Home / Archivio dei Tag: Garofalo

Archivio dei Tag: Garofalo

De Cecco la nostra pasta è fatta con grano italiano, francese, americano e australiano. Il messaggio scritto su una pagina pubblicitaria

De Cecco in una pagina pubblicitaria apparsa oggi sul Corriere della sera dice che “la vera pasta italiana merita i migliori grani“, precisa che “la materia prima italiana non basta” e per questo motivo i pastifici acquistano grano duro straniero.  Sì avete capito bene, una delle marche di pasta italiana più famosa nel mondo (da sempre in cima alla classifiche …

Continua »

GranoSalus, un’associazione sconosciuta, accusa Barilla, Voiello, De Cecco e altri marchi di produrre pasta contaminata. La questione diventa virale ma la notizia è inattendibile

Da due giorni  è diventata virale la notizia diffusa dall’associazione GranoSalus che accusa la pasta venduta da grandi marchi come Barilla, Voiello e De Cecco di essere contaminata da DON (micotossina), glifosato e cadmio. Ma c’è di più, secondo l’associazione la presenza di queste sostanze, oltre a portare alla luce un rischio per i cittadini, sarebbero la prova lampante che …

Continua »

Pasta Garofalo e Carrefour Selection, il produttore è lo stesso ma cambiano il prezzo e anche le miscele

Il parametro più importante sull’etichetta della pasta utile per valutare il livello qualitativo è il contenuto in proteine. Il valore è infatti direttamente correlato alla formazione del glutine e quindi alla tenuta in cottura. Di solito la pasta venduta con il marchio dei supermercati ha un contenuto proteico variabile dal 12,0 al 12,5%, in linea con il prodotto Barilla considerato …

Continua »

Guerra del grano: Coldiretti attacca l’import, ma senza grano estero addio pasta di qualità. Appello all’Aidepi per un’etichettatura d’origine

Proteste di Coldiretti in Puglia e in altre regioni contro il grano importato dall’estero e contro il prezzo troppo basso pagato alle aziende agricole italiane per il prodotto nazionale. Sono questi i titoli dei quotidiani, dei siti internet e dei telegiornali per raccontare l’ennesima protesta di lobby che fa capo a Coldiretti. Gli articoli riportavano la solita denuncia sul fatto …

Continua »

Coldiretti lancia la “Battaglia del Grano” contro la materia prima importata. Barilla, De Cecco, Rummo, Garofalo e le altre marche stanno a guardare

Blitz del Corpo Forestale al porto di Bari contro le navi colme di grano duro (importato) alla ricerca di micotossine. È il nuovo episodio della serie “Battaglia del grano” la telenovela del 21° secolo, girata in Puglia da Coldiretti dove si racconta la storia di un gruppo di volontari che cercano di respingere le navi nemiche. Purtroppo non è la …

Continua »

Senza la sede dello stabilimento in etichetta le produzioni italiane vengono trasferite più facilmente all’estero e si chiudono aziende. Ecco i nomi

L’indicazione in etichetta della sede dello stabilimento – un’informazione obbligatoria per i prodotti alimentari italiani dal febbraio 1992 al dicembre 2014 – deve ritornare perché svolge diverse funzioni. Ci siamo già soffermati sul ruolo di questa dicitura nella gestione delle crisi inerenti la sicurezza alimentare e abbiamo accennato a come le scelte d’acquisto da parte dei consumatori basate su questo …

Continua »

Sede dello stabilimento sull’etichetta: ping-pong tra ministri e nessuna soluzione. I consumatori non sono presi in considerazione

lente

Il Fatto Alimentare segue da tempo l’incresciosa vicenda della sede dello stabilimento, notizia obbligatoria per oltre vent’anni sulle etichette degli alimenti italiani venduti in Italia di cui il governo Renzi ha tuttavia fatto perdere traccia, omettendo la doverosa notifica della norma nazionale a Bruxelles prima dell’applicazione del regolamento UE 1169/2011. La storia continua, tra tante chiacchiere e pochi fatti.   …

Continua »

Farina Garofalo: un lettore chiede se la dicitura “senza additivi” è fuorviante. La risposta dell’azienda e la replica

Gentile Redazione ho un quesito in merito all’etichettatura del prodotto Farina Garofalo: faccio riferimento alle indicazioni sulla confezione  che dicono “senz’altro e senza additivi”. In base al Dlg 109/92  Art. 2. (Pubblicità)  comma  2: «L’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari, fatte salve le disposizioni applicabili alle acque minerali naturali e ai prodotti destinati a una alimentazione particolare, non …

