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Con la moda del “senza glutine”, ogni anno sei milioni di italiani sprecano 105 milioni di euro

È in continua crescita il mercato dei cibi senza glutine, soprattutto tra le persone non celiache

Dilaga la moda dei cibi gluten-free, un mercato in continua crescita al ritmo del 27% l’anno, che in Italia vale 320 milioni di euro, ma solo 215 vengono spesi dai pazienti con diagnosi. Un prodotto su tre viene infatti acquistato da chi non è celiaco e pensa così di dimagrire o guadagnare benessere, ma è un falso mito: nessuna ricerca scientifica dimostra i vantaggi per la salute erroneamente attribuiti alla dieta senza glutine per chi non è celiaco. Lo conferma anche uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal, secondo cui l’esclusione del glutine in chi non è celiaco non riduce il rischio cardiovascolare. Eppure, secondo un italiano su dieci la dieta gluten-free è più salutare, mentre tre su dieci ritengono che faccia dimagrire: “un equivoco pericoloso, che banalizza la malattia celiaca, che riguarda l’1% della popolazione, per la quale l’esclusione del glutine non è una scelta ma un vero e proprio salvavita”, afferma l’Associazione Italiana Celiachia (AIC).

Questa moda del gluten-free non è solo italiana, tanto è vero che il 10% dei cittadini europei segue una dieta totalmente, parzialmente o occasionalmente senza glutine, senza averne bisogno. Come sottolinea l’AIC, prima c’è stata la moda per il ‘biologico’, poi il ‘naturale’, quindi il ‘vegano’ e ora il ‘no-glutine’, un mercato in ascesa negli ultimi anni, con crescita di fatturato e proseliti spinti dalle celebrità. Gwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Kim Kardashian, Lady Gaga, con milioni di follower sui social, “diversissime fra loro ma accomunate dal pallino del gluten-free. Non sono celiache ma non portano in tavola nulla che contenga glutine, convinte di guadagnare così in salute e restare in forma più facilmente. Un equivoco, come dimostrano i dati scientifici più recenti, che l’appeal delle celebrità contribuisce non poco ad alimentare”, afferma l’AIC.

Sì è discusso anche di questo nella Settimana nazionale della celiachia, dedicata alla nutrizione e all’educazione alimentare per vivere al meglio una dieta che per i celiaci (in Italia sono 600 mila)  non è una scelta alimentare ma l’unica terapia possibile.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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21 Commenti

  1. No invece secondo voi è invece meglio abbuffarsi di glutine a pranzo e cena e diventare presto celiaci o intolleranti…..come sta succedendo a migliaia di Italiani

    • Celiaci si nasce, non si diventa. Le migliaia di italiani di cui parli seguono solo la moda del momento: oggi il male incarnato è il glutine, ieri era il latte, domani sarà qualcos’altro.

    • Ritengo che ci sia una parte di ragione in entrambi i commenti.
      Corretta la predisposizione genetica per l’intolleranza al glutine che può trasformarsi in celiachia con un consumo continuo e massiccio come avviene in Italia (pane, pasta, pizza).
      Quindi corretta l’opinione di Emiliano, se consideriamo la condizione delle persone predisposte geneticamente.
      L’errore sta sempre nelle generalizzazioni pro o contro, mentre un uso non eccessivo e continuo può proteggere tutti dallo sviluppare intolleranza; come del resto vale per qualsiasi altro alimento, latte e carne compresi.

  2. Negli anni ’30 il glutine era considerato indispensabile per la crescita dei bambini, tant’è che le industrie alimentari ne approfittarono per lanciare dei prodotti con una percentuale addizionale (pasta glutinata).

    A distanza di quasi un secolo la scienza ha fatto passi da gigante ma a quanto parte la maggior parte dei consumatori è ancora vittima del marketing.

