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Il Parlamento europeo dice “no” ai brevetti di piante ottenute con tecniche di incrocio e selezione tradizionali

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Il Parlamento europeo si pronuncia contro una decisione dell’Ufficio brevetti

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui condanna una recente decisione dell’Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) che consente di brevettare caratteristiche vegetali anche quando sono sviluppate, o potrebbero essere ottenute, con tecniche di selezione vegetale biologiche. La risoluzione afferma che i prodotti – quali piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni – ottenuti mediante procedimenti biologici dovrebbero essere esclusi dalla brevettabilità, perché la selezione vegetale è un processo innovativo, che è stato praticato dagli agricoltori e dalle comunità agricole sin dalla nascita dell’agricoltura, e le varietà e i metodi di riproduzione non brevettati sono importanti per la diversità genetica.

La decisione dell’Ueb, al contrario, mette a repentaglio la capacità innovativa del settore della selezione vegetale di sviluppare nuove varietà e costituisce una minaccia per la produzione mondiale di generi alimentari e la sicurezza alimentare. Essa avrà un impatto negativo sulla competitività europea e può tradursi in monopoli sul mercato alimentare, diminuendo la varietà dei prodotti offerti ai consumatori. Secondo gli europarlamentari, un accesso illimitato al materiale biologico è necessario al fine di stimolare la forza innovativa nel settore della selezione vegetale, fornendo maggiori opportunità alle piccole e medie imprese.

semi
Semi e piante ottenute con sistemi di incrocio tradizionali non dovrebbero essere brevettabili

La risoluzione è una risposta alla decisione del 25 marzo 2015 del Consiglio d’Appello dell’Ufficio europeo dei brevetti (Ueb), che permette brevetti sui pomodori (G0002/12) e sui broccoli (G0002/13) ottenuti con tecniche di coltivazione convenzionale. L’Ueb ritiene che, anche se i procedimenti biologici per la produzione di piante come l’incrocio non possano essere brevettabili, le piante che ne derivano e i prodotti delle stesse, come ad esempio un frutto, potrebbero ottenere una protezione a livello europeo.

Per il Parlamento europeo, quella dell’Ueb è un’interpretazione distorta della direttiva europea n. 44 del 1998, secondo la quale le varietà vegetali e le razze animali nonché i procedimenti biologici di produzione di vegetali o di animali non sono brevettabili. La direttiva stabilisce che un procedimento di produzione di vegetali o di animali è essenzialmente biologico quando consiste integralmente in fenomeni naturali come l’incrocio o la selezione. Il Parlamento europeo aveva già fatto appello all’Ueb affinché escludesse dalla brevettabilità tutti i prodotti derivanti dalla riproduzione convenzionale, con una risoluzione approvata il 10 maggio 2012. Ora, visto che ci sono numerose domande relative a prodotti ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici in attesa di una decisione dell’Ufficio europeo dei brevetti, l’europarlamento chiede alla Commissione Ue di chiarire con urgenza l’ambito di applicazione e l’interpretazione della direttiva, al fine di garantire la certezza giuridica per quanto riguarda il divieto di brevettabilità dei prodotti ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici e di precisare che è consentita la selezione con materiale biologico coperto da brevetto.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. emilio locatelli

    Oh, questa volta il parlamento europeo sta facendo qualcosina positiva!!! Bene! Saluti