Continua »

Spaghetti con pesticidi nei supermercati della Svizzera francese. Quattro le marche italiane su 15, e tre quelle svizzere. Nessuna confezione supera i limiti di legge. Bene i risultati per la pasta bio

Sette confezioni di spaghetti su quindici  acquistate in grandi supermercati e discount della Svizzera francese (Aldi, Lidl, Coop, Manor e Denner), contengono pesticidi, anche se in quantità inferiore rispetto ai limiti consentiti. Premesso che il gruppo di campioni comprendeva  spaghetti biologici che convenzionali,  il laboratorio ha riscontrato in sette marche di spaghetti una quantità di residui inferiore a quanto previsto …

Continua »

Origine della pasta: perchè non viene indicata chiaramente in etichetta? Le riposte di Barilla, De Cecco, Granoro, Divella, La Molisana, Garofalo

Qualche settimana fa  Il Fatto Alimentare ha inviato alle aziende produttrici di pasta (Barilla, Agnesi, De Cecco, Del Verde, La Molisana, Granoro, Garofalo, Divella, Armando) una lettera invitandole a riportare sull’etichetta la origine della pasta e a spiegare le motivazioni che spingono i pastifici più famosi a importare la materia prima da Stati Uniti, Canada, Francia… Una parte di consumatori …

Continua »

Pasta Granoro: l’azienda risponde ai dubbi sull’origine del grano e chiarisce il concetto di “made in Italy”

Il Fatto Alimentare ha invitato i grandi marchi di pasta Granoro, Barilla, Divella, De Cecco, Agnesi, La Molisana…a riportare sull’etichetta della pasta l’origine del grano duro,  anche se si tratta di un’indicazione non prevista. Per capire meglio la nostra istanza va ricordato che la legge permette ai produttori di riportare sulla confezione la frase “made in Italy”, perché la trasformazione del …

Continua »

Pasta italiana: Barilla spiega perchè sull’etichetta non compare l’indicazione sull’origine del grano. Il 20% è importato. Presto una soluzione?

Gli Italiani vogliono sapere da dove viene il grano utilizzato per produrre la pasta, considerata un prodotto simbolo del “made in Italy”. Quando si risponde che viene preparata con grano duro di ottima qualità importato da paesi come Francia, Canada, Stati Uniti… molti consumatori strabuzzano gli occhi, perchè pensano erroneamente che non sia di buona qualità. Se poi si aggiunge …

Continua »

Pasta italiana: perché l’origine del grano non compare in etichetta? Divella risponde al quesito posto da Il Fatto Alimentare

Il Fatto Alimentare ha invitato Barilla, Agnesi, De Cecco, Del Verde, La Molisana, Granoro, Garofalo e Divella a riportare sull’etichetta della pasta italiana l’origine del grano duro anche se si tratta di un’indicazione non prevista.  Per capire meglio la nostra richiesta va ricordato che la legge permette ai produttori di riportare sulla confezione la frase “made in Italy”, perché la …

Continua »

Pasta italiana: qual è l’origine del grano? Il Fatto Alimentare invita le aziende ad indicarla in etichetta. Richiesta inviata a Barilla, Agnesi, De Cecco, Del Verde, La Molisana, Granoro, Garofalo, Divella…

pasta

Le campagne portate avanti da Coldiretti e riprese in modo acritico dalla maggior parte dei giornali, hanno convinto milioni di persone che la pasta italiana fatta con grano coltivato nelle nostre regioni sia migliore. Anche il latte italiano dovrebbe essere più buono, come pure l’olio e altri prodotti  … Per questo motivo Coldiretti invita le aziende a scrivere in etichetta …

Continua »

In arrivo la pasta Barilla senza glutine: prezzo competitivo in offerta lancio

Anche Barilla ha deciso di inserire nell’assortimento  la pasta senza glutine. L’annuncio è stato dato in occasione del convegno “Celiachia: conoscerla per riconoscerla  anche a tavola”, dedicato a questa intolleranza alimentare che colpisce l’1% della popolazione italiana. Il dato ufficiale pare sia sottostimato: esiste infatti una realtà sommersa, legata anche ai tempi lunghi per la diagnosi (6 anni circa), che …

Continua »