupare con urgenza delle gravi violazioni dei diritti umani che sono in corso in Etiopia. Verifichino quanto riportato da Human Rights Watch e dallo Oakland Institute in merito alle deportazioni e alle responsabilità del governo guidato da Meles Zenawi. Vogliano rintracciare l’effettiva destinazione dei circa 3 miliardi di dollari che ogni anno la comunità internazionale dona al governo etiope: assistenza ai bisognosi o deportazioni e repressione dei diritti umani?

Senza dimenticare infine le sorti degli svedesi Martin Schibbye, 31 anni, e Johan Persson, 28, i quali stanno scontando in Etiopia una condanna a 11 anni di prigione per avere commesso reato di “giornalismo”,  né quella del blogger Eskinder Nega, accusato di terrorismo per avere chiesto al governo di metter fine alle torture e riconoscere la libertà di stampa.

 

Dario Dongo

foto: Photos.com

Per maggiori informazioni

U.S. Ally Ethiopia is One of the Worst Human Rights Abusers

What’s He Got to Hide?

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