    Segnalo a chi volesse documentarsi, un’importante e recente pubblicazione, citata anche su LeScienze http://www.lescienze.it/news/2017/04/07/news/origine_celiachia_virus-3485109/

  3. Per nulla affatto Ezio, un uso continuo del latte come dici tu non protegge tutti da sviluppare intolleranza al latte.
    Questo per il semplice motivo che il latte è un alimento che la natura predispone solo al cucciolo di animale , al bambino piccolo ma Non all Adulto per il quale è un alimento sbagliatissimo e contro natura.
    Infatti la natura stessa quando diventiamo adulti ci toglie la lattasi , l enzima che ci fa digerire il latte……ecco perchè la maggioranza degli adulti quando beve latte ha vari problemi che ben conosciamo….perchè il Latte è un alimento che non va consumato assolutamente da parte delle persone adulte.
    Dopo uno se non vuole seguire gli insegnamenti che la natura ci da è ben libero di farlo…… d altronde in passato abbiamo fatto anche mangiare le farine animali alle mucche con i bei risultati che abbiamo visto……

    • Sul sito AILII leggo questo invece: “si ritiene che l’ipolattasia nell’adulto sia una condizione primitiva, poi modificata dall’INTRODUZIONE dell’agricoltura e della pastorizia nel periodo neolitico. Non a caso, la persistenza di lattasi in ETA’ ADULTA (considerata in tal senso la “vera” anomalia) è tipica delle aree geografiche in cui si è sviluppata la pastorizia (come il Nord Europa); al contrario si registra un’elevata incidenza di INTOLLERANZA AL LATTOSIO nel Sud-est Asiatico e nel Sudafrica, aree in cui il consumo di latte è tradizionalmente ridotto o assente”. Quindi l’assunzione regolare di latte e derivati sembrerebbe proteggere dallo sviluppare l’intolleranza

  4. Emiliano mi sono espresso male usando la congiunzione sbagliata.
    Intendevo che un uso non eccessivo e non continuo…legando erroneamente le due condizioni con una e senza ripetere il non.
    Per l’intolleranza al lattosio c’è una predisposizione genetica individuale che arresta la produzione dell’enzima lattasi, ma non si trasforma quasi mai in allergia ed in Europa siamo più o meno al 50% d’intolleranti, mentre l’intolleranza al latte non è solo lattosio ma anche alla caseina bovina, che si può trasformare in allergia, ma qui non abbiamo dati certi, come anche per l’intolleranza al glutine, peraltro non ufficialmente riconosciuta.
    Per la carne le ultime evidenze scientifiche hanno dimostrato che un uso eccessivo e continuo, potrebbe essere potenzialmente cancerogeno, in particolare per la carne rossa e tutta quella conservata con conservanti pericolosi quali i nitriti e nitrati.

  5. Ben liberi di rifarvi a tutti gli studi che volete ma l evidenza è sotto gli occhi di tutti, la maggior parte degli adulti ha problemi gastrici con il latte , e in natura non esiste un solo animale che continua dopo la fase di cucciolo a bere latte…..io seguo a grandi linee gli insegnamenti che la natura ci da.
    Ricordo a titolo di esempio a chi ha la memoria corta che per anni l informazione scientifica pilotata dalle multinazionali del latte ci ha fatto bere per decenni lo yogurt magnificandone i grandi effetti dei fermenti che arrivavano a svolgere i loro effetti benefici nell intestino, per poi confessare qualche anno fa che invece i famosi fermenti non arrivano mai nell intestino perchè distrutti prima da succhi gastrici dello stomaco…..ricordo poi che gli ultimi studi affermano che latte e derivati non apportano calcio come ci hanno sempre detto …ma addirittura lo sottraggono alle nostre ossa, questo per ricordarvi quanto sia stata truffaldina l informazione scientifica fino ad ora….
    Comunque tornando all argomento celiachia il punto è che nel corso degli anni le Multinazionali del cibo hanno aumentato via via la percentuale di glutine nelle farine, ecco perchè ora questa esplosione di intolleranze e celiachie. Quindi se loro hanno aumentato la quantità di glutine è ovvio che noi per ristabilire un equilibrio o ne mangiamo meno o lo alterniamo con cibi con poco o nulla glutine.
    Io a casa la pasta me la faccio solo con la pasta di grano saraceno, zero glutine e tane proprietà nutrizionali in piu che la solita farina di frumento superraffinata si sogna…..tanto poi un po di glutine lo assumo con le altre cose che mangio fuori casa nell arco della giornata.
    Non mangio carne ma molta frutta, verdura fresca inframmezzata da semi di lino sesamo e noci .
    Non ho malattie di alcun tipo e la mia splendida forma fisca a 55 anni mi permette ancora di praticare 3 sport ai limiti dell estremo, la vita è fatta di scelte e per ora le mie verificate su me stesso mi stanno dando ragione…..d altrone il mondo è bello perchè è vario e alla fine uno raccoglie quello che ha seminato….
    Nella mia semina glutine carne latte e in genere tute le proteine animali quindi sono ridotti al lumicino….e i vantaggi li riscontro su me stesso……poi guardo i miei coetanei che si abbuffano di glutine e proteine animali e vedendo come sono ridotti……continuo a seguire con ancora più soddisfazione la dieta che mi sono autoconfezionato….

