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Da una ricerca finlandese arrivano le proteine prodotte utilizzando elettricità e CO2. Aggiungendo acqua e fosforo, si ottiene cibo e mangime producibile ovunque senza impatti ambientali

proteine

In Finlandia, un team di ricercatori ha prodotto un gruppo di proteine, utilizzando elettricità e anidride carbonica. La proteina prodotta in questo modo potrà essere ulteriormente sviluppata, per essere utilizzata come cibo o mangime per animali, liberando la produzione alimentare dalle restrizioni legate all’ambiente. Infatti, questa proteina può essere prodotta ovunque è disponibile una fonte di energia rinnovabile, come il solare, e non è condizionata, come l’agricoltura, dalle temperature, dall’umidità e dalle caratteristiche del suolo. Inoltre, non richiede il controllo dei parassiti ma solo la quantità necessaria di sostanze nutritive, ad esempio il fosforo. Aggiungendo un po’ d’acqua, il prodotto finale è una polvere, composta per la metà di proteine, per il 25% da carboidrati e per la parte restante da grassi e acidi nucleici. La consistenza del prodotto finale può essere modificata, cambiando gli organismi utilizzati nella produzione.

Attualmente, la proteina prodotta dallo studio congiunto della Lappeenranta University of Technology (LUT) e del VTT Technical Research Centre of Finland richiede due settimane per ogni grammo, utilizzando un’apparecchiatura di laboratorio grande come una tazzina di caffè, e la previsione dei ricercatori è che occorreranno dieci anni per renderla competitiva. In futuro, questa proteina potrà essere prodotta ovunque, attraverso un reattore domestico, senza impatti ambientali.

Lo studio finlandese fa parte del progetto di ricerca Neo-Carbon Energy, che ha l’obiettivo di sviluppare un sistema energetico completamente rinnovabile e privo di emissioni.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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4 Commenti

  1. Il big-bang della biologia. Ma noi ci siamo evoluti in millenni di aggiustamenti genetici e non in due settimane.
    Se siamo quello che mangiamo, potremo azzerare l’evoluzione e resettare tutto il sistema biologico, partendo da esseri unicellulari.
    Magari stavolta potremo anche migliorare il caratteraccio di molti di noi.

  2. Non è fantascienza. Gli Atzechi già si cibavano di Spirulina. una cianobatteriacea impropiamente chiamata alga azzurra, tuttora coltivata anche in Italia e presente sul mercato come integratore. I ricercatori finlandesi non indicano il nome del microbo utilizzato; eventualmente, la novità sta nella fonte di energia che sotto forma di calore serve per far crescere il microbo.

    • Con tutta la buona predisposizione per la ricerca scientifica, ma H2O+CO2+Azoto in un campo elettrico che produce una sostanza con il 50% di proteine, mi risulta difficile paragonarla alla Spirulina degli Atzechi. Ma anche all’attuale alga coltivata con tutti crismi dell’acquacoltura.
      Prima cerchiamo di comprendere bene il processo, che se richiede ancora una decina d’anni per essere realizzato fuori dal laboratorio, qualcosa di più complesso di una semplice coltivazione algale, anche artificiale dovrà pur esserci.