I giorni scorsi alcune agenzie stampa hanno diramato la notizia in cui si diceva che la Commissione europea ha intenzione di eliminare lo zucchero dai succhi di frutta. Come al solito si tratta di notizie imprecise che creano solo confusione. La realtà è più articolata e anche più semplice.

Bisogna anzitutto chiarire che la direttiva attualmente in vigore riguarda solo due categorie:

il succo di frutta, ovvero il succo 100%: definito tecnicamente come “il prodotto fermentescibile ma nonfermentato, ottenuto dalla parte commestibile di frutta sana e matura, fresca o conservata mediante refrigerazione o congelamento, appartenente ad una o più specie e avente il colore, l’aroma e il gusto caratteristici dei succhi di frutta da cui proviene”, anche nelle ipotesi di “derivato da concentrato”, “concentrato”, “estratto con acqua”, “disidratato/in polvere”.

il nettare di frutta: in Italia è conosciuto con il nome di succo e polpa ed è ottenuto diluendo purea di frutta in acqua e zucchero come scritto nella normativa “prodotto fermentescibile ma non fermentato, ottenuto con l’aggiunta di acqua e di zuccheri e/o miele ai succhi e alla purea di frutta e/o alla purea di frutta concentrata e/o ad un miscuglio di questi prodotti” (* *).

La proposta della Commissione di vietare l’aggiunta di zuccheri ai succhi di frutta, sancisce quello che già avviene da anni, visto che i succhi “100%” non contengono zucchero (aggiunto).

La vera novità è l’aggiunta del “succo di pomodoro” (quello servito al bar per intenderci) nella categoria dei  “succhi di frutta”;

L’altra novità è la proposta di inserire sull’etichetta la dicitura “zuccherato” o “con zuccheri”, seguita dall’indicazione della quantità (calcolata in sostanza secca ed espressa in grammi per litro).

Viene spontaneo chiedersi qual è la necessità di  stigmatizzare la presenza di zuccheri nel nettare di pesca, o di albicocca, o di pera? Tutti sanno che i nettari di frutta sono ottenuti con acqua, purea di frutta e zucchero, come risulta dall’elenco degli ingredienti. Forse qualcuno ha mai creduto nella possibilità di realizzare un succo 100% albicocca? Oltretutto, quando il nuovo regolamento europeo sull’informazione al consumatore  verrà applicato, l’etichetta conterrà pure una tabella nutrizionale, composta da 8-10 elementi, e un’indicazione nutrizionale sintetica dove sarà indicato  l’apporto energetico di una porzione.

Abbiamo davvero bisogno di vedere accanto alla denominazione di vendita le parole “zuccherato- tenore massimo di zuccheri aggiunti …g/lt sostanza secca”? Sembra un “warning”, un messaggio di allerta. E se anche fosse una recrudescenza d’irrazionale ostilità verso il saccarosio, questo avviso dovrebbe riguardare  anche le altre bevande a base di frutta e gli stessi prodotti alimetnari che contengono zucchero. Al Parlamento europeo e al Consiglio ogni più attenta valutazione, nei mesi che verranno.

Per maggiori informazioni

http://ec.europa.eu/agriculture/newsroom/en/411.htm

www.codexalimentarius.net

(* *) Tali definizioni sono coerenti con le regole globali di settore, contenute nel c.d. “Codex Alimentarius General standard for fruit juices and nectars”. In sede di “Codex Alimentarius” i rappresentanti dei Paesi che aderiscono a FAO e OMS hanno infatti stabilito, per i più diffusi succhi e puree di frutta, gli standard qualitativi di riferimento. Attraverso la definizione, per ciascuno di essi, del valore Brix minimo: vale a dire, il contenuto minimo dei solidi solubili, espressi come g/100g di saccarosio. Questo valore assicura che il prodotto finito abbia caratteristiche analoghe a quelle di un succo ottenuto dalla spremitura diretta del frutto.

Dario Dongo

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