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Archivio dei Tag: BRITISH MEDICAL JOURNAL

Microbi e alimentazione: tutti i segreti dei batteri che vivono nel nostro intestino e come variano in funzione della dieta. Gli additivi potrebbero creare problemi per la salute

Numerose ricerche hanno ormai dimostrato che il nostro organismo accoglie miliardi di batteri, che non sono semplici “ospiti” ma hanno un forte impatto sulla salute, anche in modi inaspettati. Si parla di solito di microbioma, o di microbiota. Quest’ultimo termine è più preciso quando si intende l’insieme dei microrganismi, mentre il microbioma indica piuttosto i geni (il genoma) degli organismi …

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Con la moda del “senza glutine”, ogni anno sei milioni di italiani sprecano 105 milioni di euro

Dilaga la moda dei cibi gluten-free, un mercato in continua crescita al ritmo del 27% l’anno, che in Italia vale 320 milioni di euro, ma solo 215 vengono spesi dai pazienti con diagnosi. Un prodotto su tre viene infatti acquistato da chi non è celiaco e pensa così di dimagrire o guadagnare benessere, ma è un falso mito: nessuna ricerca scientifica dimostra …

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Gluten free no grazie. Due nuovi studi evidenziano i rischi per la salute della dieta senza glutine per chi non è celiaco

Scegliere alimenti senza glutine in assenza di una diagnosi di celiachia accertata da medici specializzati non è consigliabile: può fare aumentare il rischio di obesità e patologie cardiovascolari, e più in generale può sottrarre nutrienti nobili alla dieta. In occasione della giornata mondiale della celiachia, in calendario per il 16 maggio, si moltiplicano gli appelli degli esperti per porre  freno alla …

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Sale: una riduzione del 10% conviene alla salute e all’economia. Secondo uno studio USA, sarebbe l’intervento più sostenibile per diminuire l’incidenza di molte patologie

Sale

C’è un’azione che, se messa in atto per i prossimi dieci anni, porterebbe a una diminuzione di migliaia di decessi e disabilità e  a un risparmio considerevole rispetto a qualunque altra misura: si tratta della riduzione del consumo di sale del 10%. A questa conclusione sono giunti gli esperti della Tufts University di Boston coordinati da Dariush Moffazarian, che da …

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Troppi grassi saturi fanno male. La conferma di uno studio durato 30 anni. Cosa è cambiato sostituendo l’olio di palma nei prodotti

brioche dolci

Un eccessivo consumo di acidi grassi saturi è un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cronico-degenerative. L’ennesima conferma a questa tesi ormai nota al grande pubblico, arriva da uno studio  durato trent’anni, pubblicato il 23 novembre sul British Medical Journal. I ricercatori della Harvard University di Boston hanno analizzato le abitudini alimentari dei partecipanti (73 mila donne e …

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Con le Olimpiadi si promuovono gli sport drink attraverso i bambini. Gli spot di Coca-Cola e PepsiCo

Quattro anni fa, in occasione delle Olimpiadi di Londra, la prestigiosa rivista medica British Medical Journal BMJ dedicò alcuni articoli agli sport drink, ricordando che l’evoluzione umana ha portato il nostro corpo a sapersi autoregolare attraverso la sensazione della sete e che non c’è necessità di regolare l’equilibrio dei liquidi momento per momento. Tuttavia, negli ultimi quarant’anni le strategie di marketing …

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La tassa sui cibi poco sani serve, anche se di pochi centesimi. Due studi spiegano le dinamiche delle scelte di acquisto delle fasce sociali più a rischio

Gli incentivi economici finalizzati all’acquisto di alimenti e bevande sane funzionano. Lo dimostrano due studi pubblicati in questi giorni, dai quali emerge che sia la fat tax (tassa sul grasso) entrata in vigore in Messico un paio di anni fa, sia una forma di incentivo  presente nel mercato statunitense, determinano in tempi breve un cambiamento sulle abitudini di acquisto favorendo …

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Le ricette proposte in tv sono quelle più caloriche. I piatti dei programmi televisivi sono peggiori rispetto ai piatti pronti in vendita al supermercato