    • Se è per questo non esistono nemmeno altri animali che consumano cibi cotti o che sbucciano la frutta…
      In ogni caso ho semplicemente riportato quello che sostiene AILI che è l’associazione italiana latto-intolleranti. Se lei ha dati che sconfessano tale posizione ben vengano. “Dati” significa qualcosa di diverso da “io sto bene e i miei amici che si abbuffano di [inserire nome sostanza] no”…
      Detto questo, nessuno le impedisce di seguire la dieta che preferisce, ci mancherebbe.

  6. Caro Alessandro ti garantisco che è la realtà e l evidenza dei fatti che dicono dove sta la ragione……non gli studi di parte

    La natura stessa poi ci da molte indicazione di dove sta la ragione………la frutta va consumata con la buccia perchè in essa vi sono la maggior parte degli elemnti nutrizionali…..l uomo stupido la sbuccia per eliminare i contaminanti di cui lui stesso l ha riempita….e la cottura impoverisce ogni cibo delle vitamine e dei vari principi nutrizionali piu importanti.
    Non è che l Uomo come pensi tu è piu Intelligente della Natura perchè sbuccia la frutta e cuoce i cibi fino ad impoverirli di tutto…… va beh lasciamo stare
    Comunque se io ho una forma fisica invidiabile senza alcun tipo di malattia e chi si alimenta contrariamente a principi minimamente naturali è ridotto ad un rottame umano……forse , ma forse tutti quei bei Dati di cui parli …sono aria fritta……tu comunque da retta a quello che dice L AILI che ha sicuramente ragione al contrario della Natura….ciao

    • Se è la natura ad indicarci la via, credo sia il caso di ricordarle, Emiliano, che l’uomo (homo sapiens) è cacciatore e consumatore di carne fin dalle sue origini…quindi il comportamento “contro natura” semmai è proprio quello di privarsi della carne…

  7. AILI come ho scritto è l’associazione italiana latto-intolleranti, quindi sostiene posizioni vicine alle sue. Solo magari con qualche fondamento scientifico e statistico e non basate sulla percezione personale di un problema vero o presunto. Ma ripeto, ognuno è libero di mangiare come meglio crede. Anche le mia analisi sono invidiabili, ma è un dato che non fa statistica. Peraltro ci sono fior di centenari fumatori o bevitori accaniti eh…

  8. Vorrei ricordare a tutti, che se a scaffale oggi possiamo trovare prodotti senza glutine, è solo grazie alla legge n’278 del 2001 voluta fortemente dal ministro Umberto Veronesi, che tra le altre cose definiva l’erogazione dei buoni erogati dall’ASL di competenza. La legge regolamentava anche altre malattie e i prodotti acquistabili (attenzione, non ci si riferisce ai medicinali e basta); non più nella sola farmacia, ma anche nella Grande Distribuzione Organizzata. Il fatto che mi dà fastidio è che le varie tappe e conquiste fatte finora, dai celiaci, vengano banalizzate poichè chi acquista non nè ha nessun bisogno.

  9. No Ezio sei fuori strada, la celiachia non è il diabete di tipo due. Essere celiaci significa avere un “difetto”, una “particolarità” (chiamatela come volete) genetica per cui, in tali individui, anche una minima assunzione di cibo contenente glutine crea subito danni fin dal primo giorno di vita. Semmai esiste una certa individualità tra i vari celiaci alla quantità di danni prodotti, motivo per cui la malattia si palesa in modo più o meno marcato e in età più o meno avanzata ma prima o poi la ruota gira per tutti questi individui… Ribadisco: celiaci si nasce e mi spiace per chi afferma il contrario perché semplicemente non è informato

    Diverso è il discorso della presunta “sensibilità al glutine” sulla quale sinceramente preferisco non esprimermi: al momento non esistono abbastanza studi scientifici seri sull’argomento quindi è impossibile stabilire con un minimo di certezza se sia una vera condizione o il frutto di un po’ d’isteria di massa.

