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Il Parlamento europeo contro due tipi di soia OGM. Nuove critiche all’attuale procedura, che consente alla Commissione Ue di procedere ugualmente

Con due distinte risoluzioni, il Parlamento europeo si è espresso contro la decisione della Commissione Ue che autorizza l’immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da due tipi di soia geneticamente modificata: FG72 × A5547-127, che è stata sviluppata per conferire tolleranza agli erbicidi a base di isoxaflutolo, glifosato  e glufosinato d’ammonio, e DAS-44406-6, tollerante agli erbicidi a base di glifosato, acido 2,4-diclorofenossiacetico (2,4-D) e ad altri erbicidi fenossici correlati, glufosinato d’ammonio.

La domanda di autorizzazione per la soia OGM FG72 × A5547-127 è stata presentata il 10 dicembre 2013 da Bayer Crop Science LP e M.S. Technologies LLC, e durante il periodo di consultazione gli Stati membri hanno presentato varie osservazioni critiche; alcune di quelle più negative hanno sottolineato che in assenza di un test di tossicità subcronica a 90 giorni non è possibile trarre alcuna conclusione sui rischi correlati all’utilizzo di questo OGM negli alimenti e nei mangimi. Inoltre, le informazioni fornite sulla composizione, sulla valutazione fenotipica e sulla tossicologia sono insufficienti e in base a tali informazioni sono state tratte conclusioni premature sull’equivalenza tra l’OGM e la soia convenzionale come pure sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi. Infine tale soia OGM non è stata testata con il necessario rigore scientifico per accertarne la sicurezza.

Il Parlamento europeo si è detto contrario all’autorizzazione di due tipi di soia OGM resistente agli erbicidi

Anche per quanto riguarda la domanda di autorizzazione per la soia OGM DAS-44406-6, che è stata presentata il 16 febbraio 2012 da Dow Agrosciences LLC e MS Technologies LLC, gli Stati membri hanno presentato varie osservazioni critiche, tra cui il fatto che la domanda attuale e i dati presentati relativamente alla valutazione del rischio non forniscono informazioni sufficienti per escludere in maniera inequivocabile effetti nocivi sull’uomo o sugli animali. Inoltre le informazioni sulla valutazione fenotipica, la composizione e la tossicologia sono insufficienti e l’autorità competente ritiene necessario procedere a ulteriori analisi per valutare la concentrazione di glifosato, 2,4-D, glufosinato e i loro prodotti di degradazione nei semi e nel foraggio per alimenti e mangimi al fine di escludere eventuali effetti negativi sulla salute umana e animale.

Per entrambi i tipi di soia, le risoluzioni del Parlamento europeo affermano che, secondo uno studio indipendente, la valutazione del rischio condotta dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) non è accettabile nella sua forma attuale, in quanto non riconosce le lacune in termini di informazioni e le incertezze e non effettua una valutazione della tossicità e dell’impatto sul sistema immunitario e sull’apparato riproduttivo. Le risoluzioni chiedono alla Commissione Ue di ritirare il progetto di decisione di esecuzione e la invitano “a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardante le domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati finché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da affrontare le carenze dell’attuale procedura, che si è rivelata inadeguata”.

Il Parlamento europeo critica anche la procedura comunitaria di autorizzazione degli OGM, che dà troppi poteri alla Commissione

L’attuale procedura europea di autorizzazione degli OGM, sia per la coltivazione che per l’alimentazione umana e animale, prevede una valutazione del rischio da parte dell’Efsa. Se i risultati sono favorevoli, la Commissione Ue presenta agli Stati membri un progetto di decisione, che richiede una maggioranza qualificata, a favore o contro. In assenza di una maggioranza qualificata, come sinora è accaduto, la decisione viene rimessa alla Commissione, che rilascia l’autorizzazione. A questo punto, i singoli Stati possono vietare la coltivazione sul proprio territorio, mentre non possono impedire la vendita e l’utilizzo di alimenti e mangimi contenenti ingredienti geneticamente modificati.

Il Parlamento europeo ha criticato ancora una volta questa procedura, dopo aver bocciato, nell’ottobre 2015, una proposta di legge della Commissione, che avrebbe consentito a ogni Stato membro di limitare o vietare la vendita e l’uso di alimenti o mangimi OGM nel proprio territorio, anche se già approvati a livello Ue. Secondo i parlamentari europei, una norma di questo tipo sarebbe potuta risultare inattuabile o avrebbe potuto portare alla reintroduzione di controlli alle frontiere tra i paesi pro e anti OGM. Il Parlamento europeo aveva invitato la Commissione a presentare una nuova proposta, cosa che l’esecutivo di Bruxelles si è rifiutato di fare.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. “L’attuale procedura europea di autorizzazione degli OGM, sia per la coltivazione che per l’alimentazione umana e animale, prevede una valutazione del rischio da parte dell’Efsa. Se i risultati sono favorevoli, la Commissione Ue presenta agli Stati membri un progetto di decisione, che richiede una maggioranza qualificata, a favore o contro. In assenza di una maggioranza qualificata, come sinora è accaduto, la decisione viene rimessa alla Commissione, che rilascia l’autorizzazione.”
    Ergo, in assenza di una decisione a maggioranza la Commissione invece di negare l’autorizzazione, la concede?
    Va bene che spesso le menti umani ragionano al contrario, ma da parte di un’istituzione europea sovranazionale, nominata dagli stessi governi che non hanno deciso a maggioranza, decidere al contrario mi sembra proprio troppo!