Chi segue le trasmissioni televisive di cucina e poi prepara le ricette descritte in questi show pesa in media cinque chili in più. Alcuni ricercatori della statunitense Cornell University hanno seguito 501 donne tra i 20 e i 35 anni, analizzando la correlazione tra l’indice di massa corporea (BMI) e la fonte a cui s’ispiravano per la preparazione dei piatti. …

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EduSalt: l’educazione modifica le abitudini alimentari scorrette più di quanto possano fare divieti e restrizioni. Uno studio cinese sul consumo di sale

Per ridurre il consumo di sale a tutte le età, uno dei provvedimenti più utili è l’educazione, cioè la spiegazione dei benefici di un’alimentazione povera di sodio e del suo contrario. La cosa importante è evidenziare quali sono i rischi associati all’eccesso di sale sottolineati più volte dall’OMS e da molte autorità sanitarie nazionali. Un gruppo anglo-cinese, di ricercatori del …

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Multinazionali del cibo e scienziati: i finanziamenti delle aziende al mondo della ricerca scientifica potrebbero incidere sui risultati degli studi

Multinazionali del cibo e ricercatori sotto attacco. Nel mirino del British Medical Journal sono finite le commistioni tra le aziende e gli scienziati che si occupano di nutrizione umana e tutela della salute pubblica. Un rapporto che in Gran Bretagna durerebbe da almeno dieci anni, ponendo medici e nutrizionisti a stretto contatto con alcuni colossi di “Big Food”: da Coca-Cola (leggi …

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Stop alla vendita di alcolici sottocosto. La decisione del governo britannico è assolutamente insufficiente per contrastare l’alcolismo

La recente decisione del governo britannico di vietare la vendita di alcolici sottocosto avrà un impatto limitato sulla salute dei consumatori, soprattutto di quelli più a rischio. Secondo le previsioni il provvediemnto si i tradurrà in una riduzione dei decessi (14)  e dei ricoveri in ospedale ( 500) ogni anno. Più interessante sarebbe stato introdurre un prezzo minimo di 45 …

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Troppo sale in Italia: quasi il doppio di quello consigliato dall’OMS. Gli uomini ne consumano di più rispetto alle donne

La buona notizia è che, nel Regno Unito, il programma nazionale per la riduzione del consumo di sale avviato nel 2003 sta funzionando. Grazie a campagne pubbliche per promuovere la consapevolezza dei consumatori e ad accordi con le industrie alimentari per ridurre il contenuto di sale nei cibi pronti, in circa 10 anni il consumo quotidiano è diminuito del 15%, …

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La lobby delle bevande alcoliche condiziona il governo britannico. I retroscena di com’è stata affossata la proposta di un prezzo minimo per gli alcolici

In Gran Bretagna è scandalo per lo strapotere della lobby delle bevande alcoliche e della loro capacità di condizionamento del governo. La polemica è nata dopo la pubblicazione sul British Medical Journal di un’inchiesta che ha ricostruito l’affossamento da parte del governo Cameron, della proposta lanciata dallo stesso premier nel marzo 2012 di introdurre un prezzo minimo per ogni unità …

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La tassa sulle bevande zuccherate funziona, ma non bastano pochi centesimi a lattina, bisogna arrivare al 20%

Tassare le bevande dolci può essere uno strumento efficace per ridurne il consumo e contribuire al contenimento del sovrappeso e dell’obesità? Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford, in Gran Bretagna, la risposta è sì, ma solo se l’imposta risulta sufficientemente alta da scoraggiare i clienti.   Gli studiosi inglesi per verificare gli effetti di una tassazione del 20%, …

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Le relazioni pericolose fra energy drink e alcolici: la ricerca è spesso finanziata dalle aziende e i dati sui rischi sono ancora insufficienti

Un articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal lancia una nuova allerta sul consumo combinato di energy drink e alcolici e mette in guardia dai messaggi rassicuranti che deriverebbero da studi sponsorizzati dalle aziende produttrici. A dispetto di quanto dicono questi ultimi, un numero crescente di indagini epidemiologiche mostra che l’associazione fra i due tipi di bevande può spingere a …

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