    Sorvolo anche sul latte perché non basterebbero due pagine per ribadire quante siano insensate la maggior parte delle critiche che vengono rivolte al latte vaccino. Comunque rido sempre sotto i baffi quando vedo i miei gatti mangiare allegramente latte vaccino (per la serie: “solo LI uomMini adulti bUevono il laTe vaccino quindi E contro naTTuraaaaa!!!) :)))))

    Emiliano: non ti è mai venuto almeno il sospetto che la tua condizione non sia determinata dall’astinenza dal glutine e dalla carne ma alla tripletta sport + alimentazione povera di grassi saturi (e probabilmente ipo/normocalorica) + biglietto vincente nella lotteria della genetica? Io per quasi quarant’anni non ho mangiato frutta, né verdura eppure faccio sport, sto benissimo, non ho malattie metaboliche e sto fisicamente meglio di molti altri miei coetanei, alcuni dei quali si sono anche ammalati di cose “serie”. Secondo il tuo stesso ragionamento devo quindi dedurre che mangiarne carne rossa fa bene mentre frutta e verdura fanno venire il cancro?
    La statistica questa sconosciuta!

    • Hai ripetuto esattamente quello che ho scritto nel mio commento e cioè che la celiachia è una predisposizione genetica.
      Mentre sul manifestarsi della patologia conclamata, che può avvenire a qualsiasi età, giocano molti fattori, quali lo sviluppo di un’autoimmunità, forti stress ed un consumo eccessivo e continuo di glutine.
      Esattamente come nello sviluppo del diabete, se al posto del glutine consideriamo gli zuccheri semplici.
      Ci sono poi la celiachia ed il diabete infantile conclamati, dove la patologia genetica è già manifestatamente autoimmune con distruzione dei villi intestinali nella celiachia, o delle cellule Beta del pancreas nel caso del diabete tipo1 insulino-dipendente.

  10. Emiliano, hai un concetto strano di “natura”, sembra che tu voglia negare quello che si chiama evoluzione.
    Ci sono voluti centinaia di migliaia di anni perché gli esseri umani imparassero a cuocere gli alimenti, guadagnandoci in termini di salute e digeribilità, evitando cosi’ infezioni batteriche, e parassitarie di vario genere anche a costo di una certa perdita di nutrienti.
    E’ vero che in natura gli umani adulti non consumavano latte, ma ciò vale fino a quando non hanno imparato ad allevare animali e a coltivare la la terra, cosa avvenuta qualche decina di migliaia di anni fa’,consentendo alla nostra specie di evolversi molto più rapidamente,rispetto a un sistema preistorico basato solo sulla caccia e la raccolta.
    Tu stesso dici che ,” la maggior parte degli adulti ha problemi gastrici con il latte “questo vuol dire che c’è una parte che non ha questi problemi, quindi dov’è l’essere “contro natura”?
    Complimenti per la forma fisica e la buona salute, dimostri di essere attento e accurato, ma non ti puoi confrontare con chi come tu dici ” ……poi guardo i miei coetanei che si abbuffano di glutine e proteine animali “….e aggiungo io fumano, bevono, e si ingozzano tutti i giorni ,magari senza fare un minimo di attività fisica. Dovresti confrontarti con chi, come te è attento alla propria salute e segue un’alimentazione sana, varia ed equilibrata, senza farsi trascinare da fondamentalismi di vario genere tanto di moda oggi.
    La natura non è fatta a misura degli esseri umani, tanto è vero che è piena di insidie di vario genere, erbe e piante velenose, tossiche,microrganismi nocivi,parassiti, e batteri, e virus presenti dappertutto, e alluvioni terremoti, lampi tuoni.
    E sta a noi cercare di gestire al meglio la nostra vita, facendo tesoro di quello che di buono ci dà la natura, la conoscenza l’esperienza, la cultura delle persone, anche quando a volte ci sembrano “contro natura”, ma che tali non sono dato che è la natura stessa che ci ha dotati dell’ intelligenza e della capacità di studiare di capire e di mettere in pratica i risultati di tutto ciò.
    Condivido quanto detto da MrAsd riguardo glutine/celiachia. Mi sembra di capire che non è il glutine che provoca la malattia, una persona celiaca rimane tale anche se in tutta la sua vita non ha mai ingerito glutine,un po come il Favismo chi ne è affetto è fabico indipendentemente che mangi o venga a contatto con le fave.

