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Pubblicità di junk food: i bambini inglesi sono bombardati, ma secondo il governo “la legge in vigore è tra le più severe del mondo”

Pubblicità di junk foodI bambini inglesi (un terzo dei quali è già in sovrappeso od obeso) sono bombardati da un numero eccessivo di pubblicità di junk food, dolci e in generale di cibi poco sani, definiti anche come HFSS da (high in fat, sugar and salt), nonostante esista una specifica normativa da più di dieci anni. Lo dimostra uno studio commissionato da Obesity Health Alliance ai ricercatori dell’Università di Liverpool, che hanno analizzato cinque tra i programmi definiti “per famiglie” più visti, mandati in onda tra le 18 e le 21. Sconfortante la conclusione: in media, circa sei spot su dieci riguardano un HFSS e i bambini sono le vittime principali.

Per esempio, in mezz’ora di uno dei programmi, visto in un giorno di febbraio da 140.200 bambini, ci sono state 9 pubblicità di HFSS, comprese McDonald’s, Oreo, e pizze quali quella di Domino. Mentre in mezz’ora di un altro programma, visto da oltre 708.000 bambini ci sono state 12 pubblicità, anche di biscotti Digestive ricoperti di cioccolato o di un tipo di burro da spalmare. Secondo gli autori, in un anno un bambino inglese vede quasi 2.000 spot di HFSS, mentre le pubblicità che hanno come oggetto frutta, verdura o comunque alimenti sani sono meno dell’1% del totale. Tutto ciò si verifica proprio nei programmi televisivi rivolti alle famiglie, non coperti dal divieto di trasmettere questo tipo di pubblicità.

Pubblicità di junk food: i bambini inglesi sono bombardati. Ma secondo il governo “la legge in vigore è tra le più severe del mondo”

Sempre secondo le loro valutazioni, il divieto e in generale tutta la normativa, vecchi di dieci anni, coprono ormai meno di un terzo della pubblicità di HFSS rivolta ai bambini, e per questo sarebbe opportuno introdurre una nuova limitazione almeno fino alle 21 di sera e in tutti i programmi il cui pubblico sia costituito per più di tre quarti da minori.

Colpisce inoltre l’atteggiamento delle aziende, che a parole assumono grandi impegni ma, nella pratica, fanno di tutto per bombardare gli spettatori più indifesi e suggestionabili con un vero diluvio di spot. Deludente, finora, la risposta del governo: “la legge in vigore è tra le più severe del mondo”.

Dal canto suo, Obesity Health Alliance ha posto il divieto di pubblicità in cima alla lista delle dieci iniziative indispensabili. Le altre sono: introduzione di limiti nello zucchero delle bevande, riduzione generalizzata di grassi saturi, sale e zuccheri negli alimenti; limitazioni alle offerte che rendono il junk food accessibile; introduzione dei semafori nutrizionali in tutti gli alimenti industriali; obbligo per le scuole di offrire solo alimenti sani e di insegnare a cucinare; libertà, per le autorità sanitarie locali, di assumere iniziative spontanee; obbligo, per gli ospedali e  i luoghi di cura, di proporre anche alimenti sani; obbligo di formazione sull’alimentazione per tutti gli operatori sanitari; finanziamento di programmi di valutazione e gestione del peso e della salute dei bambini.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola

giornalista scientifica

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