In Francia, i ricercatori dell’INRA (Istituto nazionale per la ricerca in agricoltura), in collaborazione con la società AgroSolutions, hanno studiato la relazione tra il livello d’uso di pesticidi e le prestazioni delle colture agricole, in termini di produttività e redditività. I risultati, pubblicati dalla rivista Nature Plants, mostrano che una significativa riduzione dell’uso di sostanza chimiche è possibile senza alterare i rendimenti agricoli e i guadagni degli agricoltori, a patto che questi ultimi siano accompagnati nell’adattamento delle loro pratiche agricole.

Lo studio, durato tre anni, ha riguardato 946 aziende agricole non biologiche, con differenti livelli di utilizzo di pesticidi e tipi di colture che coprono una vasta gamma di quelle presenti in Francia. Nel 77% delle aziende non è stato riscontrato alcun conflitto tra basso uso di queste sostanze da una parte e alte produttività e redditività dall’altra. Solo il 6% delle aziende agricole esaminate i ricercatori hanno individuato un legame positivo tra uso intenso dei pesticidi e rendimenti agricoli elevati.

pesticidi
Una significativa riduzione dell’uso di pesticidi è possibile senza alterare i rendimenti agricoli e i guadagni degli agricoltori

I ricercatori dell’INRA stimano che l’uso complessivo dei pesticidi potrebbe essere ridotto del 42% senza alcun impatto negativo nel 59% dei casi. Questo corrisponde ad una riduzione media del 37% degli erbicidi, del 47% dei fungicidi e del 60% degli insetticidi. Estrapolando questi dati all’intero territorio francese, questo significa che la quantità di sostanze chimiche utilizzata potrebbe essere ridotta del 30%, adottando nuove pratiche agricole, a cui gli agricoltori dovrebbero essere formati e per l’adozione delle quali, secondo i ricercatori dell’INRA, sarebbero forse opportuni anche degli incentivi.

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