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Usa, diminuisce il sodio negli alimenti confezionati ma è ancora troppo. Tra il 2000 e il 2014 una riduzione del 12%

sodioSecondo uno studio condotto da ricercatori della statunitense University of North Carolina, negli ultimi quindici anni il consumo di sodio contenuto negli alimenti confezionati negli Usa è diminuito significativamente, ma gli americani assumono ancora troppo sale. I ricercatori hanno studiato un campione nazionale di oltre 170.000 famiglie, aderenti al Nielsen Homescan Consumer Panel, che tra il 2000 e il 2014 hanno utilizzato uno scanner, per registrare attraverso il codice a barre tutti gli alimenti confezionati e le bevande acquistati al dettaglio.

Utilizzando i dati dell’etichetta nutrizionale di circa 1,5 milioni di prodotti, i ricercatori hanno rilevato che nell’intervallo considerato la quantità di sodio acquistata attraverso il cibo è diminuita di 396 mg/giorno. Durante lo stesso periodo, il contenuto di sodio nel complesso degli alimenti confezionati è diminuito del 12%, riducendo la presenza  in modo significativo in tutte le maggiori fonti di sodio.

Nonostante ciò, il 98% delle famiglie ha acquistato una quantità di alimenti e bevande con un’eccessiva densità di sodio. Secondo gli autori della ricerca, pubblicata dal Journal of the American Medical Association (JAMA) Internal Medicine, i dati dovrebbero indurre le industrie produttrici ad essere più attente alle quantità di  sale aggiunta negli alimenti confezionati e i consumatori dovrebbero ridurre ancora il sale nella dieta.

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  Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Il sale che fa male è uno dei tanti cavalli da battaglia della scienza nutrizionista degli anni 50 del secolo scorso, ripetuto sino allo sfinimento al punto da farlo diventare una verità assoluta, un pò come le uova che sono delle bombe di colesterolo dannosissime per il fegato e la salute.

    Ad esempio, si dice che il cloruro di sodio alzi la pressione: verissimo, peccato però che tutti, ma proprio tutti, si dimentichino sempre di mettere in cifre questo aumento. Ebbene, si parla di 5-7 mmHg! Cioè, se uno ha la massima a 120 (ottimale) può arrivare – e non è detto perchè non a tutti il sale fa questo effetto – a 127: trovatemi un medico che abbia qualcosa da ridire su di un simile valore.

    Qui uno studio: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1669188/

    Naturalmente per chi soffre di pressione alta ed è a rischio di malattie cardiovascolari questa variazione può fare grande differenza ma da qui a terrorizzare la popolazione umana nell’uso del sale ce ne passa di acqua sotto i ponti.. e comunque se uno ha la pressione a 200 anche se elimina il sale dalla dieta difficilmente scenderà di 80 mmHg

    Personalmente mangio salato senza tante remore: nei rari casi in cui esagero (magari non per colpa mia, tipo un piatto al ristorante) tutt’al più mi preparo una bella bottiglia d’acqua fresca da tenere accanto al letto perchè è tutto ciò che serve al corpo umano per neutralizzare la grande minaccia salina.

    Credo comunque che l’abuso del sale possa essere provocato dal modo in cui ognuno ne percepisce il sapore: prendendo come riferimento le bustine monodose che si trovano nelle mense o nei ristoranti io non riesco ad usarne più di metà ad ogni pasto (su alimenti ancora da salare tipo le verdure bollite) ma magari c’è chi, non sentendo il salato, usa una o più bustine alla volta, anche se li devo ancora vedere con i miei occhi.

    Come tutte le cose comunque l’abuso è sempre dannoso: mangiare tutti i giorni cibi salatissimi come patatine fritte o altro non fa certo bene ma il problema a quel punto risiederebbe nelle cattive abitudini alimentari prima ancora che nel sale.