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Alternative vegetariane: le novità presentate al Salone internazionale dell’alimentazione di Parigi. Hamburger e polpette vegetali vincono il premio per l’innovazione

citterio wuoi wurstel vegetali
Citterio ha presentato il nuovo wurstel vegetale alle verdure miste, dopo quello agli spinaci

Anche quest’anno le aziende del settore alimentare fanno a gara per presentare i nuovi prodotti al Salone internazionale dell’alimentazione di Parigi (Sial). Il dato certo è che continuano ad aumentare le proposte vegetariane e vegane, per soddisfare la crescente domanda di piatti con le proteine in grado di sostituire  quelle della carne. Se una volta si parlava solo di tofu e cotolette di soia come alternative vegetariane, oggi la scelta è sempre più ampia e creativa. Il sito specializzato Process Alimentaire ha raccolto 15 novità vegane e vegetariane in una galleria fotografica.

Tra le nuove proposte spiccano anche quelle di alcune aziende italiane, come Citterio che, dopo aver introdotto la prima versione vegetariana agli spinaci del würstel Wuoi?, ne presenta una seconda composta da un mix di “werdure”: entrambe le proposte sono a base di proteine vegetali e ricche di fibre. Oltre ai würstel vegetali ci sono anche i veg-affettati di Biolab, azienda specializzata in cotolette e hamburger, che presenta veg-speck, veg-bresaola e veg-cotto a fette di seitan in confezioni da 90 grammi.

fior di tofu sojasun
Sojasun ha presentato l’ultima proposta della sua gamma di sostituti dei formaggi: il fior di tofu, alternativa ai fiocchi di latte

Le aziende italiane non si sono concentrate solo su affettati e insaccati, ma anche sui sostituti dei formaggi, come Sojasun che ha portato al salone la versione vegetale dei fiocchi di latte: il fior di tofu, fiocchi di tofu fresco. Tra i prodotti  “classici” portati a Parigi dagli italiani troviamo le insalate pronte di Pedon, azienda specializzata in cereali, che lancia la nuova linea “0 Secondi” con forchetta, a base di riso accompagnato da quinoa, cereali integrali o fagioli e condimenti vari.

Negli ultimi tempi le aziende italiane hanno investito molto nello sviluppo di alternative vegetariane, ma non sono le uniche a presentare novità al Sial. Tra i sostituti della carne troviamo la soluzione creativa della tedesca Vegini, che ha presentato degli straccetti fatti con le proteine dei piselli in tre gusti: all’italiana, all’olio d’oliva e alle erbe aromatiche. AB Technologies, specializzata nelle alternative vegetali ai formaggi ha portato al salone i Végé Snacks: fettine a base di verdure come broccoli e carote da utilizzare nei sandwich e negli hamburger al posto del formaggio affettato.

hamburger polpette vegetali le boucher vert
Ici&Là vince il premio innovazione per la sua linea di hamburger e polpette di verdure e legumi

Come ogni anno, il salone ha premiato le novità più rilevanti e in questa edizione sono i prodotti vegetariani a occupare i posti sul podio. Ad aggiudicarsi il terzo posto sono i dessert a base di quinoa, mango e frutti assortiti presentati in confezione individuale con cucchiaino dalla società agricola peruviana Viru. Il secondo premio è stato assegnato agli champignon essicati in macinino, a vincere la medaglia d’oro è stata l’azienda francese Ici&Là con una ricca gamma di hamburger e polpette vegetali a base di verdure e legumi, chiamata, con molta ironia, “il macellaio verde”.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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6 Commenti

  1. Da tecnologo alimentare queste nuove idee mi incuriosiscono e interessano sempre (anche se amo troppo i piatti di carne per cui non credo consumerei mai uno di questi prodotti…)

    Però…senza voler far polemica, ma solo per curiosità, quello che non capisco (e che nessun vegetariano/vegano spiega mai) è perché con tutti gli ottimi piatti e ricette che si possono fare con la verdura, i legumi, etc… si debba cercare di consumare dei “surrogati” che simulano la carne nell’aspetto, nella consistenza, nel modo di preparazione.
    Sarà perché questo aiuta quei vegani/vegetariani che lo fanno per “moda” e non per una qualche scelta etico/salutista??

    E poi, dal punto di vista regolatorio: è corretto usare termini come “speck”, “wurstel”, “bresaola” o anche “burger” per queste tipologie di prodotti?

    • non sono vegetariano, ma limitando molto il consumo di carne, mi capita di scegliere con moderata frequenza queste alternative. ebbene, le scelgo perché nella forma e nella consistenza mi fanno credere di aver a che fare con un pezzo di carne, quindi, è come se crecassi di prendere in giro me stesso e far finta di poter soddisfare delle voglie mai sopite. ovviamente, mi rendo conto che carne non è ed in qualche modo ne sono contento.

  2. “perché con tutti gli ottimi piatti e ricette che si possono fare con la verdura, i legumi, etc… si debba cercare di consumare dei “surrogati” che simulano la carne nell’aspetto, nella consistenza, nel modo di preparazione”
    Mah, che simulano l’aspetto…a mio avviso una polpetta vegetale o un hamburger vegetale hanno quella forma per il tipo di preparazione, ma non per scimmiottare la controparte carnea…anche se li preparassi a casa li farei così, con quella forma… il vero-finto wurstel potrebbe essere un’idea carina per un hot-dog vegano. Anche in questo caso la forma sarebbe funzionale all’uso. Io non credo che ci sia per una sorta di frustrazione come se in realtà chi consuma questi prodotti volesse mangiare carne. Trovo invece che, se è vero che le abitudini alimentari stanno cambiando, il modello alimentare tradizionale ha sempre proposto finora piatti a base di carne e trovo naturale quindi che le alternative a questo modello vengano proposte sotto la stessa forma. Sono anche convinto che il “vegano” tipo non consuma questi prodotti…

  3. “Sono anche convinto che il “vegano” tipo non consuma questi prodotti…”

    Chi ha deciso di modificare le proprie abitudini lo ha fatto principalmente per una presa di coscienza il più possibile ricca di etica ed empatia. La moda, il trend ed altre fantomatiche creazioni di costume sono nate dal marketing che utilizza questa azione come pretesto per fare profitti. Il veganismo è una consapevolezza utile ad una migliore e più giusta convivenza collettiva, in primis il rispetto per gli Animali, e non si esclude che sia un concetto troppo avanti per l’attuale presente così materialista e consumista. C’è da sottolineare quindi il rifiuto totale di carne e derivati per il motivo su menzionato non contribuendo ai fatturati dell’industria zootecnica, anche perchè se ciò avvenisse sarebbe un gesto ipocrita molto contraddittorio.
    Che poi esistano persone che abbracciano questa nuova estensione degli assortimenti…è un altra questione che non riguarda nulla con l’etica. E in ogni caso le etichette è meglio lasciarle ai vari brand che utilizzano questa opzione per i loro interessi, la tipologia del consumatore vegano non esiste.

  4. Maurizio Rocchi

    In genere però questi prodotti contengono troppo sale

  5. Io credo che i prodotti menzionati siano utili soprattutto per chi desidera mangiare in modo alternativo alla carne, con lo stesso valore nutrizionale e soprattutto trovo siano utili quando si è di fretta e si ha poco tempo per cucinare.
    I bar e i locali di ristorazione dovrebbero utilizzare questi prodotti ! Quando si è fuori casa e si è costretti a mangiare un panino al volo…. questi prodotti andrebbero bene!