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Uova di Pasqua e Colombe: confronto prezzi da Ipercoop, Esselunga e Carrefour. Kinder Ferrero il più caro, ma si trovano offerte molto convenienti a metà prezzo

uova di Pasqua
Le uova di Pasqua e le colombe hanno una vita relativamente breve sugli scaffali

La Pasqua, dopo il Natale, è il secondo periodo dell’anno in cui gli assortimenti di supermercati e ipermercati introducono i prodotti da ricorrenza: principalmente colombe e uova di cioccolato. Abbiamo focalizzato l’attenzione sui prezzi e sulle offerte di alcune catene per cercare di capire quali sono le strategie di vendita di alimenti che hanno una vita relativamente breve sugli scaffali. In particolare si sono approfonditi i prezzi di colombe e uova di Pasqua di catene che effettuano anche vendita online: Esselunga, Carrefour e Ipercoop. Il primo è un negozio virtuale (Esselungaacasa.it) gli altri due sono collegati a un supermercato (Carrefour di Moncalieri) e un ipermercato (Ipercoop di Beinasco).

L’assortimento Esselungaacasa è il più essenziale: 19 colombe e 12 uova di Pasqua. Ipercoop ha il maggior numero di prodotti: 37 colombe e 55 uova, mentre Carrefour propone 28 colombe e 28 uova di cioccolato. I numeri sono indicativi, perché i consumatori possono trovare altre marche nei punti di vendita reali, ma servono per capire la dinamica dei prezzi e delle promozioni. Per questi prodotti di ricorrenza le offerte iniziano diverse settimane prima di Pasqua. Esselunga ad esempio propone sin da quando le uova e le colombe vengono esposte sugli scaffali, sconti vistosi (dal 10% al 50%) evidenziati da frasi come  “prezzi corti – prezzo scontato dal 24/2 al 30/6” e  altri vantaggi ai  possessori della Carta Fidelity. Anche Ipercoop presenta sconti per i soci dal 13 al 50%. Da Carrefour  le offerte sono per tutti i clienti e oscillano dal 10% al 38%.

Sono più spesso le uova di Pasqua ad essere in promozione rispetto alle colombe

Le uova di Pasqua in genere sono più soggette ad essere vendute con riduzioni di prezzo elevate rispetto alle colombe, forse per la  breve vita di scaffale (dopo le feste difficilmente si acquista cioccolato che ha comunque un prezzo  elevato anche considerando il regalo).  Alla fine il 50% delle uova vendute da Ipercoop, oltre il 60% di Carrefour e tutte quelle dell’assortimento Esselunga hanno listini ridotti.

La differenza di prezzo tra una marca e l’altra all’interno dello stesso punto di vendita sono davvero esagerate e difficili da giustificare come nel caso di  Kinder Gran Sorpresa Maxi , l’uovo più caro presente in tutti i supermercati che costa 65,41 €/kg  da Ipercoop e  Carrefour, mentre da Esselunga scende a 59,05.  Guardando il settore delle uova di cioccolato  dal prezzo più  conveniente troviamo Perugina al latte da 230g che costa solo 30  €/kg da Esselunga.  Carrefour invece propone  un uovo dal prezzo molto interessante di marca sconosciuta (11,48 €/kg) che costa l’80% in meno di Kinder Gran Sorpresa Maxi. Ipercoop vende l’uovo Le Margherite da 800 g al latte o fondente scontato addirittura del 50% che si compra a soli 6,24 €/kg. Interessante anche la proposta sempre di Carrefour a marca Walcor da 800 g di cioccolato extrafondente e decorato  a 11,48 €/kg.

La scelta dell’uovo  è  complessa perché non si capisce quali sono gli elementi che rendono il prodotto così costoso. In  alcuni casi può essere il regalo in altri gli ingredienti o l’incarto, in altri ancora la notorietà della marca e il prestigio che ne dovrebbe derivare quando si fa un regalo.

Le colombe vendute in promozione – con lo sconto – sono in percentuale di meno rispetto alle uova: da Ipercoop 1/5 delle confezioni è in offerta, da Carrefour sono circa 1/3,  mentre  Esselunga  ripropone la scelta fatta per le uova e vede tutte le colombe con uno sconto. La scelta più conveniente per chi deve comprare il dolce tipico di Pasqua è quella di orientarsi sui  prodotti con la marca del supermercato. La versione classica o senza canditi da 1 kg firmata da  Coop costa  2,99 €/kg, quella di Carrefour a 2,49 , mentre  Esselunga con il suo marchio  “Le Grazie” a 3,29. Anche alcune colombe di marca come Balocco e Maina hanno un prezzo piuttosto conveniente visto che costano 0,50 €/kg in più da Ipercoop e da Esselunga. Carrefour invece vende il dolce di Motta a un prezzo superiore di 1,50 €/kg rispetto a quello  firmato dalla catena.

Le colombe più care sono Galup Biologica da Ipercoop (18.53 €/kg), Tre Marie Colomba Noir da Carrefour che sfiora i 15 euro, mentre da Esselunga, in cima alla classifica, troviamo la marca Loison a quasi 17 euro per il formato da 350g. Differenze così esagerate (il dolce più economico costa 5 volte meno rispetto al più caro), non sono giustificate dalla qualità  del prodotto, ma alla  scelta dei supermercati di vendere alcune marche sottocosto. Il rischio è che un listino troppo conveniente può compromettere l’immagine del prodotto.

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  Valeria Torazza

Valeria Torazza
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2 Commenti

  1. Il confronto sui prezzi così come l’avete impostato è inutile. I vari Ipercoop appartengono a cooperative diverse con politiche di vendita diverse. Ad esempio Coop Alleanza 3.0, la principale catena italiana, ha scontato tutte le focacce e tutte le uova di qualsiasi marca e tipologia del 30%.
    Inoltre chiedersi cosa giustifica certe differenze di prezzo per prodotti di questo tipo ha poco senso. Tutti sanno che sulle uova Kinder si paga soprattutto la sorpresa e la pubblicità, mentre molti altri marchi, pur usando cioccolato di qualità superiore, costano molto meno perché non contengono sorprese di particolare valore e non fanno marketing martellante.

  2. Strategie commerciali della GDO impazzita, dove il valore della merce e dei marchi è svalutato a loro discrezione.
    Intollerabile guerra commerciale, che non ha nulla a che vedere con una sana e corretta concorrenza.
    Da una parte ricarica esageratamente prodotti mal pagati e dall’altra regala e costringe a regalarne altri, in barba al valore intrinseco dell’opera di chi l’ha prodotto.
    Queste politiche della GDO stanno distruggendo l’immagine ed il lavoro delle aziende e di tutti i lavoratori della filiera agroalimentare italiana e non solo.
    Tutti i produttori e fornitori delle grandi catene distributive dovrebbero fermare questa corsa al massacro commerciale.