Nutrizione

Bambini obesi e sovrappeso: la soluzione potrebbe essere copiare la lotta al fumo, con tasse, divieti nella pubblicità e più pressioni sui genitori

Continua il dibattito sull’opportunità di tassare i cibi e le bevande ricchi di grassi, sali e zuccheri, ritenuti principali responsabili – insieme alla mancanza di attività fisica – dell’epidemia di obesità che si sta diffondendo tra i bambini europei.

Mentre alcuni stati hanno già adottato provvedimenti legislativi in questa direzione e il governo Monti ha di recente preso posizione in proposito, vari esperti in materia sanitaria invitano a considerare l’esempio positivo delle campagne antifumo, e a prendere in considerazione la possibilità di introdurre regimi fiscali più pesanti per combattere il sovrappeso giovanile. Attenzione: si parla di “tasse pesanti”, non lievi aggiustamenti di prezzo verso l’alto. 

Per chiarire i numeri dell’emergenza: già oggi circa 22 milioni di bambini nell’Unione europea sono in sovrappeso o obesi, e la crescita è di 400 mila neo-ciccioni all’anno, secondo la Commissione europea.

Un recente rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha mostrato che il 13,3% dei bambini dell’Ue tra gli 11 ei 15 anni sono sovrappeso o obesi, con un numero crescente di ragazzi in tutti i paesi. Un lieve calo si registra al momento solo per le ragazze in lieve calo in Irlanda e Gran Bretagna.

I funzionari europei, nel riconoscere la minaccia strisciante costituita dall’aumento costante dei problemi di peso nella popolazione, stanno appoggiando campagne ad hoc ed eventi che promuovano la cultura del mangiar sano. Ma secondo medici ed esperti di politiche sanitarie bisognerebbe fare di più: incrementando i programmi di educazione alimentare a scuola, e non solo.

E dunque: tassare i cibi ricchi di sale e zucchero così da aumentarne il prezzo in modo tale da scoraggiare il consumo; limitare la pubblicità del junk food; promuovere un’alimentazione sana e l’esercizio fisico. Il tutto al fine di sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica su un problema ancora sottovalutato che potrebbe anche avere pesanti effetti a lungo termine in termini di costi, per le patologie correlate al sovrappeso.

Se ne parla sul sito di informazione dell’Unione Europea EurActiv.com, che ospita il parere di Roberto Bertollini, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità nell’Ue. «È un problema molto importante rispetto alla salute futura della popolazione e per l’impatto che ciò potrebbe avere – e avrà – sulla sua sostenibilità futura per il sistema sanitario».

La campagna contro l’uso del tabacco – con l’effetto combinato di forti tasse (tutt’altro che simboliche!) sulle sigarette e di una severa legislazione sul divieto di pubblicizzare il fumo (anche attraverso forme di persuasione occulta: oggi nei film di Hollywood, per esempio, gli eroi positivi non fumano mai) offrono un modello valido per affrontare l’abuso di cibo.

Secondo Bertollini «La tassazione elevata delle sigarette è uno degli strumenti più efficaci per ridurre il fumo tra i giovani. L’Unione europea e gli stati membri, a loro volta, possono svolgere un ruolo importante nella regolamentazione del consumo, nelle tasse e nell’etichettatura dei cibi».  

La risposta dei produttori non si è fatta attendere: così, per esempio, FoodDrinkEurope, la federazione delle industrie alimentari e delle bevande, in un comunicato stampa ha detto che “non ci sono prove per dimostrare che misure fiscali, in particolare tasse discriminatorie, siano un approccio efficace per affrontare problemi complessi legati alla dieta e allo stile di vita.

Una tassa di salute pubblica sui prodotti alimentari finirebbe per colpire le fasce di popolazione più a basso reddito. Sarebbe un’imposta regressiva per sua natura: sono proprio le fasce di popolazione più disagiate che spendono la più larga parte del loro reddito per il cibo, rispetto a classi più agiate”.

Ma anche tra gli esperti non tutti sono d’accordo. Per Marcela Gonzalez-Gross, della facoltà di Fisica e scienze dello sport presso la Universidad Politécnica de Madrid, misure fiscali e politiche non sono necessariamente la risposta giusta a quella che lei descrive come una “crisi sanitaria”.

La docente, interpellata da EuraActiv.com, nota che negli Stati Uniti i tassi di obesità continuano a crescere, nonostante a livello locale siano state introdotte delle imposte sui cibi grassi e siano stati adottati provvedimenti per limitare il consumo di cibi salati, grassi e dolci, e bibite gasate nelle scuole. Senza contare che oltre il 33% degli americani sono obesi, contro il 10% degli europei.

Secondo Gonzalez-Gross, «Il messaggio dovrebbe piuttosto essere: chiediamoci dove abbiamo sbagliato». I genitori dovrebbero essere più attivi nello spingere i figli a stili di vita sani, nella dieta ma anche nell’esercizio fisico. A cominciare dal mattino, in casa: «Gli studi mostrano che i bambini che saltano la colazione tendono ad essere più grassi e hanno più problemi di salute. Eppure un quarto degli adolescenti europei va a a scuola senza aver fatto colazione, e il numero cresce all’aumentare dell’età. 

Il reddito familiare e il livello culturale dei genitori giocano un ruolo nelle abitudini alimentari ed esercizio fisico dei figli, e i problemi di peso e di salute tendono a presentarsi di più nelle famiglie svantaggiate.

C’è anche una differenza Europa del nord e del sud: oggi la percentuale di bambini obesi e in sovrappeso è più elevata nei paesi meridionali: in Spagna, per esempio, il numero di adolescenti con questi problemi è più che raddoppiato dal 1985 al 2002, arrivando al 33%», conclude Gonzalez-Gross.

Non è il caso di minimizzare, pensando che il sovrappeso infantile “passerà” con la crescita: secondo lo studio dell’Ocse, i ragazzini che ne soffrono hanno un rischio maggiore di continuare a essere obesi da adulti, sviluppare malattie cardiache e diabete, ma anche problemi di salute mentale, cancro, osteoartrite. Di avere quindi una ridotta qualità della vita. E anche una vita più breve.

 

Mariateresa Truncellito

foto: Photos.com

 

Per saperne di più:

European Commission: Combating Obesity in Europe 

World Health Organisation Obesity and overweight fact sheet

OECD Overweight and obesity among children

Centers for Disease Control and Prevention Overweight and Obesity 

FoodDrinkEurope Press release on additional, discriminatory taxation on food & drinks

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