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Primo caso di riforestazione da parte di un produttore di olio di palma. La malese FGV fa inversione di marcia di fronte ai rischi finanziari

Per la prima volta, una compagnia produttrice di olio di palma è stata obbligata, dalle pressioni del mercato e della società civile, a ripristinare le foreste che aveva distrutto. La società è Felda Global Ventures (FGV), una compagnia creata dal governo malese, che è tra le maggiori produttrici di olio di palma grezzo ed è quotata alla Borsa malese.

FGV riforesterà 1.000 ettari di foreste torbiere nel Kalimantan occidentale, una delle zone più colpite dagli incendi che ogni anno devastano l’Indonesia. Inoltre, come riferisce Greenpeace, FGV accelererà gli sforzi per eliminare lo sfruttamento dei lavoratori nelle proprie piantagioni, come era stato denunciato in un’inchiesta del Wall Street Journal nel luglio 2015.

La decisione di FGV è arrivata dopo che nell’aprile 2016 Chain Reaction Research – un consorzio formato da Aidenvironment, Climate Advisers e Profundo, che conduce analisi di rischio legate alla sostenibilità per investitori e analisti finanziari – aveva pubblicato un rapporto sui rischi finanziari a cui la società stava andando incontro, a causa della violazione della propria politica di sostenibilità, approvata nell’aprile 2015, da parte di alcune sue sussidiarie.

olio di palma
Foto aeree documentavano la deforestazione e la successiva piantagione di palme da olio in zone di torbiere

Nel rapporto venivano pubblicate anche alcune foto aeree, scattate da droni, che documentavano la deforestazione e la successiva piantagione di palme da olio in zone di torbiere. FGV, che è quotata alla Borsa malesiana, veniva avvertita che rischiava di perdere alcuni suoi grandi clienti, oltre che andare incontro a una possibile forte sanzione, stimabile tra 5,2 e 6,1 milioni di dollari, in base a una norma sinora mai applicata della Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile (RSPO), cui Felda aderisce, per evitare di esserne espulsa.

A fine agosto, FGV ha aggiornato la sua politica di sostenibilità, bloccando l’attività di deforestazione da parte di sue due sussidiarie nel Kalimantan occidentale e decidendo la riforestazione di 1.000 ettari.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. Serve a poco riforestare. Le foreste malesi sono foreste vergini nella fase climax, ecosistemi estremamente complessi vecchi di decine di migliaia di anni che permettono alla vita animale di svilupparsi tra una glaciazione e l’ altra e svolgono una funzione determinante per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Per fare un paragone con il nostro organismo, le foreste vergini sono polmoni, fegato e reni del pianeta.

    • Proprio così! Un misero palliativo, dato che la foresta – così come era prima nella zona riforestata – non tornerà mai più.