  11. fabrizio_caiofabricius

    Reovirus infection triggers inflammatory responses to dietary antigens and development of celiac disease
    Bouziat et al., Science 356, 44 –50 (2017) 7 April 2017

    1Department of Medicine, University of Chicago, Chicago, IL, USA. 2Committee on Immunology, University of Chicago, Chicago, IL, USA. 3Department of Pathology, Microbiology, and Immunology, Vanderbilt University Medical Center, Nashville, TN, USA. 4Elizabeth B. Lamb Center for Pediatric Research, Vanderbilt University Medical Center, Nashville, TN, USA. 5Department of Pediatrics, Vanderbilt University Medical Center, Nashville, TN, USA. 6Department of Translational Medical Sciences, Section of Pediatrics, University of Naples Federico II, and CeInGe–Biotecnologie Avanzate, Naples, Italy. 7Laboratory of Pediatrics, Division of Gastroenterology and Nutrition, Erasmus University Medical Center Rotterdam-Sophia Children’s Hospital, Rotterdam, Netherlands. 8Department of Chemistry, Stanford University, Stanford, CA, USA. 9Division of Gastroenterology, Department of Medicine, Gastrointestinal Unit and Center for the Study of Inflammatory Bowel Disease, Massachusetts General Hospital and Harvard Medical School, Boston, MA, USA. 10Broad Institute of MIT and Harvard University, Cambridge, MA, USA. 11University of Chicago Celiac Disease Center, University of Chicago, Chicago, IL, USA. 12Section of Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition, Department of Pediatrics, University of Chicago, Chicago, IL, USA. 13Department of Microbiology, Infectiology, and Immunology, University of Montreal, and the Centre Hospitalier Universitaire (CHU) Sainte-Justine Research Center, Montreal, Quebec, Canada. 14Department of Chemical Engineering, Stanford University, Stanford, CA, USA. 15Stanford ChEM-H, Stanford University, Stanford, California, USA. 16Department of Genetics, CHU Sainte-Justine Research Center, Montreal, Quebec, Canada. 17Center for Computational and Integrative Biology, Massachusetts General Hospital and Harvard Medical School, Boston, MA, USA. 18Department of Pediatrics, University of Pittsburgh School of Medicine, Pittsburgh, PA, USA. 19Department of Microbiology and Molecular Genetics, University of Pittsburgh School of Medicine, Pittsburgh, PA, USA. 20Department of Pathology, University of Chicago, Chicago, IL, USA.

    Loro (i perfidi scienziati un po’ da tutto il mondo) o micuggino, noto runner dopolavorista campione condominiale, che l’ha sentito a Striscia ?

    Che sia provocata da un virus o meno, comunque la Celiachia non è aumentata (stabile all’1%) mentre sono aumentati enormemente gli acquisti per modaioli pastrocchi insalubri e costosi gluten-free

    (Time Trends in the Prevalence of Celiac Disease and Gluten-Free Diet in the US Population: Results From the National Health and Nutrition Examination Surveys 2009-2014
    JAMA Internal Medicine Published online September 6, 2016)

    Bene, continuiamo a farci del male…
    La paventata diminuzione della sanissima pasta con proteine naturali, primo cibo dell’uomo neolitico che smise per questo di essere cacciatore ( leggi GLUTINE , ajoòòò) a favore di costosi pastrocchi modaioli è ormai un tristissimo dato statistico
    http://www.ilfattoalimentare.it/consumo-di-pasta-analisi-mintel.html
    che ridurrà le opportunità di uno dei pochi vanti dell’agricoltura meridionale e dell’ immagine internazionale dell’agroalimentare italiano

    Però, ma sottovoce prego, resistono i Legumi…
    Eh si, ancora nessuna star hollywoodiana annoiata o star giornalistica aizzaforcajoli si è ricordata che gli ancor uniformemente acclamati baccelli possono essere fonte di gravi reazioni autoimmuni, ben più serie di quelle per cui il grano ormai è schifato anche dalla pubblicità dello spaventapasseri che scappa . Qualcuno si ricorda del favismo o del latirismo ?

    Tutti i cibi possono creare problemi più o meno gravi anche se non contaminati : oltre ai legumi, basta ricordare le patate inverdite, il basilico , il prezzemolo…a volte è colpa del cibo a volte di enzimi assenti o modificati con mutazioni nei secoli per proteggersi da patologie più gravi (malaria o favismo, non a caso diffuso in Sardegna?)

