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Arriva l’acqua in bottiglia di vetro al supermercato. Le nuove minerali premium di Carrefour Selection e Unes Il Viaggiator Goloso dicono addio alla plastica

Dopo il ritorno del vuoto a rendere, spunta anche l’acqua minerale in bottiglia di vetro nei supermercati. A parlarne è un articolo di Retail Watch. A puntare sul vetro sono due catene, l’italiana Unes e la francese Carrefour, che hanno messo sul mercato due acque top gamma in bottiglia di vetro da 75 cc. Da Unes si potrà trovare l’acqua minerale di sorgente alpina a marchio Il Viaggiator Goloso a 0,85 euro, mentre quella di Carrefour, presentata al Salone dei fornitori Carrefour 2017, farà parte della linea top Selection.

È possibile che le due catene abbiano scelto di imbottigliare in vetro le acque vendute con i propri marchi di alta gamma semplicemente per valorizzare al meglio il prodotto. Tuttavia, in questo modo si contribuisce a togliere dal mercato parte dell’enorme quantità di bottiglie in Pet attualmente in circolazione.

In futuro, se i 12 mesi di sperimentazione del vuoto a rendere – inizialmente limitato a bar, ristoranti e altri luoghi di somministrazione di bevande al pubblico – saranno un successo, non si può escludere che il sistema verrà esteso anche a negozi e supermercati, dove i consumatori potranno restituire le bottiglie di vetro una volta svuotate. Questo modello è utilizzato con successo in Germania da oltre 10 anni, dove nei supermercati sono stati allestiti degli spazi appositi per la restituzione delle bottiglie – rigorosamente in vetro – vuote. In cambio il consumatore riceve un buono sconto o una promozione, come strumento per incentivare la restituzione dei vuoti.

Fonte immagini: Retail Watch

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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11 Commenti

  1. Certo che, però, finché ad essere imbottigliate nel vetro sono le acque minerali “top di gamma” (leggi “più costose” e, quindi, di nicchia), la rivoluzione sembra destinata a rimanere al palo!

    E poi mi chiedo: come fa ad esserci un’acqua “top di gamma”, adatta ad essere inclusa nei prodotti a marchio “Il Viaggiator Goloso”, quando un’acqua, per chiamarsi tale, deve avere semplicemente formula chimica H2O ?

    Cosa avrebbe di più un’acqua “top di gamma”, che le altre acque non hanno?

    Ha meno inquinanti? Ma dovrebbe essere così per tutte le acque! Qualcuno me lo può spiegare?

    O siamo arrivati al paradosso che anche la semplicissima acqua, se imbottigliata in una confezione di lusso, si trasforma e acquista, agli occhi del mercato consumistico, nuove proprietà che ne giustificano un alto prezzo?

    Mi ricorda un po’ la famosa “merda di artista” di Piero Manzoni, che ebbe la geniale trovata di inscatolare i propri escrementi e di venderli in scatolette di latta numerate e firmate come se fossero, per l’appunto, opere d’arte!

  2. in Canada, in tutti i supermercati da me frequentati, ci sono degli spazi dedicati alla restituzione dei vuoti (tutti i tipi di contenitori, carta, plastica e vetro) da parte dei consumatori dietro riconoscimento di piccoli compensi.

  3. Non c’è bisogno di andare molto lontano, nelle province di Trento e Bolzano, fino a prova contraria in Italia, non si è mai smesso di usare il vetro a rendere con restituzione della cauzione, sistema comunque usato ancora nella distribuzione delle bevande a domicilio, non vedo la novità e nemmeno la necessità di sperimentazione.

  4. Credo che questo tipo di “sperimentazione” debba essere la norma. Alla fine, si compra il contenuto, e non il contenitore. Sono del 76 e mi ricordo che da bambino c’era il vuoto a rendere sulle bottiglie di birra.
    Poi, con il sistema della cauzione (che so, un euro per la bottiglia o 50cts per il barattolo dello yogurt) sono incentivato a riportare indietro la bottiglia (o il barattolo). Ma posso anche occasionalmente tenermelo per riutilizzarlo a casa.
    Sempre meglio che pagare la bottiglia (o il vasetto di plastica), pagare le tasse per la rumenta, pagare una società che si faccia carico del risultato della differenziata, vendendoseli, e facendo profitto alle nostre spalle.

  5. In Germania non si riceve nessuna promo o sconto, ma semplicemente la macchina restituisce, sottoforma di scontrino, quello che inizialmente il consumatore aveva pagato per il contenitore.

  6. Queste acque rappresenteranno una quota del 0,00000001% del mercato.
    Non ci sarà nessun ritorno al vetro, la distribuzione non è più strutturata in termini di aree per la gestione dei vuoti ed essendo in forte crisi non ha nessuna intenzione di fare investimenti in tal senso, lo stesso dicasi per i produttori.

  7. biagio schiavone

    Sono d’accordo con And e aggiungo che questo dipende dalla volonta’ delle persone.Io in provincia di napoli compro da sempre la ferrarelle in cassetta da 12 bottiglie da un litro in vetro al costo di 3,30 euro a cassetta.Certo non la trovi nei centri commerciali,ma nei diffusissimi punti vendita fornite di quasi di tutte le bibite in commercio,sia in vetro che in plastica.

  8. Il problema è il peso. Qui da noi, nella Serenissima, fare la spesa è una prova di forza (in tutti i sensi), la spesa te la porti a mano, su, fino al terzo piano e non è sempre facile. Per il resto senz’altro il vetro è più igienico.

  9. ben vengano le sperimentazioni …. di solito sono i prodotti di punta..d’avanguardia e d’elite a fare da apri-strada …….fino a quando poi ..diventano…prodotti di massa
    la plastica è ..inquinante … e anche tanto..

  10. Se un cittadino lascia rifiuti abbandonati viene giustamente multato non solo pwer il decoro ma anche e soprattutto per la causa di inquinamento. La plastica “di consumo” è altamente inquinante e dovrebbe essere il legislatore ad impedire la produzione di contenitori e/o imballi inutili ed eccessivi ma…….

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