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Fare la spesa a Roma costa di più, ma si possono risparmiare fino a 900 euro scegliendo Auchan, Pam e Leclerc Conad

Roma supermercati
A Roma ogni famiglia spende circa 200 euro più l’anno per la spesa al supermercato

Roma supermercati, secondo l’inchiesta di Altroconsumo fae  la spesa nella capitale costa di più rispetto alle altre città. Rispetto alla media nazionale di 6.356 euro l’anno a famiglia, a Roma si spendono 6.532 euro. Il risparmio più alto che si può ottenere facendo sempre la spesa nei supermercati più economici collocati ai primi posti della classifica è di 919 euro. Secondo l’inchiesta di Altroconsumo realizzata sui prezzi dei prodotti di marca, la prima posizione nella classifica nei punti vendita più convenienti spetta ad Auchan di via Alberto Pollio con un punteggio di 111, seguito a ruota da Pam, Leclerc Conad, Doc Superstore, Supercoop, One price, Ipercoop.

In fondo alla classifica troviamo Super Elite e  Punto Simply di Piazza Pio IX, dove la spesa costa rispettivamente il 16 e il 17%  in più rispetto ai primi della classifica.

Nella tabella è possibile controllare il posizionamento dei supermercati presi in esame nell’inchiesta (*).

Roma Roma1 Roma2

(*) Legenda.  Altroconsumo assegna il valore 100 al supermercato più conveniente che quest’anno è il Super Rossetto di Verona, tra i 909 visitati nell’inchiesta. A tutti gli altri viene attribuito un indice superiore. A Roma, per esempio, l’indice 111 attribuito ad Auchan di via Alberto Pollio, essendo il più basso per questa città, indica che i prezzi sono i più convenienti (anche se risultano dell’11% più cari rispetto al supermercato di Verona ). Il valore 128 attribuito a Punto Simply di Piazza Pio IX significa che i listini sono superiori del 17% rispetto al primo in classifica a Roma

Sara Rossi

© Riproduzione riservata

Tabella: Altroconsumo.it

Foto: iStockphoto.com

 

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Un commento

  1. L’inchiesta di Altroconsumo (rinnovata ogni anno da tempo) è sicuramente utile perché permette comunque un confronto tra marchi e punti vendita diversi all’interno dello stesso marchio.
    Ma va interpretata. Altrimenti si recepisce il messaggio che in un punto vendita si spenderà sicuramente meno che in quello di altro marchio. A prescindere dalla spesa. Indipendentemente da cosa si compra e come lo si compra.
    Perché l’inchiesta parte da un carrello fisso (ben diversificato per merci acquistate, ma che non rappresenta necessariamente “la spesa” di ciascuno di noi) in variante “brand” e in variante “low-cost”
    Ma questo NON tiene conto dei programmi fedeltà (con gli sconti per i titolari delle card aziendali) di sconti per categorie (anziani, per esempio) e della possibilità di sfruttare al meglio le offerte 3 o 4 X 2 per fare scorte, a buon prezzo di generi non deperibili ma di consumo abituale.
    Basti pensare al caffè: stesso formato e marca che si puo’ acquistare scontato anche del 50% facendone scorta (anche annuale). E questo vale per tanti generi di consumo, per i quali si può acquistare la “marca” al prezzo del discount, se si fa la spesa con oculatezza.
    Perché alla fine il consumatore “accorto” deve fare la spesa comprando in maniera “strategica e consapevole” in base alle proprie esigenze, senza illudersi di potersi affidare ciecamente a inchieste, per quanto ben fatte