    Le nostre care trisavole della mezzaluna fertile 10 000 anni fa ne provarono molte per far smettere gli ingrifati coniugi di correre dietro a mammuth e rinoceronti. Ma alle piante non è detto che piaccia essere mangiate (se ne facciano una ragione i vegani) e prima di selezionare quelle poche decine di specie commestibili (ma non sempre e non da tutti) chissà quanti esperimenti andati a male per avvelenamenti e intossicazioni varie…poverette.

    E quindi LODE immensa al farro erede primigenio del grano, dal cui primigenio addomesticamento oggi deriva gran parte del nostro benessere e della nostra cultura e stile di vita. E nel Farro c’era 10 000 anni fa e continua ad esserci glutine !

    Ma l’autolesionismo non è una novità nella lunga storia dell’Uomo: tra cent’anni sull’isteria Gluten-free ci rideranno sopra i nostri nipoti, chissà se il Sud Italia sarà diventato un deserto

    Ciao, vado a preparami un meraviglioso piatto di pasta e domani in bici al lavoro ! (come da 40 anni e 40 km al giorno…)

    E nel Farro c’era 10 000 anni fa e continua ad esserci glutine !

  12. Finalmente Fabrizio ha portato una sostanziale letteratura, evidentemente altri invece di rifarsi a fonti scientifiche consolidate, e di buon senso, si attaccano ad articoli interpretati in modo ideologico, e spesso con interessati secondi fini, che fanno presa su chi ama essere Alternativo, controcorrente ed “originale”. Per questi la scienza e la statistica sono fregnacce, il progresso anche. Ho citato alcuni aggettivi che si riassumono in IGNORANZA, voluta, oppure seguita inconsapevolmente come da un gregge di belanti convinti di essere colti ed intelligenti. Così purtroppo nasce e si perpetua l’autolesionismo e lo spreco di parole, e purtroppo di tempo e notevoli risorse. E poi c’è chi sostiene che uno vale uno !!! ???
    Scusate lo sfogo, ma è ora di dire le cose come stanno e far basta con le panzane. Fabrizio ve ne ha dato una piccola dimostrazione, ma che potrebbe essere a 2 cifre più lunga ed esauriente (purtroppo non per quelli sopracitati)

  13. fabrizio_caiofabricius

    Grazie Costante, mi riempie di conforto il tuo sostegno, ma sempre in 2 rimaniamo a difendere il fortino (della verità scientifica validata da prove internazionali ripetibili).

    Ma dove sono gli altri colleghi difensori delle sacre mura? Dove sono ricercatori e universitari che conoscono benissimo questi dati, ma tacciono in un plumbeo e funereo silenzio ?

    Hanno paura di esporsi perché temono che la scienza illuminista abbia perso e paventano ritorsioni dei barbari ormai vincitori? Che le loro grida gutturali risuonino sguaiate nel Foro e nella Curia dell’Urbe sconfitta?

    Come l’ultima legione stringiamoci e resistiamo.

    • Fabrizio, credo che molti di loro siano stanchi di sbattere contro muri di gomma… Non sono ricercatore, universatario o chissà che, ma nel mio piccolo ho sempre cercato (anche nei commenti a questo articolo) di evidenziare come i casi personali non facciano statistica e che per sostenere tesi differenti da quelle generalmente accettate servano dei dati a supporto, ma nel migliore dei casi il risultato che ottengo è quello di essere considerato “di parte”. Ho smesso o perlomeno ridotto molto i miei sforzi in tal senso…
      Vi ammiro con sincerità.

  14. Mi piacerebbe che il gestore di questi sito, come a volte censura posizioni non proprio condivise, limitasse anche la diffusione di “stupidaggini” cui purtroppo si attaccano gli ideologizzati di turno. Ne risulterebbe un sito di dicussione serena, molto più costruttiva ed istruttiva per gli “ignoranti non colpevoli” (quelli non addetti, vogliosi di capire) più appetito ed interessante, anche per i veri esperti, addetti ai lavori come chi pratica la scienza e la tecnologia (ma se non le praticassero dove starebbe l’esperienza?), che qui spessissimo invece sono considerati “di parte”, “con conflitto di interessi”, e legati ai “biechi” interessi di un’industria, ingenuamente o stupidamente sentita come portatrice di imbrogli e chissà quali nefandezze.
    Altrimenti dovremmo tornare al profondo medio-evo. Penso di essere stato chiaro e sicuramente indipendente.